"Quel miracolo che vive nel punto in cui il cielo bacia le stelle" gli auguri di Laura Chiatti e Marco Bocci a Pablo
Il secondogenito di casa compie 10 anni, e i due attori umbri lo festeggiano con bellissime dediche sui social.

Il secondogenito di casa compie 10 anni, e i due attori umbri lo festeggiano con bellissime dediche sui social.

“Pablo, tu sei quel miracolo che vive nel punto esatto in cui il cielo bacia le stelle”. Con queste parole inizia il post che, sui social, Laura Chiatti ha dedicato al figlio Pablo, che ha compiuto 10 anni.
L’attrice umbra ha accompagnato la dedica con una tenera foto del bambino, aggiungendo: “Che tu possa custodire per sempre quella bellissima luce, gentile e rara, che ti contraddistingue e che ti rende unico ai miei occhi. Buon compleanno, anima mia. Ti amo”.
Bellissime parole quelle che Chiatti ha riservato per il suo secondogenito, nato dall’amore con il collega Marco Bocci, che si è voluto unire alle celebrazioni per questo giorno così importante, condividendo un video insieme al figlio. A corredo delle immagini, poche ma significative parole: “E sono 10, amore mio. Ti amo. Pablo”.
Laura Chiatti e Marco Bocci, sposati dal 2014, sono genitori anche di Enea, nato nel 2015, che ha compiuto gli anni a gennaio.
Nel corso degli anni l’attore ha raccontato più volte il suo rapporto con la famiglia. Ospite di Verissimo, tempo fa, aveva spiegato qunto il ruolo di padre rappresenti una sfida quotidiana: “Essere padre e marito è complicatissimo, perché non esiste un manuale. È un modo di vivere, un’intuizione. Si possono fare tanti errori, ma con loro mi diverto tantissimo. Per esempio, quando ci sono le partite dei miei figli non lavoro”.
Parlando invece della relazione con Laura Chiatti, Bocci aveva scherzato sulla loro dinamica di coppia: “Noi siamo abbastanza selvaggi nella nostra vita insieme. Ci sosteniamo, ma ci lasciamo anche un sacco di volte. Penso di essere l’uomo più lasciato della storia dell’umanità. Oggi vengo qui da lasciato! Laura mi tiene in standby, sia nella parte affettiva che in quella lavorativa”.