Assegno unico, cosa cambia a partire da marzo 2026 con il nuovo Isee

Con la nuova Dichiarazione Sostitutiva da presentare vengono aggiornati gli importi per l'Assegno unico, anche in base alle nuove fasce Isee.

Cambia ancora l’Assegno unico, la misura a sostegno delle famiglie con figli, che a partire da marzo 2026 sarà valutato sulla base degli importi calibrati sul nuovo Isee.

Senza l’aggiornamento dell’indicatore della propria situazione economica, infatti, l’assegno sarà erogato negli importi minimi; c’è comunque tempo fino al 30 giugno prossimo per aggiornare la Dichiarazione Sostitutiva Unica, i cui nuovi modelli sono disponibili sul sito dell’Inps, come comunicato dall’istituto stesso con il messaggio n.799 dello scorso 6 marzo.

Con l’aggiornamento del modello Dsu sono anche state adeguate le istruzioni di compilazione e aggiornati i riferimenti ai dati fiscali relativi al 2024, tra cui figura anche l’adeguamento delle sezioni dedicate ai nuclei familiari con figli per le maggiorazioni per il calcolo dell’Isee rispetto a specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione.

Nel calcolo del nuovo Isee 2026 non figurano più gli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali.

Rispetto alle nuove maggiorazioni, oltre a quelle adeguate annualmente alle variazioni del costo della vita e riguardanti figli con disabilità, presenza di più di due figli, età della madre inferiore a 21 anni, si può ottenere un incremento del 50% sull’importo dell’AUU se si hanno determinati requisiti, ovvero per

  • nuclei familiari con figli di età inferiore a un anno
  • nuclei familiari con almeno tre figli e ISEE, neutralizzato ai fini AUU, pari o inferiore alla fascia massima ISEE (46.582,71 euro per l’anno 2026)

Mentre per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico è prevista una maggiorazione forfettaria pari a 150 euro.

Rivalutati anche gli importi sulle fasce di Isee: la prima fascia, ad esempio, è ora stabilita a 17.468,51 euro, contro i 17.227,33 in essere fino allo scorso anno; ciò significa che chi nel 2025 si trovava già in seconda fascia (tra i 17.227,34 e i 17.342,19 euro e da 17.342,20 a 17.457,03 euro) quest’anno scenderà in prima fascia, con conseguente adeguamento dell’assegno ricevuto.
L’ultima fascia, a cui viene assegnato l’importo minimo, riguarderà invece gli Isee oltre 46.582,71 euro rispetto agli “oltre 45.939,56 euro” del 2025.

Rispetto agli importi dell’assegno, infine, il minimo nel 2026 sarà di 58,3 euro, contro i 57,5 euro dell’anno precedente; la prima fascia potrà godere di un aumento di 2,8 euro (da 201 a 203,8). In aumento anche le maggiorazioni fisse, che passeranno:

  • Maggiorazione figli < 21 non autosufficienti: 122,3 euro (da 120,6 del 2025)
  • Maggiorazione figli < 21 con disabilità grave: 110,6 euro (da 109,1)
  • Maggiorazione figli < 21 con disabilità media: 99,1 euro (da 97,7)
  • Maggiorazione figli per madre di età <21 anni: 23,3 euro (da 23)

Cambiano infine anche le maggiorazioni variabili: ad esempio la maggiorazione per i figli ulteriori al secondo passa da 97,7 euro a 99,1 per la fascia Isee più bassa.

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