
Molto più frequente di quanto si pensi ecco cosa c'è da sapere sull'aborto spontaneo e cosa fare per gestirne le conseguenze.
Provare dolori da ciclo in gravidanza è un'esperienza comune e il più delle volte innocua per il feto. Ecco quando, invece, preoccuparsi.


Molto più frequente di quanto si pensi ecco cosa c'è da sapere sull'aborto spontaneo e cosa fare per gestirne le conseguenze.

Nella maggior parte dei casi, quando sono lievi, i dolori da ciclo in gravidanza sono normali e non un motivo di preoccupazione. Il servizio sanitario inglese (NHS) spiega infatti che dolori e crampi all’addome sono comuni in gravidanza, soprattutto se il dolore è lieve e passa cambiando posizione, riposando, andando in bagno o eliminando aria.
Va però precisato che “normale” non significa “sempre innocuo”: lo stesso sintomo può avere origini molto diverse, e conta più il quadro complessivo del singolo crampo. Cerchiamo allora di capire come comportarsi in caso di dolore da ciclo nei diversi periodi di gravidanza.
Nelle prime settimane della gravidanza, dolori da ciclo possono preoccupare perché lievi crampi frequenti possono essere considerati sia normali sia il sintomo con cui si presentano le complicazioni precoci.
L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), ricorda che l’aborto spontaneo del primo trimestre riguarda circa il 10% delle gravidanze clinicamente riconosciute, cioè già confermate, e che i suoi sintomi tipici, sanguinamento vaginale e crampi uterini, sono comuni anche nelle gravidanze che procedono regolarmente e in quelle extrauterine.
È la conferma che un crampo, da solo, non permette di distinguere una situazione tranquilla da una da controllare. Per questo le linee guida della Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) indicano tra i motivi per eseguire un’ecografia nel primo trimestre le perdite ematiche vaginali e/o il dolore pelvico.
Con il passare delle settimane l’utero si ingrandisce e i legamenti che lo sostengono si tendono. Questo dolore ai legamenti può farsi sentire come un crampo acuto su un lato della parte bassa dell’addome. Tra le cause innocue bisogna considerare anche la stitichezza, comune in gravidanza, e il gas intestinale. Sono due disturbi che si scambiano con facilità per dolori da ciclo.

La stitichezza in gravidanza e nel post-partum è un disturbo frequente che può diventare fastidioso. Scopri come prevenirla con 7 consigli util...
Un aspetto importante per capire se un crampo è normale o un segnale d’allarme è la sua durata. Ovviamente non c’è una tempistica uguale per tutte e ogni gravidanza è una storia a sé, ma in generale un dolore lieve che si attenua quando si cambia posizione, ci si riposa o si va in bagno è in genere rassicurante.
Crampi forti o lievi che tornano a più riprese nell’arco di giorni o settimane sono invece segnali che vale la pena far valutare al ginecologo senza attendere la visita successiva.
Come anticipato, i dolori da ciclo considerati normali e fisiologici sono essenzialmente dovuti al cambiamento del corpo a cui va incontro una gestante nel corso della gravidanza. Solitamente sono innocui, ma possono rientrare in diverse casistiche patologiche qualora siano accompagnati da altri sintomi. Vediamoli insieme così da capire a interpretare i diversi segnali d’allarme.
Questo elenco di campanelli d’allarme ci fa capire che i dolori da ciclo in gravidanza vanno attenzionati soprattutto quando compaiono in un quadro sintomatologico più ampio e variegato. Quando preoccuparsi allora? Oltre al dolore addominale è utile valutare la presenza di:
Nessuno di questi segni, da solo, dice quale sia il problema: servono a decidere di farsi controllare, non a fare una diagnosi. Se il dolore o il sanguinamento sono molto intensi, è necessario recarsi dal ginecologo o chiamare il numero di emergenza, che in Italia è il 118.
Se il dolore è lieve e nessuno dei segnali visti sopra è presente, questo l’iter da seguire:
Se il dolore rimane, è costante e non passa seguendo questi passaggi, è invece necessario chiamare il ginecologo o, in sua assenza, rivolgersi al pronto soccorso. L’assunzione degli antidolorifici (il paracetamolo, non l’ibuprofene) può essere un’opzione per gestire un dolore che si sa non essere motivo di preoccupazione, non per tentare di risolverlo.

Una condizione spesso sottovalutata (o confusa con altre), responsabile di dolori invalidanti per le donne interessate.

Comuni e spesso normali ma molto dolorosi e fastidiosi. Parliamo dei crampi in gravidanza e di cosa fare per farli passare (e quando preoccuparsi).

Comuni e generalmente fisiologici, ecco una pratica guida ai principali disturbi che possono verificarsi durante tutto il periodo della gravidanza.

Il dolore al pavimento pelvico in gravidanza è un fenomeno abbastanza comune, ma ci sono dei metodi per alleviarlo.

Molte donne soffrono di sciatalgia durante la gravidanza, ma molte delle cause sono pregresse alla gestazione; ne abbiamo parlato con il fisioterap...

Il dolore del parto ha un andamento oscillante, legato agli ormoni e alle contrazioni, ma sempre piuttosto intenso: cosa si può fare per gestirlo ...

Anche nei bambini sono frequenti i mal di testa, che possono avere cause ben precise o essere sintomo di altre patologie. Con l'aiuto della pediatr...

Il dolore e la sofferenza dei bambini sono spesso un problema che va oltre l'aspetto prettamente medico. Di questo si occupa la clownterapia, un'at...

L'endometriosi consiste nella crescita di tessuto endometriale in sedi anomale, provoca dolore e infertilità. La tempestività della diagnosi è f...

Molte donne provano un dolore più o meno intenso a ridosso dell'arrivo del flusso mestruale: vediamo quali possono essere i motivi e quali le tera...