Verona diventa comune anti abortista - GravidanzaOnline

Cosa succede a Verona con l’aborto

Il Comune di Verona ha approvato una mozione "per iniziative di prevenzione dell'aborto e il sostegno alla maternità", tra le polemiche.

Sta facendo discutere la mozione 434 approvata dal Consiglio comunale di Verona, “pro vita” e antiabortista. La mozione prevede un “congruo finanziamento” per le associazioni impegnate contro l’interruzione volontaria di gravidanza, e la promozione del progetto Culla segreta, che consente di affidare alle cure dell’ospedale il bambino subito dopo il parto, e in anonimato.

Durante la seduta non è stata invece discussa una seconda mozione, che proponeva di seppellire tutti i feti dopo l’aborto, anche con il parere contrario della donna.

La mozione è stata approvata a maggioranza dai consiglieri della maggioranza di centro destra, ma un assist che ha scatenato nuove polemiche è stato quello, inatteso, della capogruppo del Pd in consiglio, Carla Padovani, che è stata sfiduciata dai colleghi di partito, che ne ha quindi chiesto le dimissioni.

Tra le premesse del testo approvato dal consiglio comunale (e sottoscritto anche dal sindaco Federico Sboarina) l’idea che la legge 194 sia stata “disattesa”, dal momento che “le interruzioni si praticano come metodo contraccettivo, che “con la diffusione della pillola abortiva ru486 sono cresciuti gli aborti e si diffonde la cultura dello scarto”, e, infine, che l’informazione alle donne sulle alternative all’interruzione volontaria di gravidanza sia “molto scarsa”.

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Oltre la polemica politica ci sono però gli effetti della mozione, che, tra le altre cose, si propone di finanziare due associazioni cattoliche, “Gemma” e “Chiara”, che accompagnano le donne che decidono di non abortire, e proclama Verona “città a favore della vita“.

Durante la seduta consiliare si è distinto l’intervento del leghista Alberto Zelger, che ha proposto la mozione: “In Italia ci sono stati circa 6 milioni di aborti, cioè uccisioni di bambini vere e proprie, da quando abbiamo la 194″, e poi “l’aborto è diventato un metodo di controllo delle nascite”.

L’associazione Non una di meno, che si occupa di diritti delle donne, ha duramente criticato la scelta di Verona. Durante la seduta del consiglio una cinquantina di persone ha protestato contro la mozione, e alcune donne sono entrate in aula vestite come le protagoniste della serie The Handmaids’s Tale, ambientata in un futuro in cui le donne – in sintesi – sono schiave e hanno come unico scopo la riproduzione).

Non una di meno ha quindi annunciato una mobilitazione per riaffermare la libertà di scelta delle donne, a quarant’anni dall’entrata in vigore della legge 194.

Nel 2016 le interruzioni volontarie di gravidanza in Italia sono state 84.926, in costante diminuzione rispetto al passato, come riportano i dati della relazione annuale del Ministero della salute che si trovano qui

confermando il continuo andamento in diminuzione del fenomeno, anche se in misura minore rispetto a quello osservato nel 2015 (-3.1% rispetto al dato del 2015 e un decremento del 63.8% rispetto al 1982, anno in cui si è osservato il più alto numero di IVG in Italia, 234.801 casi).

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