Dolori da ciclo in gravidanza: sono normali?

Provare dolori da ciclo in gravidanza è un'esperienza comune e il più delle volte innocua per il feto. Ecco quando, invece, preoccuparsi.

Come sappiamo, una donna incinta non ha le mestruazioni per tutto il periodo della gestazione. Allora perché alcune donne sperimentano comunque dolori da ciclo in gravidanza? Il timore, soprattutto nei primi giorni successivi al test di gravidanza positivo, è che si possa trattare di un segno di un aborto spontaneo. In realtà i dolori da ciclo in gravidanza non sono necessariamente un problema. Come spiega il dott. Luca Zurzolo, questi dolori possono essere  normali all’inizio della gravidanza e che, se non sono accompagnati da perdite di sangue, non indicano alcun problema. La prima ecografia, da fare intorno alle 6-7 settimane, darà poi la certezza che tutto procede bene. Nell’attesa delle conferme mediche è però utile capire perché si possono avvertire dolori da ciclo in gravidanza, quanto possono durare, quali segnali dicono che è il momento di anticipare una visita e, aspetto non secondario, come gestirli per ridurne l’impatto e migliorare la qualità della vita.

È normale avere dolori da ciclo in gravidanza?

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Fonte: iStock

Nella maggior parte dei casi, quando sono lievi, i dolori da ciclo in gravidanza sono normali e non un motivo di preoccupazione. Il servizio sanitario inglese (NHS) spiega infatti che dolori e crampi all’addome sono comuni in gravidanza, soprattutto se il dolore è lieve e passa cambiando posizione, riposando, andando in bagno o eliminando aria.

Va però precisato che “normale” non significa “sempre innocuo”: lo stesso sintomo può avere origini molto diverse, e conta più il quadro complessivo del singolo crampo. Cerchiamo allora di capire come comportarsi in caso di dolore da ciclo nei diversi periodi di gravidanza.

Nel primo trimestre

Nelle prime settimane della gravidanza, dolori da ciclo possono preoccupare perché lievi crampi frequenti possono essere considerati sia normali sia il sintomo con cui si presentano le complicazioni precoci.

L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), ricorda che l’aborto spontaneo del primo trimestre riguarda circa il 10% delle gravidanze clinicamente riconosciute, cioè già confermate, e che i suoi sintomi tipici, sanguinamento vaginale e crampi uterini, sono comuni anche nelle gravidanze che procedono regolarmente e in quelle extrauterine.

È la conferma che un crampo, da solo, non permette di distinguere una situazione tranquilla da una da controllare. Per questo le linee guida della Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) indicano tra i motivi per eseguire un’ecografia nel primo trimestre le perdite ematiche vaginali e/o il dolore pelvico.

Secondo e terzo trimestre

Con il passare delle settimane l’utero si ingrandisce e i legamenti che lo sostengono si tendono. Questo dolore ai legamenti può farsi sentire come un crampo acuto su un lato della parte bassa dell’addome. Tra le cause innocue bisogna considerare anche la stitichezza, comune in gravidanza, e il gas intestinale. Sono due disturbi che si scambiano con facilità per dolori da ciclo.

Un aspetto importante per capire se un crampo è normale o un segnale d’allarme è la sua durata. Ovviamente non c’è una tempistica uguale per tutte e ogni gravidanza è una storia a sé, ma in generale un dolore lieve che si attenua quando si cambia posizione, ci si riposa o si va in bagno è in genere rassicurante.

Crampi forti o lievi che tornano a più riprese nell’arco di giorni o settimane sono invece segnali che vale la pena far valutare al ginecologo senza attendere la visita successiva.

Dolori da ciclo in gravidanza e campanelli d’allarme

Come anticipato, i dolori da ciclo considerati normali e fisiologici sono essenzialmente dovuti al cambiamento del corpo a cui va incontro una gestante nel corso della gravidanza. Solitamente sono innocui, ma possono rientrare in diverse casistiche patologiche qualora siano accompagnati da altri sintomi. Vediamoli insieme così da capire a interpretare i diversi segnali d’allarme.

  • Aborto spontaneo e minaccia d’aborto: nel primo trimestre, un dolore che assomiglia a quello del ciclo può accompagnare un aborto spontaneo o una minaccia d’aborto. Solitamente, però, i dolori sono accompagnati anche da perdite di sangue.
  • Gravidanza extrauterina: si può manifestare (tra la quarta e la dodicesima settimana) con dolore addominale e perdite di sangue, dolore alla punta della spalla, fastidio quando si evacua o si urina.
  • Parto prematuro: un documento della Regione Lazio sul sanguinamento in gravidanza spiega che, quando la gestazione è più avanzata, un dolore crampiforme e intermittente può essere un segnale premonitore del travaglio, prematuro o a termine, sempre però accompagnato da perdite
  • Distacco della placenta: i crampi sono identificati come una contrazione che arriva e scompare o che rimane costante, ma sono accompagnati solitamente da sanguinamento.
  • Preeclampsia: questo disturbo della pressione compare dopo la ventesima settimana e può dare un dolore forte o persistente sotto le costole, soprattutto a destra, con mal di testa intenso, disturbi della vista e gonfiore di piedi, mani e viso.
  • Infezioni delle vie urinarie: sono comuni in gravidanza e di solito si curano senza difficoltà, e possono causare dolore al basso ventre, non sempre accompagnato da bruciore quando si urina.

Questo elenco di campanelli d’allarme ci fa capire che i dolori da ciclo in gravidanza vanno attenzionati soprattutto quando compaiono in un quadro sintomatologico più ampio e variegato. Quando preoccuparsi allora? Oltre al dolore addominale è utile valutare la presenza di:

  • sanguinamento (anche solo qualche goccia di sangue)
  • crampi o indurimenti della pancia che tornano a intervalli regolari
  • dolore alla parte bassa della schiena
  • perdite vaginali insolite o perdita di liquido
  • dolore quando si urina
  • bisogno di urinare più spesso del solito
  • urine torbide, rosa, rosse o marroni
  • dolore forte oppure che non passa dopo 30-60 minuti di riposo

Nessuno di questi segni, da solo, dice quale sia il problema: servono a decidere di farsi controllare, non a fare una diagnosi. Se il dolore o il sanguinamento sono molto intensi, è necessario recarsi dal ginecologo o chiamare il numero di emergenza, che in Italia è il 118.

Cosa fare in caso di dolori da ciclo in gravidanza

Se il dolore è lieve e nessuno dei segnali visti sopra è presente, questo l’iter da seguire:

  1. Fermarsi
  2. Provare a cambiare posizione
  3. Riposare
  4. Provare ad andare in bagno.

Se il dolore rimane, è costante e non passa seguendo questi passaggi, è invece necessario chiamare il ginecologo o, in sua assenza, rivolgersi al pronto soccorso. L’assunzione degli antidolorifici (il paracetamolo, non l’ibuprofene) può essere un’opzione per gestire un dolore che si sa non essere motivo di preoccupazione, non per tentare di risolverlo.

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