Bonus bebè: l'assegno da mille euro si ritira in Posta - GravidanzaOnLine

Bonus bebè: l’assegno da mille euro si ritira in Posta

Tempi rapidi e semplificati per il bonus bebè: entro il 15 gennaio, secondo quanto riporta ‘FiscoOggi’, il quotidiano on line dell’Agenzia delle Entrate, il ministero dell’Economia comunicherà per iscritto alle famiglie interessate quali sono le sedi degli uffici postali dove recarsi per ritirare gli assegni da mille euro, relativi ai nati nel 2005. Per i nati nel 2006 la comunicazione verrà effettuata entro la fine del 2° mese successivo a quello di nascita.

Lo prevedono i commi 331 – 334 della legge 266/2005, che stanzia complessivamente a sostegno delle famiglie, per questo tipo d’intervento, 696 milioni di euro.

Le condizioni per poter usufruire dell’assegno di mille euro, spettante non solo per nati nel 2005 e 2006, ma anche per i bambini adottati nello stesso periodo, variano a seconda dell’anno di nascita o di adozione del bambino. La norma, infatti, prevede che il bonus per i bambini nati o adottati nel corso del 2005 (comma 331) spetti per ognuno di loro, indipendentemente dalla circostanza che sia il primo o successivo, mentre, per quanto riguarda il 2006 (comma 332), ne avranno diritto solamente i figli secondi o successivi per ordine di nascita nati, ovvero adottati.

Un’ulteriore condizione è legata al reddito complessivo del nucleo familiare, che non potrà superare l’importo di 50mila euro, riferito all’anno 2004 in relazione al bonus da attribuire per i nati (o adottati) del 2005, ovvero riferito all’anno 2005 in relazione all’assegno per gli ulteriori figli del 2006. Per quanto poi concerne la definizione di nucleo familiare, il comma 333 rimanda all’articolo 1 del decreto del ministero della Sanità 22 gennaio 1993, in base al quale vi fa parte, oltre ai familiari a carico di cui all’articolo 12 del Tuir, in ogni caso il coniuge, purché non legalmente ed effettivamente separato. Beneficiari del bonus sono i soli residenti in Italia, di cittadinanza italiana o comunitaria.

Gli assegni potranno essere riscossi da chi esercita la patria potestà, previa autocertificazione della condizione reddituale, la cui formula prestampata è contenuta nella comunicazione inviata dal ministero. Tali autocertificazioni saranno poi assoggettate a un controllo di veridicità da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le somme riscosse, come precisato dalla circolare n. 28/E/2004, in occasione del precedente analogo provvedimento per gli anni 2003 e 2004, non hanno carattere reddituale, non concretizzando un’erogazione riconducibile alle categorie di cui all’articolo 6 del Tuir.

Altra novità della Finanziaria, sempre in tema di sostegno alle famiglie, è rappresentata dalla possibilità di detrarre – esclusivamente per l’anno d’imposta 2005 – le spese sostenute dai genitori per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido (comma 335). L’importo massimo della spesa – naturalmente da documentare – su cui calcolare la detrazione, è di 632 euro annui per ogni figlio. Dal momento che la detrazione è pari al 19 per cento, lo ‘sconto’ d’imposta che ne deriva non potrà essere superiore a 120 euro per ogni bambino iscritto all’asilo nido.

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