
Dopo il caso del belga Doku, il difensore norvegese segue il parto della primogenita in videochiamata.
La 30enne svedese lo ha annunciato di fronte alle compagne di squadra con un dolcissimo video.

Madelen Janogy diventerà mamma. Con un dolcissimo momento di squadra la trentenne attaccante svedese della Fiorentina Femminile ha annunciato di essere in gravidanza. “Non sarò disponibile in questa stagione” spiega la calciatrice alle compagne, prima di mostrare l’ecografia del bambino accompagnata dalla scritta “Bebé in arrivo”.
La calciatrice continuerà ad allenarsi con un programma personalizzato al Viola Park durante la gravidanza e, con il supporto della società, punta a tornare in campo nel 2027. Una scelta che testimonia come, nel calcio femminile professionistico, la maternità possa essere vissuta come un diritto da tutelare e non come un ostacolo alla carriera.
“Sono molto felice del sostegno che la Fiorentina mi ha dato da quando ho comunicato al club la mia gravidanza – ha raccontato a La Nazione Janogy – Ho ricevuto solo reazioni positive da parte di tutto lo staff e mi sento davvero fortunata di vivere questo percorso in una società che mi accompagnerà in ogni fase di questo viaggio”.
L’attaccante ha sottolineato quanto sia importante che le atlete possano conciliare il desiderio di costruire una famiglia con quello di continuare a giocare ad alti livelli. “Per molte calciatrici è un sogno poter diventare madri senza dover rinunciare alla propria carriera. Credo che la Fiorentina stia dando un ottimo esempio in questo senso”.
La maternità, spiega, sarà naturalmente la priorità nei prossimi mesi, ma l’obiettivo resta quello di tornare a indossare la maglia viola appena sarà possibile. “Sono motivata a rientrare in campo e sono felice di poter affrontare questo percorso insieme alla Fiorentina”.
Quello di Janogy è uno dei segnali di un cambiamento che sta interessando il calcio femminile italiano. Con l’introduzione del professionismo, entrato in vigore nel 2022, le calciatrici possono contare su tutele contrattuali che garantiscono il diritto alla maternità, una protezione che fino a pochi anni fa dipendeva quasi esclusivamente dalla sensibilità dei singoli club.
Stiamo assistendo a un Mondiale maschile dove i papà hanno avuto un ruolo di primissimo piano, finalmente ci stiamo avvicinando anche sul versante femminile.

Dopo il caso del belga Doku, il difensore norvegese segue il parto della primogenita in videochiamata.
Per molto tempo una gravidanza è stata percepita come incompatibile con una carriera sportiva di alto livello, con il rischio di perdere il contratto o gli sponsor. Oggi lo scenario sta cambiando: sempre più società scelgono di sostenere le proprie atlete durante la maternità, favorendo il loro ritorno all’attività agonistica e contribuendo a rendere il professionismo una realtà concreta anche fuori dal campo.