Assegno Unico, aumenti nel 2027: come cambieranno importi e soglie

La misura seguirà l'aumento dell'inflazione; ecco quindi come cambieranno gli importi, ma anche le soglie ISEE.

Buone notizie per chi riceve l’Assegno Unico Universale: Nel 2027 la misura a sostegno delle famiglie con figli sarà nuovamente rivalutato in base all’inflazione. L’adeguamento annuale tiene conto dell’andamento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati e riguarda sia gli importi riconosciuti alle famiglie sia le soglie Isee utilizzate per determinare le diverse fasce di accesso al beneficio.

A settembre l’Istat ha indicato al 2,9% l’inflazione acquisita per il 2026, un valore leggermente superiore al 2,8% previsto dal governo nel Documento di economia e finanza. Si tratta tuttavia di una stima ancora non definitiva: la percentuale ufficiale della rivalutazione sarà stabilita con un decreto del ministero dell’Economia, generalmente atteso nella seconda metà di novembre. Sarà poi l’Inps ad applicare l’adeguamento ai nuovi importi.

Se confermata, la rivalutazione del 2027 sarebbe quindi più consistente rispetto a quella applicata nel 2026, quando gli importi dell’assegno unico erano aumentati dell’1,4%.

Assegno unico 2027, le nuove soglie Isee

L’adeguamento non riguarderà soltanto gli importi dell’assegno. Aumenteranno anche le soglie Isee che determinano le fasce di importo.

La prima soglia, alla quale sono collegati gli importi più elevati, passerebbe dai 17.468,51 euro del 2026 a 17.975,10 euro nel 2027. Anche il limite della fascia più alta aumenterebbe, passando da 46.582,71 euro a oltre 47.933,61 euro.

La modifica delle soglie può avere un effetto significativo sul beneficio finale. Una famiglia che, in seguito alla rivalutazione, rientrasse in una fascia Isee più favorevole potrebbe infatti ottenere un incremento superiore a quello derivante dal solo adeguamento degli importi.

Per un figlio minorenne, l’importo minimo passerebbe da 58,30 a circa 60 euro al mese, mentre quello massimo salirebbe da 203,80 a 209,70 euro. L’incremento sarebbe quindi compreso tra 1,70 e 5,90 euro mensili.

Per i figli tra 18 e 20 anni, il minimo aumenterebbe da 29,10 a circa 29,90 euro, mentre il massimo passerebbe da 99,10 a 102 euro al mese.

Gli stessi importi base previsti per i minorenni si applicherebbero, nella simulazione, anche ai figli minorenni con disabilità e ai figli maggiorenni con disabilità senza limiti di età.

A essere interessate dala rivalutazione anche le maggiorazioni previste dalla normativa: quella per un figlio under 21 non autosufficiente, ad esempio, passerebbe da 122,30 a circa 125,80 euro al mese. Per la disabilità grave si salirebbe da 110,60 a 113,80 euro, mentre per la disabilità media l’importo aumenterebbe da 99,10 a 102 euro.

La maggiorazione riconosciuta quando la madre ha meno di 21 anni passerebbe da 23,30 a 24 euro al mese. Salirebbe inoltre da 99,10 a 102 euro la maggiorazione per i figli successivi al secondo, con importo variabile in relazione all’Isee.

Infine, la maggiorazione destinata ai nuclei nei quali entrambi i genitori percepiscono redditi da lavoro potrebbe arrivare da 34,90 a 35,90 euro mensili nella misura massima.

Quanto spetta con due o tre figli

Per una famiglia con due figli minorenni, nella fascia meno favorevole, l’importo complessivo passerebbe da 116,60 a circa 120 euro al mese, con un incremento di 3,40 euro mensili e 40,80 euro annui.

Nella fascia più favorevole, invece, si salirebbe da 407,60 a 419,40 euro al mese, con un aumento di 11,80 euro mensili e 141,60 euro nell’arco di un anno.

Per le famiglie con tre figli minorenni entra in gioco anche la maggiorazione prevista per il figlio successivo al secondo. Nella fascia Isee più favorevole, la quota base passerebbe da 611,40 a 629,10 euro al mese. Sommando la maggiorazione per il terzo figlio, che aumenterebbe da 99,10 a 102 euro, il totale salirebbe da 710,50 a 731,10 euro mensili.

L’incremento complessivo sarebbe quindi di 20,60 euro al mese, pari a 247,20 euro in un anno.

Figli maggiorenni e assegno unico per la disabilità

Per due figli entrambi nella fascia tra 18 e 20 anni, nella fascia Isee massima, l’aumento complessivo della quota base sarebbe di 5,80 euro al mese, pari a 69,60 euro annui.

Per un figlio minorenne con disabilità grave, l’importo può aumentare sia per effetto della rivalutazione sia grazie alla specifica maggiorazione. Nella fascia Isee più favorevole, il totale passerebbe da 314,40 euro mensili nel 2026 a 323,50 euro nel 2027, con un incremento di 9,10 euro al mese e 109,20 euro all’anno.

Nel caso di disabilità media, sempre nella fascia Isee più favorevole, il totale salirebbe da 302,90 a 311,70 euro al mese, con un aumento di 8,80 euro mensili, pari a 105,60 euro nell’arco di un anno.

Quando arriveranno gli aumenti dell’assegno unico 2027

I nuovi importi, una volta ufficializzati, saranno applicati dall’Inps a partire dalla mensilità di febbraio 2027. L’adeguamento relativo a gennaio sarà invece riconosciuto successivamente, con il pagamento previsto a partire da marzo.

L’aumento effettivo varierà in base alla composizione del nucleo familiare, al numero e all’età dei figli, alle eventuali maggiorazioni spettanti e alla fascia Isee.

Per alcune famiglie l’effetto della sola rivalutazione sarà quindi limitato a pochi euro al mese. In altri casi, invece, il passaggio a una fascia Isee più favorevole potrebbe determinare un incremento più consistente dell’importo complessivamente ricevuto.

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