Coronavirus: congedi parentali e voucher baby sitting - GravidanzaOnLine

Congedo parentale, bonus baby-sitter, ma anche novità sulla legge 104 e tutele per gli iscritti alla gestione separata: è quanto contiene il decreto Cura Italia, emanato in tempi record per via dell’emergenza Coronavirus, con il preciso scopo di tutelare i lavoratori con figli piccoli a carico.

L’Inps ha diffuso le prime indicazioni in merito e, fermo restando alcuni piccoli dettagli informatici ancora da sistemare, i sostegni alle famiglie in questa situazione di crisi stanno per diventare concreti. Queste sono alcune delle misure contenute nel Cura Italia.

Coronavirus, asili e scuole non apriranno il 3 aprile. Quali sono le possibilità

Il congedo parentale da 15 giorni: cos’è e come funziona

L’Inps tiene a precisare che si tratta di un congedo straordinario di 15 giorni massimi, da sfruttare nel periodo dal 5 marzo al 3 aprile, alternativo tra i due genitori, che possono perciò suddividerselo in giorni, ma non utilizzarlo contemporaneamente e insieme.

Diventa inoltre impossibile chiedere il congedo se l’altro genitore non è occupato, se usufruisce di strumenti di sostegno al reddito, o se è stato richiesto il bonus per i servizi di baby – sitting; infine, non è cumulabile con la legge 104.

Per i dipendenti del settore privato riguarda i genitori con figli entro i 12 anni di età: a questi ultimi sarà riconosciuta un’indennità pari al 50% dello stipendio, e non perderanno nulla per i calcolo della pensione. Mentre i genitori con figli tra i 12 e il 16 anni potranno godere del congedo per 15 giorni, ma senza ricevere lo stipendio e senza che gli siano versati i contributi.

Chi, dipendente del settore privato, avesse già in corso al 5 marzo una richiesta di congedo parentale “ordinario” si vedrà convertiti i giorni nel nuovo congedo. Mentre chi non era in congedo può presentare la domanda al proprio datore di lavoro e all’Inps, con la procedura di congedo parentale già in uso.

Chi invece non era in congedo, può già presentare domanda al proprio datore di lavoro ed all’Inps, utilizzando la procedura di domanda di congedo parentale già in uso, grazie al servizio dedicato sul sito oppure al Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 da rete mobile, ma anche attraverso gli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, e i servizi telematici da loro offerti.

Cosa devono fare i genitori con figli disabili

I genitori di figli con handicap, indipendentemente dall’età, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni assistenziali possono avere l’indennità al 50% e i contributi figurativi; il congedo straordinario è inoltre esteso a coloro che hanno già sfruttato i congedi parentali previsti dalla normativa e gli indennizzi, a seconda dell’età del figlio per cui richiedono il servizio.

Lo stesso vale per i genitori di figli con handicap gravi, che al 5 marzo godevano già di periodi di prolungamento del congedo parentale.

I genitori di figli con handicap gravi sopra i 12 anni devono presentare domanda apposita e, nel caso la fruizione fosse precedente alla data della domanda medesima, possono farlo anche con data retroattiva, decorrente al massimo dal 5 marzo 2020, grazie alla procedura telematica di congedo parentale, disponibile entro la fine di marzo.

Voucher baby-sitting: chi ne ha diritto e come richiederlo

In alternativa al congedo il Cura Italia i genitori di figli che al 5 marzo avessero meno di 12 anni, anche in caso di adozione e affido, e i genitori di figli con handicap gravi senza limiti di età possono sfruttare un voucher per baby sitter da 600 euro, esteso a 1000 per il personale sanitario, della sicurezza o del soccorso pubblico.

Per averlo è necessario avere il libretto di famiglia, attivabile sul sito Inps, nella sezione dedicata alle prestazioni occasionali, stessa piattaforma dove anche i baby sitter che devono esercitare “l’appropriazione delle somme nell’ambito di tale procedura” devono registrarsi.

