Depressione post-partum legata alla convalescenza - GravidanzaOnline

Se il recupero dopo il parto è doloroso aumenta il rischio di depressione

Un nuovo studio dimostra che se la convalescenza dopo il parto è particolarmente dolorosa può aumentare il rischio di sviluppare la depressione post-partum.

La depressione post-partum è senza dubbio una delle prove più difficili che molte neo mamme si trovano ad affrontare. Mentre fino ad oggi si è ritenuto che fosse direttamente correlata al dolore provato dalla madre durante il travaglio e il parto, un nuovo studio presentato in occasione del meeting annuale di Anestesia a San Francisco ha dimostrato che il colpevole potrebbe più probabilmente essere il dolore provato dalla madre durante la ripresa post-partum.

Non è la prima volta che gruppi di ricercatori si occupano di trovare un’origine scientifica alla depressione post-partum e quasi tutti sono stati concordi nel ritenere il dolore fisico una componente importante nella questione.

Mentre fino ad oggi però nessuno si era occupato di differenziare le fasi del dolore, questo nuovo studio ha identificato il dolore della ripresa dopo il parto come fattore di rischio significativo per la depressione.

Per molti anni ci siamo occupati di come gestire il dolore del travaglio, mentre il dolore del recupero dopo il travaglio e il parto è stato spesso trascurato – ha dichiarato il dottor Jie Zhou, autore principale dello studio, nell’incontro tenutosi a San Francisco il 14 ottobre e riportato sul sito ufficiale dell’American Society of Anesthesiologists –  La nostra ricerca suggerisce che dobbiamo concentrarci maggiormente sull’aiutare le neo mamme a gestire il dolore dopo la nascita del bambino.

I sintomi della depressione post-partum, tra cui estrema tristezza, poca energia, ansia, episodi di pianto, irritabilità e cambiamenti nel ritmo del sonno e delle abitudini alimentari, riguardano circa il 12-15% delle neomamme e possono compromettere seriamente il rapporto con il bambino. Per questo è importante riconoscerla per tempo e chiedere aiuto agli esperti.

Importante non confondere, come spesso accade, la depressione post-partum con il baby blues. Con questa seconda accezione si intende infatti uno stato di malinconia e inquietudine che si manifesta solitamente dopo 3-4 giorni dal parto e tende a svanire nel giro di 10-15 giorni. Responsabile di questa sensazione, sperimentata da circa il 70% delle mamme, è il brusco calo di estrogeni e progesterone e la spossatezza fisica dei giorni immediatamente successivi al parto.

Lo studio condotto dal dott. Zhou ha analizzato 4.327 mamme che hanno partorito con taglio cesareo o in modo naturale dal 1 giugno 2015 al 31 dicembre 2017 all’Ospedale di Brigham confrontando il loro punteggio del dolore dall’inizio del travaglio fino alla dimissione ospedaliera con quello della scala di depressione post-partum segnalato una settimana dopo.

È così emerso che la depressione post-partum era significativamente associata ai punteggi più alti di dolore successivi al parto. Le madri che hanno sperimentato la depressione hanno infatti mostrato più disturbi legati al dolore durante il recupero (quasi tutte hanno fatto ricorso a farmaci antidolorifici), soprattutto nel caso di taglio cesareo. Altri fattori di rischio riscontrati nella madri sono stati sovrappeso, obesità, storia pregressa di ansia e depressione e figli più piccoli con punteggi Apgar più bassi (un sistema usato per valutare la salute fisica dei neonati un minuto e cinque minuti dopo la nascita).

Nonostante l’ibuprofene e altri farmaci antidolorifici siano considerati adeguati per il controllo del dolore dopo il parto – ha dichiarato il dottor Zhou – chiaramente alcune donne hanno bisogno di ulteriore aiuto nella gestione del dolore. Dobbiamo migliorare il nostro lavoro identificando chi è a rischio di sofferenza post-partum assicurandoci che abbia un’adeguata assistenza dopo la nascita del bambino.

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