Coronavirus, asili e scuole non riapriranno il 3 aprile - GravidanzaOnLine

Le misure restrittive del Decreto del 9 marzo stabilite dal governo per fare fronte all’emergenza Coronavirus saranno prorogate oltre il 3 aprile, specialmente la chiusura di nidi e scuole. Questo è quanto emerge dalle ultime dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte.

Le misure restrittive funzionano, e quando si raggiungerà il picco, e il contagio comincerà a decrescere, non si potrà tornare subito alla vita di prima. Pertanto, i provvedimenti del governo – dalla chiusura di molte attività a quello sulla scuola – non potranno che essere prorogati.

Queste le parole del premier Giuseppe Conte rilasciate in un colloquio esclusivo con il Corriere della Sera, che non escludono a priori la possibilità di un nuovo Dpcm, che potrebbe prevedere anche lo stop delle attività sportive all’aria aperta, ora concesso con alcune necessarie restrizioni.

Si va quindi verso la proroga della chiusure delle scuole e, quindi, anche di nidi e scuole dell’infanzia, come richiesto dalla curva epidemica dell’emergenza Coronavirus che, come da previsioni, non procede ancora al ribasso ma, anzi, è ancora in attesa del picco.

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A questo proposito anche il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha dichiarato:

“Penso si andrà nella direzione che ha detto il presidente Conte di prorogare la data del 3 aprile ma in questi giorni invito tutti alla massima responsabilità. Non è possibile dare un’altra data per l’apertura delle scuole, tutto dipende dall’evoluzione di questi giorni, dallo scenario epidemiologico. Riapriremo le scuole solo quando avremo la certezza di assoluta sicurezza”.

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Fonte: Facebook @LuciaAzzolina82

Coronavirus, scuole e asili: i possibili scenari

Quali potrebbero essere i possibili scenari? Le ipotesi a oggi contemplate sembrano essere tre:

  • un prolungamento fino a dopo Pasqua (ritenuto come il meno probabile);
  • una riapertura a maggio;
  • l’estensione della chiusura fino a fine anno scolastico.

Ma nessuna di queste è stata confermata dal Miur, dal quale si attendono risposte più certe.

Sempre il Ministro dell’Istruzione, ai microfoni di Sky Tg24 ha dichiarato che si cercherà di evitare l’ipotesi della proroga dell’anno scolastico se la didattica a distanza funzionerà e che, al momento, i risultati sembrano essere positivi.

Ma mentre sugli studenti più grandi incombe l’incubo dell’esame di maturità, le famiglie con figli più piccoli faticano a trovare il modo per organizzare la continuità o il rientro al lavoro, alla luce della chiusura che coinvolge i nidi e le scuole dell’infanzia, cui è difficile far fronte con servizi di baby-sitting, spesso troppo onerosi per le famiglie.

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In questo senso, lo Stato prova a dare una risposta sulla questione della gestione dei figli a casa con il Decreto Cura Italia, secondo il quale i lavoratori con figli fino a 12 anni hanno diritto, a decorrere dal 5 marzo e per un periodo continuativo o frazionato non superiore a quindici giorni, al congedo parentale, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione.

Il congedo sarà anche retroattivo, oppure in alternativa, è possibile scegliere l’erogazione di un bonus di 600 euro per l’acquisto di servizi di baby-sitting. Per maggiori informazioni, però, si raccomanda di rivolgersi all’Inps che ne gestirà le pratiche.

Articolo originale pubblicato il 19 marzo 2020

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