Denatalità, l'allarme dei neonatologi - GravidanzaOnLine

Denatalità, l’allarme dei neonatologi: “Necessario invertire la tendenza”

In Italia continuano a diminuire le nascite e i neonatologi lanciano l'allarme: se non ci sarà un'inversione di tendenza la popolazione totale sarà dimezzata entro i prossimi 80 anni.

Il calo della natalità è ormai cronico: nei primi tre mesi del 2019 sono nati quasi 7mila bambini in meno rispetto allo stesso periodo del 2018, quando già si era registrato un calo delle nascite rispetto al 2017.

L’allarme arriva dal Congresso nazionale dei neonatologi che si tiene a Catania in questi giorni. I neonatologi rivolgono quindi un appello affinché il nuovo governo ponga maggiore attenzione al tema della natalità.

Come? Innanzitutto mettendo il neonato al centro delle politiche economiche e sanitarie, come sottolineato in occasione del congresso nazionale dal presidente della Società italiana di neonatologi Fabio Mosca:

Se vogliamo sperare in un’inversione di tendenza, i neonati e i bambini devono essere al centro di ogni iniziativa politica, a livello nazionale e locale, devono essere al centro del futuro. Sostenere oggi i nuovi nati incentiverà le coppie ad avere bambini. I nostri neonatologi presenti in ogni punto nascita italiano, sia pubblico che privato, raccolgono ogni giorno le preoccupazioni dei genitori, che si sentono sempre meno aiutati e più soli. Le donne sono scoraggiate, perché è difficile conciliare i tempi di vita e lavoro e per questo talvolta rinunciano ad allattare e spesso ad avere un secondo figlio.

I neonatologi ricordano poi come la scelta di avere uno o più figli non è legata solo a fattori economici ma anche alla qualità generale della vita: dove l’occupazione femminile è bassa anche i tassi di fecondità sono inferiori. E in Italia solo il 48,9% delle donne in età fertile risulta impiegata; in Europa la media è del 62,4%.

A questo proposito la Sin ricorda i risultati della ricerca dell’Università di Roma “Avere figli in Italia: una questione di BES”, secondo cui gli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile hanno una forte influenza sulla scelta di avere figli.

L’Italia soffre poi uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo: “Senza arrivi dall’estero, l’Italia è destinata a dimezzare la sua popolazione entro 80 anni“, avverte la Sin in una nota. Ed elenca poi una serie di azioni indispensabili per invertire la rotta:

La denatalità si contrasta anche con le misure di sostegno alla famiglia nei primi sei mesi di vita. Tra di esse è fondamentale sostenere la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, ed in particolare sostenere i papà oltre le mamme, portando anche il loro congedo a 30 giorni come avvenuto in Francia. Oltralpe la nuova norma riguarda i neonati prematuri o ospedalizzati in modo da consentire ad entrambi i genitori la copresenza in Terapia Intensiva Neonatale. Ma la nostra idea è quella di portare il congedo parentale dagli attuali 5 giorni più uno facoltativo a 30 giorni per tutti i papà. L’obiettivo è consentire ai genitori di seguire adeguatamente i bambini nei primi sei mesi di vita.

Misure indispensabili anche perché già oggi continua Mosca, sta cambiando anche la forma della famiglia: “Tre quinti dei nostri bambini non avrà fratelli, cugini e zii; solo genitori, nonni e bisnonni. Già oggi per 161 persone di età maggiore di 64 anni, ci sono solo 100 bambini di età inferiore a 15 anni. Di questo passo il welfare diventerà insostenibile“.

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