
Nel contesto del calo demografico generale, gli unici dati positivi arrivano dalle nascite dalle tecniche di PMA. Analizziamo i numeri per comprend...
Presentate dalla SIGO, serviranno a delineare manovre di prevenzione, diagnosi e intervento in quattro aree "calde" della gravidanza.

Sono arrivate le prime Linee Guida Nazionali dedicate alle gravidanze a rischio, presentate il 26 marzo dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) nelle aule del Policlinico Gemelli, uno dei maggiori punti nascita del Centro e Sud Italia con oltre 4.000 parti l’anno.
Per la prima volta, dunque, l’Italia abbandona i modelli esteri finora adottato per gestire le gravidanze a rischio per dotarsi di un sistema proprio atto a garantire standard di sicurezza elevati, grazie a un documento approvato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e integrato nel Sistema Nazionale Linee Guida.
Il protocollo arriva peraltro in quello che gli esperti definiscono “inverno demografico” con un’età media materna che si fa sempre più elevata, con “un impatto significativo sul rischio di complicanze ostetriche”; come spiegato da Tullio Ghi, Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Direttore della UOC di Ostetricia e Patologia Ostetrica di Fondazione Policlinico Gemelli e coordinatore del team multidisciplinare che ha redatto le Linee Guida – Questo rende fondamentale disporre di strumenti clinici aggiornati per intercettare e gestire al meglio le gravidanze ad alto rischio. Lo scenario epidemiologico mostra che anche le cittadine straniere seguono questa tendenza: fanno sempre meno figli e in età sempre più avanzata, come se anche loro si stessero adattando ai costumi italiani”.
Per capire meglio il quadro basti dire che nel 2024, su oltre 365mila parti in Italia, 1 su 5 ha riguardato madri di cittadinanza non italiana, con l’età media stabilita a 31,3 anni per le donne straniere contro i 33,3 delle italiane.

Nel contesto del calo demografico generale, gli unici dati positivi arrivano dalle nascite dalle tecniche di PMA. Analizziamo i numeri per comprend...
Quattro i pilastri fondamentali della patologia ostetrica su cui si articolano le nuove direttive: disordini ipertensivi, disturbi dell’accrescimento fetale, diabete gestazionale e parto pretermine. Alla base della scelta di queste quattro aree di interesse i dati epidemiologici che identificano le condizioni più frequenti che insorgono nel corso della gestazione, offrendo al contempo anche strategie concrete per prevenzione, diagnosi precoce e trattamento.
Afferma Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: “Questa iniziativa nasce dalla necessità di offrire risposte chiare e aggiornate per la gestione delle gravidanze più complesse, rappresentando un modello virtuoso di trasparenza ed equità per tutelare la salute di mamme e neonati”. Gli fa eco Elsa Viora, presidente della SIGO: “Spero che queste linee guida possano davvero rappresentare un mattone utile nel costruire una ostetricia sempre più attenta ai bisogni di tutti: medici, ostetriche, personale sanitario, donne e coppie”.