Bonus maternità: i cambiamenti previsti per il 2019

Agevolazioni maternità 2019: cosa c’è (e cosa manca) nella Legge di Bilancio

La nuova Legge di bilancio non conferma le agevolazioni per la maternità: bonus mamma e bonus nido a rischio cancellazione.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge di Bilancio 2019 dopo una serie di trattative tra Lega e Movimento 5 Stelle. Nel testo, che approderà in Aula tra il 29 e il 30 novembre per l’approvazione del Parlamento, non sono menzionate alcune delle iniziative in sostegno della maternità in vigore negli ultimi anni. Nello specifico, non viene inserita la proroga per bonus nido e premio alla nascita, mentre il bonus bebè potrebbe subire importanti variazioni.

Nel 2018 le misure per agevolare le famiglie sono state diverse. Le neo-mamme hanno potuto usufruire di:

  • Premio alla nascita o bonus mamma domani. Un premio di 800 euro corrisposti in un’unica soluzione per far fronte alle prime spese post-nascita o post-adozione, indipendente dall’ISEE del nucleo familiare. La domanda poteva essere presentata dal compimento del settimo mese di gravidanza fino al compimento dell’anno del bambino.
  • Bonus bebè. Un assegno mensile introdotto con la legge di bilancio 2015 per ogni figlio nato o adottato per la durata 36 mesi. L’assegno ammontava a 80 euro mensili per nuclei familiari con ISEE tra i 7000 e i 25000 euro e a 160 euro mensili per ISEE inferiori ai 7000 euro. La domanda poteva essere presentata entro i 3 mesi dalla nascita o dall’adozione del bambino.
  • Bonus asilo nidoUn’agevolazione riservata a tutti i genitori, indipendentemente dal reddito, che possano dimostrare di aver iscritto il proprio bambino all’asilo nido pubblico o privato. Il contributo prevedeva l’erogazione direttamente da parte dell’INPS di circa 1.000 euro annui, per un massimo di 90,91 euro mensili.

Da quanto emerge dal testo della legge di bilancio 2019, l’unico intervento certo introdotto a favore delle famiglie è quello, controverso, per lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali, ossia la concessione ventennale di un terreno agricolo per le famiglie che avranno un terzo figlio tra il 2019 e il 2021, con mutuo a tasso zero per l’acquisto di una casa in prossimità del terreno stesso.

Quanto ai bonus sopraelencati, sembra che le novità saranno per “sottrazione”. Il bonus bebè sarebbe infatti l’unico a rimanere in vigore essendo divenuto strutturale per effetto della legge di bilancio del 2018. Quest’ultima però ne aveva accorciato la durata da 36 a 12 mesi, e il testo relativo al 2019 prevede un’ulteriore riduzione dell’importo: da 80 a 40 euro per ISEE inferiore a 25.000 euro e da 160 a 80 euro per ISEE inferiore a 7.000 euro.

Un’ulteriore proposta di modifica è stata avanzata dal Movimento 5 stelle all’interno del Ddl sulle semplificazioni fiscali. Lo scopo sarebbe quello di offrire 130 euro al mese per famiglie con ISEE fino a 13mila euro, 100 euro al mese per quelle con ISEE fino a 19mila euro e 80 euro mensili per quelle con ISEE fino a 25mila euro. La durata del provvedimento sarebbe triennale, fino al 2021. 

Ancora incerta invece la sorte del bonus mamma domani e del bonus nido, che le legge di bilancio 2018 aveva prorogato fino al prossimo 31 dicembre. L’attuale manovra finanziaria non ha menzionato in alcun punto una possibile proroga che per il momento quindi è da considerare sospesa.

Nessuna menzione anche su una possibile proroga del congedo di paternità, che la legge di bilancio 2018 aveva aumentato da 2 a 4 giorni per i lavoratori dipendenti, che potevano usufruirne entro 5 mesi dalla nascita del bambino. A questo proposito è stata lanciata una petizione per chiederne la conferma ma anche un’estensione da 4 a 10 giorni di congedo.  

Al momento comunque le novità non sono ufficiali, e il testo potrebbe subire ulteriori modifiche con la discussione in Parlamento, dove sarà valutata sia la Legge di Bilancio che il Ddl sulle semplificazioni fiscali.

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