L'importanza della Giornata mondiale dei diritti dei bambini ai tempi del Covid

Il 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dei diritti dei bambini. Cosa è cambiato quest'anno con la pandemia in corso? I diritti fondamentali legati all'infanzia sono in crisi e il mondo vede la soglia della povertà sfiorare i 700 milioni di persone entro la fine del 2020.

Il 20 novembre si festeggia la Giornata mondiale dei diritti dei bambini. Sono trascorsi più di 30 anni da quando l’ONU ha firmato la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, (Convention on the Rigths of the Child – CRC).

Era il 27 maggio del 1991 quando l’Italia ha riconosciuto i bambini come aventi diritti civili, sociali, culturali e politici. Cosa prevede, nello specifico, la Convenzione e perché è così importante celebrare questa giornata.

Perché si festeggia la Giornata mondiale dei diritti dei bambini

Grazie all’adozione e ratifica della Convenzione in quasi tutti i Paesi del mondo i bambini non solo godono dei diritti fondamentali, ma sono protetti e tutelati.

La Giornata dei diritti dei bambini si celebra proprio il 20 novembre di ogni anno e la data scelta è importante perché coincide con il giorno cui l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1959, la Dichiarazione dei diritti del fanciullo e nel 1989, la Convenzione sui diritti dell’infanzia.

Si celebra per promuovere la solidarietà internazionale, la consapevolezza tra i bambini di tutto il mondo e il miglioramento del benessere dei bambini. Ad oggi sono 196 gli Stati che si sono vincolati giuridicamente al rispetto dei diritti riconosciuti dalla Convenzione.

La Giornata sui diritti dei bambini nasce proprio dal voler proteggere i minori da disuguaglianze e discriminazioni in tutto il mondo, per un futuro dove tutto il male legato ai pregiudizi di razza e povertà non esistano più.

Offre a ciascuna persona un punto di ingresso stimolante per sostenere, promuovere e celebrare i diritti dei bambini, traducendo le parole in azioni in modo da costruire un mondo migliore per i minori.

Covid-19 e la crisi sui diritti dei bambini

Quest’anno, la pandemia da Coronavirus ha provocato una forte crisi dei diritti dei bambini. I costi della pandemia per i bambini sono immediati e, se non affrontati, possono durare tutta la vita. L’appello delle Nazioni Unite è chiaro:

È tempo che le generazioni si uniscano per reinventare il tipo di mondo che vogliamo creare.

Il Covid-19 sta minando al futuro dei bambini mettendo in crisi quelle famiglie già in grave difficoltà di sopravvivenza e che ora stanno lottando per rimanere a galla.

È inutile negare che i dati sono allarmanti. In merito, Save the Children ha dichiarato:

Il numero totale di bambini che vive sotto la soglia di povertà potrebbe superare i 700 milioni entro la fine del 2020. Molte famiglie hanno subìto, infatti, gli effetti economici della pandemia e non possono permettersi quindi le cose più basilari come cibo, acqua e cure.

Oltre a questi dati, già di per sé agghiaccianti, l’accesso all’istruzione viene sempre più messo in secondo piano andando a negare, in tal modo, uno dei diritti fondamentali dei bambini.

La crisi sui diritti dei bambini riguarda anche il nostro Paese, il quale vede una soglia della povertà in forte aumento a causa del progredire del virus. Basti pensare che già prima dello scoppio della pandemia, i bambini in povertà assoluta erano più di un milione.

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Quali sono i diritti fondamentali dei minori?

Tutelare i diritti di tutti, soprattutto dei più piccoli, è l’unico modo per proteggere e dare sicurezza ai bambini. È, dunque, fondamentale conoscere quali sono questi diritti fondamentali dei bambini. La Convenzione, così come spiegato dall’Unicef, è costituita da 54 articoli e i principi fondamentali su cui si basa sono 4.

  1. Non discriminazione: i diritti devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
  2. Superiore interesse: in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
  3. Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente: gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini.
  4. Ascolto delle opinioni del minore: ovvero, il diritto dei bambini ad essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano e il dovere, per gli adulti, di tenere le opinioni dei minori in considerazione.

Prendersi cura dei bambini è un dovere degli adulti e un diritto dei bambini di tutto il mondo. È fondamentale, dunque, volgere lo sguardo verso chi ha bisogno proprio di questo: sentirsi al sicuro affinché tutto vada bene.

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