In Italia mamme sempre più "anziane" e sempre meno nascite. Cosa dice il rapporto del Ministero della Salute

A dirlo il Rapporto sull'evento nascita. Pochi nati nel 2025, ed età materna in leggero aumento.

In Italia mamme sempre più “over”: è quanto emerge dal Rapporto sull’evento nascita del Ministero della Salute, elaborato sulla base dei dati raccolti attraverso il Certificato di Assistenza al Parto relativo al 2025. Lo scorso anno l’età media al momento del parto ha raggiunto i 33,4 anni per le cittadine italiane, in leggero aumento rispetto ai 33,3 anni del 2024. Per le donne straniere, invece, l’età media al parto si attesta a 31,4 anni.

Se aumenta l’età materna, continua incessantemente anche il calo demografico: nel 2025 appena 353.240 nascite, contro le 370.577 del 2024. Oltre una partoriente su cinque (20,7%) ha cittadinanza straniera.

La maternità viene sempre più spesso rimandata. L’età media al primo figlio è di 32,5 anni per le italiane e di 29,4 anni per le straniere. Un rinvio che incide anche sulla scelta di avere altri figli: il numero medio di figli per donna italiana è sceso a 1,14 nel 2025, rispetto all’1,35 del 2015.

Il rapporto conferma inoltre il ricorso ancora elevato al parto cesareo, utilizzato nel 29,8% dei casi nel 2025, anche se negli ultimi anni si registra una progressiva riduzione in linea con le raccomandazioni nazionali e internazionali.

La percentuale, però, varia molto a seconda del luogo del parto: negli ospedali pubblici i cesarei rappresentano circa il 28% delle nascite, mentre nelle case di cura accreditate raggiungono il 45%.

A livello regionale, la percentuale più alta si registra in Campania, dove il cesareo riguarda il 43,7% dei parti, seguita da Sicilia e Sardegna con circa il 39%. Tra le regioni con il ricorso più basso c’è invece la Toscana, con il 16%.

La maggior parte delle donne sceglie strutture pubbliche o equiparate: nel 2025 lo ha fatto il 91,3% delle partorienti, in aumento rispetto al 90,7% dell’anno precedente.

Il 58,8% dei parti si concentra nei 117 punti nascita che registrano almeno mille nascite all’anno. Tuttavia, circa il 10% delle nascite avviene ancora in strutture con meno di 500 parti annui, considerate meno adeguate a garantire la massima sicurezza in caso di emergenze.

Tra i cambiamenti sociali evidenziati dal rapporto c’è anche l’aumento del ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, che interessano il 4,6% delle gravidanze.

Nella maggior parte dei casi, al momento del parto la donna ha accanto a sé il padre del bambino: accade nel 94,7% dei casi.

Aumenta inoltre l’attenzione ai controlli durante la gravidanza: nel 94% delle gestazioni sono state effettuate più di quattro visite ostetriche.

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