In Giappone esistono i caffè del pianto per le mamme che passano notti insonni

Dal luglio dello scorso anno ne hanno aperti diversi in varie prefetture del Paese. L'idea è nata da un manga di successo.

Solo chi ha vissuto delle notti insonni con un neonato sa quanto possano essere lunghe le ore da passare, e forte il senso di isolamento e di impotenza che accompagnano i genitori che cercano di tranquillizzare un bambino di pochi mesi che piange senza sosta e non riesce ad addormentarsi.

Così, mentre negli altri Paesi si cerca di rafforzare le politiche di welfare e gli aiuti alla maternità, in Giappone l’idea geniale è arrivata da… Un manga.

Il fumetto in questione, Yonakigoya, pubblicato nel 2017 dalla fumettista e madre giapponese Kanemoto, è nato come una pubblicazione di sole tre pagine, dal titolo La capanna del pianto notturno, in cui si raccontava di un luogo immaginario dentro la quale i genitori potevano ritrovarsi per affrontare le ore in cui i figli non dormivano. Alla luce del grande successo, Kanemoto ha deciso di far uscire una serie auto-prodotta, dedicata proprio ai genitori e alle problematiche legate alla genitorialità.

Proprio da questa idea sono nati, nel Paese nipponico, caffè e bar dedicati alle mamme (e ai papà, naturalmente) che stanno svegli nelle ore notturne; i loro orari sono insoliti, visto che sono aperti dalle 21 fino alle 6 del mattino, presentano spazi gratuiti e i suoi clienti sono appunto madri vestiti comodamente, come starebbero in casa, accompagnate da figli che non riescono a dormire.

Se di giorno questi locali sono normalissimi bar o pasticcerie, di notte la location si trasforma, con tappeti che permettono ai lattanti di gattonare e rotolare, e spazi dedicati all’allattamento e al cambio pannolini.

Tra i primi ad aver aperto, nell’ottobre del 2025, una pasticceria specializzata in french toast, posizionata vicino alla stazione ferroviaria e gestita dalla ventottenne Madoka Nozawa, nella cittadina di Memuro, nell’Hokkaido, nel nord del Giappone.

Oggi quel luogo è diventato Oyako no Koya, ovvero “la casa dei genitori e dei bambini”. “Voglio che questo sia un luogo di rifugio dove le persone possano sentirsi meno sole nelle loro difficoltà” ha spiegato Madoka Nozawa.

Moltissimi altri gestori hanno seguito nel corso dei mesi il suo esempio; nella sola prefettura di Tokushima, ad esempio, sono stati istituiti due caffè dove gli operatori si occupano dei bambini mentre le mamme possono riposarsi; mentre a Niigata, capoluogo dell’omonima prefettura, un gruppo di donne gestisce un caffè simile dallo scorso luglio, seppur solo una volta a settimana. La sfida più grande per questi posti è quella economica, visto che l’apertura si basa esclusivamente su donazioni di privati ​​e aziende, nonché su personale volontario, al netto di costi finanziari ed esigenze operative notturne, che sono considerevoli.

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