Questa volta scendono in campo i pediatri nella battaglia contro il Covid-19: dopo due giorni di trattative è stato siglato l’Accordo Collettivo Nazionale che dà il via libera ai pediatri di famiglia, su tutto il territorio nazionale, a effettuare i tamponi rapidi ai bambini.

Il Coronavirus ha messo ha dura prova non solo il personale medico generale ma anche le famiglie italiane. Ecco che Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri (FIMP), ha dichiarato che l’accordo siglato consentirà di svolgere i test rapidi antigenici dai pediatri e non solo dai medici di famiglia. Questo denota il grande senso di responsabilità della categoria dei pediatri di fronte all’emergenza scatenata dalla pandemia.

Al via i tamponi rapidi per il Covid 19 negli studi pediatrici, l’accordo

L’accordo siglato prevede la somministrazione dei tamponi rapidi per i bambini da effettuarsi direttamente negli studi pediatrici di famiglia.

Il Presidente FIMP, Paolo Biasci, ha così dichiarato:

In questo momento delicatissimo, pur sottoposti a incredibili pressioni da parte del territorio, ci rendiamo disponibili a eseguire i test rapidi antigenici. Opereremo rispettando la sicurezza dei bambini e delle loro famiglie.

I tamponi che verranno eseguiti ogni giorno supereranno le 50.000 unità. Un grande traguardo che rende più fluido il tracciamento a livello nazionale di possibili contagi da Covid-19.

Intervenire prontamente è un dovere che i pediatri accolgono volentieri. Con questo spirito e senso di responsabilità è stato firmato l’Accordo Collettivo Nazionale da parte della Pediatria di Famiglia.

In piena seconda ondata da Covid-19 ognuno deve fare la sua parte e i pediatri fanno il loro, rendendosi disponibili all’esecuzione dei test rapidi antigenici.

Alla firma dell’accordo, Biasci rivela:

Nell’intesa un passaggio è dedicato alla sicurezza. Possiamo confortare le famiglie e i colleghi: opereremo avendo a disposizione i necessari dispositivi di protezione individuale.

Accogliamo, inoltre, con soddisfazione l’impegno sottoscritto sulla diagnostica di primo livello, voluto fortemente dal Ministro della Salute Roberto Speranza, con il quale potremo alleggerire ulteriormente il lavoro dei Dipartimenti di Prevenzione.

Il ruolo della pediatria nella seconda ondata epidemica

Con l’impegno dei pediatri nel fare i test rapidi antigenici ai bambini, si avrà una riduzione degli accessi negli ospedali, nonché, alle occasioni di esposizione al contagio.

Nonostante le incredibili pressioni a cui la Medicina del Territorio è già sottoposta da mesi, l’accordo siglato tra i pediatri ha voluto dare una risposta chiara e forte alla chiamata del Governo nella gestione dell’emergenza da Covid-19 e bambini.

Nella seconda ondata epidemica a cui il mondo intero è ormai sottoposto, non è più tempo di critiche. L’aiuto arriva dai pediatri e, in modo particolare, dal messaggio chiaro del Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), Giuseppe Di Mauro che, all’indomani del webinar che ha visto gli oltre 2.000 soci riuniti in rete per affrontare l’impatto della seconda ondata epidemica nelle famiglie e nei bambini, ha dichiarato:

Adesso è il tempo di prestare aiuto. Il mio ringraziamento va a tutti i pediatri del territorio e in ospedale per l’enorme impegno che stanno dimostrando. Lavoriamo fino a 16 ore al giorno e non dobbiamo tirarci indietro, ora che siamo di nuovo in piena emergenza pandemica.

Di Mauro ha così espresso la sua opinione a chi domanda cosa ci si dovrà aspettare il prossimo inverno in merito alla pandemia da infezione da Coronavirus in età pediatrica:

Nelle prossime settimane la situazione sarà ancora più dura e le famiglie hanno bisogno di certezze, risposte e confronti. Dobbiamo poterli tranquillizzare offrendo una comunicazione a 360 gradi, non solo ai genitori ma anche tra gli stessi pediatri di famiglia. È necessario avere a disposizione protocolli comuni in modo che ognuno sappia cosa deve fare.

I punti chiave che Giuseppe Di Mauro mette in evidenza per affrontare questa seconda ondata sono gli stessi punti che già, lo scorso agosto, la SIPPS aveva rivolto alle istituzioni polito-sanitarie. Questa strategia è basata su 3 pilastri fondamentali:

Per poter esaudire a pieno l’intera strategia, servono, però, più risorse umane ed economiche. Ma il problema pediatrico per eccellenza resta la diagnosi differenziale: ovvero, capire la differenza tra Covid-19 e influenza stagionale non è sempre facile.

Nei bambini i sintomi sono comuni all’influenza stagionale e può essere d’aiuto vaccinare contro l’influenza così come raccomandato anche dalle linee guida del Ministero della Salute.

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