In tempi di Coronavirus una delle preoccupazioni principali è, naturalmente, quella di proteggere i più piccoli, nonostante i dati che riguardano la diffusione e la mortalità derivata dalla diffusione del virus inquadrino chiaramente negli anziani e nelle persone immunodepresse le fasce di popolazione più colpite.

Si parla invece poco dell’eventualità che bambini positivi al coronavirus ma asintomatici, possano trasmettere il virus agli adulti vicini a loro e, in particolare, ai nonni.

La rivista Clinical Infectious Diseases, in questo senso, riporta il caso di una famiglia di Singapore, il cui neonato di 6 mesi è stato portato in un’unità di isolamento dopo che madre, tata e padre erano stati ricoverati per polmonite e altri sintomi che facevano sospettare una possibile infezione da coronavirus. Il piccolo, seppur privo di sintomi, è risultato malato di COVID19, con massicce presenze del virus in particolare nella gola, nel sangue e nelle feci.

Il coronavirus ha continuato a essere rilevato per i 16 giorni di permanenza in ospedale del bambino, nonostante esternamente non abbia mai mostrato alcun sintomo. Gli autori dell’articolo, della KK Women’s and Children’s Hospital e del Centro nazionale per le malattie infettive di Singapore, hanno spiegato così questo particolare caso:

Mentre la maggior parte degli adulti con infezione da COVID-19 ha febbre, sintomi respiratori e/o alterazioni al torace visibili ai raggi X, i dati attuali suggeriscono che la maggior parte dei bambini infetti abbia sintomi lievi o assenti.

Ciò significa, come ribadito anche dal dottor Otto Yang, esperto di malattie infettive all’UCLA, che i bambini possono “avere sintomi minimi o nessun sintomo, ma sono contagiosi”.

Seppure gli studi, bisogna tenerlo ben presente, al momento sono molto limitati e insufficienti, altre ricerche sembrano suffragare questa ipotesi. È il caso dell’esame condotto su 44.672 pazienti affetti da COVID-19, che ha rilevato come non ci fossero stati decessi, fra loro, di persone di età inferiore ai 10 anni; ma anche di un altro studio condotto in quello che sembra essere l’epicentro dell’epidemia, Wuhan, che ha preso in esame la situazione di tutti i neonati ospedalizzati per infezione da COVID-19 tra l’8 dicembre e il 6 febbraio in Cina.

Coronavirus: perché i bambini sono meno colpiti?

Al 6 febbraio, mentre già si contavano 31.211 decessi confermati da COVID-19 e 637, solo nove erano i bambini infetti ricoverati in ospedale a livello nazionale, e nessuno di loro aveva avuto bisogno del ricovero in terapia intensiva o della ventilazione meccanica, né aveva mostrato complicazioni gravi.

Quattro avevano la febbre, due presentavano lievi sintomi nel tratto respiratorio superiore e uno non presentava sintomi ma risultava positivo per il virus poiché a contatto con la famiglia infetta. Gli altri due pazienti non mostravano sintomi.

La possibilità di una presenza sottovalutata di bambini infetti ma asintomatici desta preoccupazione perché, come ricorda il rapporto pubblicato sul World Journal of Pediatrics, le persone che hanno la cosiddetta “infezione silenziosa” sono tra le principali fonti di trasmissione della malattia e, va da sé, questo candida i bambini a essere dei potenziali veicoli del virus.

Sul perché i bambini siano così poco esposti ai sintomi del COVID19 e mostrino, anche se positivi, livelli di gravità piuttosto bassi, questi studi ipotizzano il fatto che questo possa dipendere dal loro sistema immunitario immaturo, che potrebbe impedire al corpo di innescare un’infiammazione abbastanza grave da provocare polmonite, shock settico o danni agli organi.

Per lo stesso motivo, invece, i rischi si fanno altissimi per le persone con un’età superiore ai 70 anni, e per chi presenta già patologie serie come diabete, obesità, malattie del cuore, polmoni o reni, o per chi ha un sistema immunitario indebolito.

Coronavirus e bambini: le 5 regole della prevenzione

In attesa di studi più specifici e certi, che richiederanno però ancora molto tempo, tutti gli studiosi e i medici sono concordi nel sostenere la necessità di osservare l’isolamento e le indicazioni sanitarie per arginare la pandemia di coronavirus; con la particolare raccomandazione di non esporre gli anziani a contatti non necessari, tra cui purtroppo, in questo momento, rientrano anche le visite dei nipotini.

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