
L'intelligenza artificiale si diffonde ovunque, anche tra i banchi di scuola e gli uffici dei docenti e del personale scolastico. Il Ministero ha p...
Si parte a metà settembre, con alcune variazioni date dalla discrezionalità di Regioni e Province.

Anche se le scuole sono appena finite – e molti nidi, temperature elevate permettendo, resteranno aperti anche buona parte di luglio – la programmazione per il prossimo anno è ovviamente già stata fatta,
Come sappiamo, nel nostro Paese sono le Regioni e le Province ad avere autonomia di organizzazione delle istituzioni scolastiche, come previsto dal DPR 275/1999, mentre le scuole possono introdurre limitati adattamenti organizzativi, purché venga rispettato il monte ore annuale previsto dalla normativa.
Per questo motivo l’avvio dell’anno scolastico può variare anche di una o due settimane tra una regione e l’altra e, in alcuni casi, anche tra istituti appartenenti allo stesso territorio. Le differenze riguardano soprattutto le date di inizio delle lezioni, i ponti scolastici e alcune sospensioni aggiuntive legate alle tradizioni locali.
Nella maggior parte delle Regioni italiane l’inizio delle lezioni è previsto nella prima metà di settembre 2026, anche se la data varia in base ai calendari regionali. Generalmente gli studenti rientrano a scuola tra la seconda e la terza settimana del mese, mentre alcune Province autonome anticipano tradizionalmente l’avvio delle attività.
Anche nella stessa città, come detto, possono però esserci variazioni significative tra un istituto e l’altro: a Napoli, ad esempio, asili nido e scuole dell’infanzia inizieranno 4 giorni prima, l’11 settembre invece del 15.
Le Regioni pubblicano il proprio calendario scolastico nei mesi precedenti all’inizio dell’anno, mentre ogni istituto comunica successivamente eventuali modifiche organizzative attraverso il sito web e il registro elettronico.
La possibilità di fissare calendari differenti deriva dall’autonomia riconosciuta alle Regioni, che possono distribuire i giorni di lezione nel corso dell’anno in funzione delle esigenze climatiche, organizzative e del territorio.
Pur variando le date di apertura e chiusura, tutte le scuole devono comunque garantire il numero minimo di ore di lezione previsto dalla normativa nazionale. Per questo motivo, anche quando l’anno scolastico inizia qualche giorno prima o dopo rispetto ad altre regioni, il numero complessivo delle giornate di scuola rimane sostanzialmente equivalente.
Le date vengono stabilite da ciascuna Regione e possono essere ulteriormente adattate dai singoli istituti per esigenze organizzative.
Indicativamente:
Per conoscere la data ufficiale è sempre opportuno consultare il calendario pubblicato dalla propria Regione e la comunicazione della scuola frequentata. In generale, si può consultare questo calendario.
Non sempre. Sebbene l’avvio dell’anno scolastico coincida nella maggior parte dei casi, possono cambiare le modalità di accoglienza.
Nella scuola dell’infanzia è frequente prevedere un inserimento graduale dei nuovi iscritti, con orari ridotti durante i primi giorni o le prime settimane di frequenza.
Nella scuola primaria e nella scuola secondaria il primo giorno è spesso dedicato all’accoglienza degli studenti, alla presentazione delle classi e alla distribuzione delle informazioni organizzative, con un orario inizialmente ridotto che viene esteso nei giorni successivi.
Molto importante anche il discorso ponti e festività; nel 2026/27 molte coincideranno con il sabato e la domenica, eliminando così per gli studenti la possibilità di fare festa. Restano, ovviamente, le principali celebrazioni:
A cui si aggiunge generalmente la festa del Santo Patrono del Comune in cui si trova la scuola.
A queste si aggiungono le vacanze natalizie, le vacanze pasquali e gli eventuali giorni di sospensione deliberati dalle Regioni o dai consigli di istituto.

L'intelligenza artificiale si diffonde ovunque, anche tra i banchi di scuola e gli uffici dei docenti e del personale scolastico. Il Ministero ha p...
I ponti non sono uguali in tutta Italia: ogni istituto decide se introdurli in base ai giorni a disposizione e alle esigenze organizzative. Per questo motivo è sempre consigliabile consultare il calendario pubblicato dalla propria scuola.
Anche la conclusione dell’anno scolastico varia leggermente da regione a regione, ma generalmente cade nella prima metà di giugno 2027 per la scuola primaria e secondaria.
Per la scuola dell’infanzia, invece, le attività proseguono normalmente fino al 30 giugno 2027, salvo diverse disposizioni regionali.
Nei giorni successivi alla fine delle lezioni si svolgono gli scrutini finali, mentre gli esami conclusivi del primo e del secondo ciclo seguono il calendario stabilito annualmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.