Il buono da 600 euro per famiglia vale per i dipendenti del settore privato, gli iscritti alla Gestione separata, i lavoratori autonomi iscritti all’Inps o non iscritti, purché arrivi comunicazione dalle rispettive casse previdenziali. Nel settore pubblico, riguarda invece medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica, operatori sociosanitari e il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Coronavirus, asili e scuole non apriranno il 3 aprile. Quali sono le possibilità

Come detto il bonus spetta per ogni figlio sotto i 12 anni, ma al momento l’Inps, pur stabilendo il tetto massimo di 600 e 1000 euro, non ha ancora definito l’iter per la domanda, disponibile, fanno sapere dall’istituto, entro la prima settimana di aprile. Le modalità con cui si potrà richiedere sono comunque il web, sul sito  www.inps.it – sezione “Servizi online” > “Servizi per il cittadino”, dove occorrerrà identificarsi  con il PIN dispositivo (oppure SPID, CIE, CSN) per poi procedere alla sezione “Domanda di prestazioni a sostegno del reddito” e “Bonus servizi di baby-sitting”. Altro modo è invece rivolgersi al Contact center integrato, al numero verde 803.164 o 06 164.164, o ai patronati.

Child penalty: quanto costa alle donne la maternità?

Iscritti alla gestione separata e lavoratori autonomi

Il Cura Italia dispone un’indennità pari al 50% di 1/365esimo del reddito individuato come base di calcolo dell’indennità di maternità. Le domande possono essere presentate dai genitori con figli di età inferiore ai 3 anni sul sito dell’Inps, usando la procedura di domanda di congedo parentale già in uso, mentre i genitori di figli tra i 3 e i 12 anni potranno fare domanda retroattiva

Per quanto riguarda le domande, i genitori con figli minori di 3 anni possono fare domanda all’Inps utilizzando la procedura di domanda di congedo parentale già in uso. Per quelli tra 3 e 12 anni, si potrà fare domanda retroattiva se, si legge nel documento rilasciato dall’istituto, “l’inizio della fruizione è precedente la domanda medesima, decorrente al massimo dal 5 marzo, utilizzando le procedure telematiche per la richiesta di congedo”

Anche in questo caso, non ci sono limiti di età per i figli con handicap gravi, purché siano iscritti a scuole o centri diurni assistenziali, e non ci sono minimi contributivi per accedere.

I lavoratori autonomi iscritti a gestioni Inps godono di indennità del 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto, per figli compresi tra l’anno e i 12 anni di età, o portatori di handicap gravi senza limiti di età. Non è previsto il requisito della regolarità contributiva.

Per fare domanda, gli autonomi con figli minori di un anno possono utilizzare la procedura Inps ordinaria, quelli con figli di età tra uno e 12 anni possono presentare domanda all’Inps e, se la fruizione è precedente alla domanda medesima, può essere fatta anche con effetto retroattivo, decorrente al massimo dal 5 marzo, utilizzando le procedure telematiche entro la fine del corrente mese di marzo, dopo gli adeguamenti informatici in corso.

Stessa cosa per i genitori con figli con handicap, che dovranno presentare domanda, la quale potrà essere fatta anche con data retroattiva laddove la fruizione sia precedente alla domanda stessa dovranno.

I dipendenti pubblici: a chi devono rivolgersi

In questo caso le modalità di fruizione del congedo e le relative indennità sono a cura dell’Amministrazione pubblica presso cui si lavora.

La legge 104 diventa frazionabile anche in ore

I lavoratori che accudiscono figli o parenti con disabilità, in aggiunta ai 3 giorni al mese già previsti dalla legge 104, possono godere, grazie al Cura Italia, di 12 giorni supplementari complessivi per i mesi di marzo e aprile, frazionabili anche in ore. I lavoratori privati che hanno già un’autorizzazione dei permessi valida per marzo e aprile non devono fare nuove domande, mentre se non si dispone di un’autorizzazione in corso di validità, la domanda deve essere fatta con le modalità ordinarie.

I lavoratori pubblici, proprio come nel caso del congedo, devono rivolgersi alla propria amministrazione e non all’Inps.

Infine, lavoratori dipendenti quali gli agricoli e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, per cui è previsto il pagamento diretto dell’indennità da parte dell’INPS,  devono presentare una nuova domanda secondo le consuete modalità solo se non sia già stata presentata una “istanza relativa ai mesi per cui è previsto l’incremento delle giornate fruibili”.

Articolo originale pubblicato il 24 marzo 2020

Categorie