Congedo di paternità, i papà promuovono la Baby Leave: "Così cambiano gli equilibri in famiglia"

Introdotta dal gruppo Nespresso Italiana, concede tre mesi di congedo entro i sei mesi da nascita o adozione del figlio.

Il congedo di paternità può trasformarsi in molto più di un semplice periodo di assenza dal lavoro nei primi mesi di vita di un figlio. Può diventare uno strumento capace di modificare gli equilibri familiari e contribuire a un cambiamento culturale nella condivisione delle responsabilità di cura. È quanto emerge da una survey qualitativa condotta da Nespresso Italiana tra 30 dipendenti che hanno usufruito della Baby Leave, il congedo di tre mesi retribuito al 100% introdotto nel 2022 dal Gruppo Nestlé, di cui l’azienda fa parte, e fruibile entro i primi sei mesi dalla nascita o dall’adozione di un figlio.

Secondo l’indagine, oltre nove padri su dieci ritengono che aver potuto trascorrere i primi mesi accanto al proprio bambino abbia avuto effetti positivi duraturi sull’organizzazione della vita familiare. Il 77% degli intervistati descrive oggi la gestione dei carichi domestici e di cura come “molto” o “abbastanza” condivisa, segno che il beneficio del congedo si estende ben oltre il periodo di assenza dal lavoro.

La ricerca evidenzia inoltre come il sostegno alla genitorialità rappresenti un elemento sempre più importante anche nella scelta del datore di lavoro. Quasi tutti i partecipanti dichiarano infatti di considerare fondamentale lavorare in un’azienda sensibile a questi temi, mentre il 100% è convinto che un maggiore supporto alle famiglie renderebbe più semplice la decisione di avere figli.

Tra i principali benefici segnalati figurano un rapporto più stretto con i figli, una maggiore partecipazione alla vita domestica e una più equa distribuzione delle responsabilità all’interno della coppia.

Secondo Nespresso Italiana, la Baby Leave nasce anche con l’obiettivo di intervenire su uno dei principali fattori alla base delle disuguaglianze di genere: la distribuzione del lavoro domestico e di cura, che in Italia continua a gravare prevalentemente sulle donne.

“Da quando abbiamo introdotto la Baby Leave incontro personalmente ogni papà al rientro dal congedo. E ogni volta noto la stessa cosa: una luce negli occhi che prima non c’era – afferma Simona Liguoro, direttrice HR di Nespresso Italiana – I risultati della survey confermano ciò che avevamo intuito: i papà erano già pronti. Noi abbiamo semplicemente creato lo spazio per vivere la paternità in modo diverso, e le famiglie ci hanno dimostrato che questo modello funziona”.

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