In Brianza un locale child free. "Ma non odiamo i bambini". E il dibattito si riapre

La scelta di un locale brianzolo di riservare i propri posti solo agli adulti divide, e riapre il dibattito sull'opportunità dei luoghi child free.

È certamente destinata a far discutere la scelta di un ristorante della Brianza di offrire una proposta child free. Da tempo il tema è al cento di un acceso dibattito fra quanti ritengono che creare luoghi child free rappresenti una discriminazione delle famiglie con bambini, sottolineando quanto sia alta l’intolleranza verso i più piccoli, e chi invece plaude all’idea, che darebbe l’opportunità alle persone, spesso genitori compresi, di poter scegliere di frequentare anche locali senza bambini.

Nel caso di specie l’idea arriva dal proprietario dell’Hostaria 2.0 di Lesmo, che in un video pubblicato sui social ha annunciato la possibilità di trasformare il locale in uno spazio riservato esclusivamente alla clientela adulta.

“Vogliamo diventare il primo ristorante child-free di tutta la Brianza. Eh sì, ce ne vantiamo”, esordisce nel filmato, che ha rapidamente raccolto centinaia di commenti, aggiungendo “Il nostro locale non è mai stato adatto alle famiglie”.

Alla base della scelta ci sarebbero le caratteristiche stesse del ristorante, un ambiente raccolto con appena 26 coperti, luci soffuse, musica di sottofondo e un servizio concepito per offrire un’esperienza tranquilla e rilassata.

“Partiamo dal presupposto che il mio locale non è mai stato adatto alle famiglie. È intimo, romantico, con luci soffuse e musica di sottofondo. Insomma, un posto dove i clienti vengono per stare tranquilli”. spiega il ristoratore.

Da qui l’ipotesi di eliminare seggioloni e menu per bambini, che, secondo il proprietario, sarebbero stati utilizzati molto raramente. A contribuire alla decisione sarebbero stati anche i numerosi messaggi ricevuti dagli utenti dopo un precedente video relativo a una recensione negativa, legata proprio alla presenza di un bambino nel locale.

“Molti ci hanno scritto che preferirebbero un locale riservato agli adulti. È questo il motivo per cui ci stiamo convincendo a intraprendere questa strada”, racconta ancora il proprietario, rivolgendosi poi direttamente ai suoi follower: sceglierebbero un ristorante nel quale i bambini non sono ammessi?

La proposta ha diviso il pubblico e acceso il confronto sui social. Di fronte alle numerose reazioni, il proprietario del locale ha voluto precisare la posizione del locale, sottolineando come la scelta non nasca da un’avversione nei confronti dei più piccoli.

“Non odiamo i bambini e non abbiamo nulla contro le famiglie” ha spiegato, precisando poi che il ristorante offre “un tipo di servizio pensato per un’esperienza adulta e tranquilla. Per questo abbiamo scelto di rivolgerci a una clientela adulta. È una decisione che può piacere oppure no”.

E aggiunge: “Il confronto è assolutamente il benvenuto, ma trasformare una scelta di posizionamento in odio verso i bambini e le famiglie significa attribuirci qualcosa che non ci appartiene”.

Certo, come detto, l’argomento non è nuovo: già da tempo si discute della possibilità di creare spazi e luoghi child free, non solo locali, ma anche voli o treni, e ogni volta le opinioni si dividono in maniera piuttosto netta, come successo anche in questa occasione, dove c’è chi sottolinea “Che problema c’è? Esistono locali nei quali si possono portare i bambini e altri che scelgono un diverso tipo di clientela. Il problema ci sarebbe se tutti i ristoranti non volessero più accoglierli. E a quel punto bisognerebbe forse interrogarsi sul perché”, ma anche chi invece, sull’altro fronte, esprime con amarezza di trovarsi in “un mondo ormai fatto soltanto di anziani e cani”.

Seguici anche su Google News!
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...