Aborto farmacologico, in Toscana via libera all'assunzione a domicilio del farmaco

Il protocollo è stato quasi del tutto definito: dopo la prima pillola, la paziente potrà prendere il secondo farmaco a casa, nei casi valutati dai medici.

La Toscana aggiorna il protocollo per l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) con metodo farmacologico. Il lavoro è ormai in fase conclusiva e tra le principali novità previste c’è la possibilità, nei casi clinicamente appropriati, di assumere a domicilio la seconda pillola, il misoprostolo, dopo che il primo farmaco è stato somministrato in una struttura sanitaria. Prevista inoltre l’uniformazione della modulistica su tutto il territorio regionale.

La Regione Toscana ha avuto un ruolo pionieristico nell’organizzazione dell’IVG farmacologica. È stata infatti la prima Regione italiana ad avviare il percorso nel 2005, la prima a promuovere il regime di day hospital e, nel 2020, la prima ad attivare il regime ambulatoriale in stretta integrazione con i consultori, anticipando le indicazioni successivamente formulate dall’Istituto superiore di sanità e dal Consiglio superiore di sanità.

L’introduzione della possibilità di assumere il misoprostolo a domicilio è stata preceduta da un lavoro articolato e condiviso, finalizzato a conciliare il quadro normativo e amministrativo con le esigenze di appropriatezza, sicurezza clinica e tutela della salute della donna.

L’obiettivo è garantire un percorso assistenziale completo e continuativo, nel rispetto della legge 194 del 1978: dall’accoglienza e dall’ascolto, necessari per accompagnare la donna verso una scelta consapevole e informata, alla valutazione clinica; dalla somministrazione dei farmaci alla disponibilità di un riferimento assistenziale, fino al controllo conclusivo.

“In questo modo salvaguardiamo tutti i diritti riconosciuti dalla legge e garantiamo le condizioni di sicurezza clinica necessarie lungo l’intero percorso assistenziale”, sono le parole dell’assessora alla Sanità e alle Politiche sociali della Regione Toscana, Monia Monni, che ha aggiunto: “Garantire l’effettiva applicazione della legge 194 significa assicurare alle donne non solo un diritto riconosciuto dall’ordinamento, ma anche servizi accessibili, appropriati, uniformi sul territorio e clinicamente sicuri. La Toscana ha sempre affrontato questo tema con responsabilità, attenzione alla qualità delle cure e rispetto dell’autodeterminazione delle donne”.

L’assessora ha inoltre ringraziato il consigliere regionale Iacopo Melio per l’impegno dedicato al tema.

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