Come funziona il nuovo bonus per favorire l'occupazione delle mamme

L'Inps ha previsto l'esonero contributivo per le madri di almeno 3 figli disoccupate da oltre 6 mesi. Ecco le cose da sapere.

Sono ufficialmente operativi due nuovi incentivi destinati a favorire l’occupazione stabile. Da un lato entra in vigore l’esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio 2026 per le aziende che assumono donne madri con almeno tre figli e senza un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; dall’altro, l’Inps ha pubblicato le istruzioni per richiedere il bonus dedicato alla trasformazione dei contratti a termine dei giovani under 35 in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Bonus assunzioni per le mamme con tre figli

L’agevolazione è rivolta ai datori di lavoro privati che, a partire dal 1° gennaio 2026, assumono donne con almeno tre figli minorenni disoccupate da almeno sei mesi.

Il beneficio consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 8.000 euro all’anno (esclusi i contributi Inail).

La durata varia in base al tipo di contratto:

  • 12 mesi per le assunzioni a tempo determinato, anche in somministrazione;
  • 18 mesi se il contratto viene successivamente trasformato a tempo indeterminato;
  • 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate fin dall’inizio.

Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico e quelli di apprendistato.

Chi può richiederlo

L’incentivo è destinato a tutti i datori di lavoro privati, comprese le imprese agricole, mentre sono escluse le pubbliche amministrazioni.

L’agevolazione può essere applicata anche ai contratti part-time, con importi proporzionati all’orario di lavoro, e ai rapporti in somministrazione. Restano invece esclusi i contratti intermittenti o a chiamata.

I requisiti

Per accedere al bonus, la lavoratrice deve essere madre di almeno tre figli al momento dell’assunzione. Il requisito continua a essere valido anche se, successivamente, uno dei figli raggiunge la maggiore età. Possono beneficiare dell’incentivo anche le madri adottive o affidatarie.

La lavoratrice, inoltre, deve risultare priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. In particolare, non deve aver svolto negli ultimi sei mesi un rapporto di lavoro subordinato di almeno 180 giorni oppure, se autonoma o parasubordinata, deve aver percepito redditi inferiori ai limiti previsti dalla normativa.

Come fare domanda

La richiesta deve essere presentata dal datore di lavoro attraverso il modulo telematico “ELM3”, disponibile nel Portale delle Agevolazioni dell’Inps.

Nella domanda devono essere indicati i dati della lavoratrice, la comunicazione obbligatoria di assunzione, la retribuzione media mensile, l’eventuale percentuale di part-time e le altre informazioni richieste.

L’Inps verifica il possesso dei requisiti e la disponibilità delle risorse economiche prima di autorizzare il beneficio, che viene poi recuperato tramite conguaglio contributivo. Le domande saranno accolte fino a esaurimento dei fondi disponibili.

Quando il bonus non spetta

L’esonero è subordinato al possesso di un Durc regolare, al rispetto della normativa sul lavoro e dei contratti collettivi.

Non può essere riconosciuto, ad esempio, se l’assunzione è effettuata per adempiere a un obbligo di legge, se viola il diritto di precedenza di altri lavoratori oppure riguarda una dipendente licenziata nei sei mesi precedenti da un’azienda appartenente allo stesso gruppo.

Inoltre, il bonus non è cumulabile con altri esoneri contributivi riferiti alla stessa assunzione, mentre resta compatibile con la maggiorazione del costo del lavoro deducibile e con gli incentivi previsti per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere.

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