Perché il video di Rumer Willis che allatta la figlia di 3 anni è importante

La primogenita di Bruce Willis e Demi Moore di nuovo al centro delle polemiche per un video pubblicato sui social in cui allatta la figlia di 3 anni.

Ha fatto discutere il video pubblicato qualche giorno fa da Rumer Willis, in cui la si vede impegnata ad allattare al seno la figlia Louetta, che compirà 3 anni il prossimo 18 aprile.

Non è la prima volta che la primogenita di Demi Moore e Bruce Willis finisce al centro delle critiche per l’allattamento; già un paio di anni fa c’erano state diverse polemiche perché, a detta di molti utenti di Instagram, non era necessario mostrare sui social un momento tanto intimo.

Adesso, invece, a sollevare il clamore è l’età della bambina, e il post di Willias riporta al centro dell’attenzione il tema dell’allattamento materno prolungato; al netto delle dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccomanda l’allattamento al seno anche oltre i 24 mesi, c’è sempre infatti molta perplessità riguardo all’argomento, e spesso ci si domanda se esista effettivamente un “termine” oltre il quale l’allattamento dovrebbe concludersi.

La risposta, vi diciamo subito, è no: non esistono tempi prestabiliti, ma la cessazione dell’esperienza dell’allattamento avviene per fattori diversi, fra cui la scelta del bambino, oppure quella della madre per varie ragioni. Al di là di critiche e giudizi, quindi, resta valida la regola per cui ognuno deve fare esattamente ciò che ritiene sia meglio per sé e i propri figli.

E Rumer Willis sembra aver colto perfettamente la cosa, come si evince anche dalla caption del video, in cui, commentando con la frase “Quando qualcuno inizia a giudicare la mia genitorialità”, la sua laconica risposta è “Sorry not sorry”, ovvero: “Mi spiace, ma non mi dispiace affatto”.

Ciò che spesso influisce sulla scelta di interrompere l’allattamento sono i falsi miti che circolano in proposito, ad esempio quello riguardante la “perdita di sostanza e di consistenza” del latte materno; totalmente falso, visto che il latte mantiene costanti le sue proprietà nutritive e i componenti bioattivi fondamentali, seppur la composizione cambi, per adattarsi ai fabbisogni del bambino. Non è un caso se in molte culture occidentali i bambini vengono allattati al seno fino ai 3 o 4 anni di età.

Spesso alla base dei giudizi sull’allattamento prolungato c’è l’idea che sia “un vizio” o che dipenda dall’incapacità della madre di “staccarsi” dai figli; ma sono, appunto, semplici preconcetti, per questo messaggi come quelli di Rumer Willis sono importanti, e non devono essere stigmatizzati.

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