Perché dovresti prenderti cura del pavimento pelvico anche prima delle gravidanze

Cosa sapere sul pavimento pelvico, una parte del corpo di cui è importante prendersi cura soprattutto in gravidanza: sintomi e fattori di rischio da tenere sotto controllo.

Alcune di noi, se non lo apprendono prima da internet, spesso sentono parlare di pavimento pelvico solo una volta entrate in un corso pre-parto. Ma il pavimento pelvico sta lì, ce l’abbiamo da sempre (e non solo noi donne, ce l’hanno tutti gli esseri umani). Tuttavia la poca consapevolezza rispetto a questa parte del corpo può comportare una trascuratezza: magari andiamo in palestra per allenarci, ma nessuno ci ha mai detto che è importante allenare anche il pavimento pelvico, e non solo quando si è in gravidanza.

Cos’è il pavimento pelvico

Come accennato, è una parte del corpo, che si trova internamente tra la pelvi e il perineo. È formata da muscoli, scheletrici e lisci, e sostiene gli organi pelvici. Questo significa che tra le altre cose ci aiuta nella funzione sessuale di questi organi, ma anche nella continenza di minzione ed evacuazione.

Cause dell’indebolimento in gravidanza

Come scrive Swiss Medical, l’indebolimento del pavimento pelvico in gravidanza è causato da due cose che accadono in questo stato: da un lato il feto effettua una pressione diretta sui muscoli pelvici – che comporta loro un forte stress – mentre dall’altro agiscono gli ormoni che li ammorbidiscono per preparare al parto. Tenete presente che durante il parto naturale, il pavimento pelvico si allunga fino a tre volte rispetto il suo status “di riposo”.

In sintomi di debolezza

Di solito la debolezza del pavimento pelvico si concretizza con il sintomo dell’incontinenza urinaria o quello dell’incontinenza fecale. Oltre al fattore di rischio della gravidanza, dato che 1 donna su 4 soffre di disfunzione pelvica, possono pesare altri fattori, come:

  • debolezza del tessuto connettivo;
  • sindrome da ipermobilità;
  • obesità;
  • precedenti gravidanze;
  • eccessiva attività fisica;
  • sollevamento quotidiano di carichi pesanti.

Allenamento del pavimento pelvico

A chi è rivolto

Tecnicamente, l’allenamento del pavimento pelvico fa bene a tutte e anche a tutti. Come detto, ogni essere umano ce l’ha e un corretto funzionamento di esso ha a che fare con azioni quotidiane, come l’evacuazione o le attività della sfera sessuale. Quindi nessuno è esentato dal prendersene cura se vuole stare bene. Per le donne fa bene prima, durante e dopo la gravidanza, in particolare – da questo punto di vista – a coloro che desiderano un figlio, e un allenamento può giovare fin dalle primissime fasi della gestazione.

Inoltre, scrive AbsoluteKineticspt, l’allenamento del pavimento pelvico può, oltre a prevenire i dolori del parto:

  • evidenziare i sintomi di un malfunzionamento in quella parte del corpo;
  • fornire informazioni anche sui muscoli addominali;
  • migliorare la mobilità degli organi.

Cosa accade in gravidanza

Quando si resta incinte, un ammasso di cellule prima diventa un feto e poi comincia la formazione del bambino. Chi ha avuto almeno un figlio o una figlia lo sa: è possibile che questo comporti dei bizzarri dolori, simili a quelli mestruali, ma un po’ differenti. È l’utero che si espande progressivamente, per diventare il più ospitale possibile alla nuova vita. Ma così come ci sono parti del nostro corpo che non necessitano di aiuto per crescere o per modificarsi in questa fase della vita, ce ne sono altre che richiedono una cura speciale, e una di queste è sicuramente il pavimento pelvico. Il peso del nascituro, gli ormoni, magari in alcuni casi una scarsa consapevolezza del proprio corpo o almeno di questa parte diventano cruciali nella compromissione della funzione pelvica.

Cosa fare

Le parole chiave in questi casi sono “esercizi di Kegel”. Alcuni di essi possono essere spiegati al corso pre-parto, ma anche chiedendo a un’ostetrica in un consultorio vi possono giungere diversi consigli utili. La cosa importante riguarda poi il riprendere questi esercizi dopo il parto, perché permettono di ricostruire i muscoli indeboliti. Certo, è meglio iniziare prima, così da accrescere la propria consapevolezza, ma a volte semplicemente non accade.

Dopo il parto peraltro si deve attendere prima di ripartire con qualunque pratica, esercizi di Kegel compresi: in teoria si può riprendere tra le 4 e le 12 settimane dal parto. In teoria, lo ripetiamo: è meglio chiedere sempre durante le visite ginecologiche di controllo post partum, perché la ripresa non è uguale per tutte. In generale però anche solo tenere una postura eretta, anche nelle settimane precedenti, aiuta tantissimo.

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