Corso preparto: è davvero importante farlo?

Ancora molte donne arrivano in sala parto senza aver ricevuto quella formazione che, studi alla mano, sarebbe utile non solo per partorire, ma anche per affrontare meglio le prime settimane da genitore.

In Italia, una donna su tre non sa cosa aspettarsi nel momento del parto. O, meglio, lo sa, ma basandosi sulla percezione personale, sui racconti di amiche e familiari o sui contenuti (libri, film, siti, video, eccetera) che ha consultato. Ma, comunque, nessuno gliel’ha insegnato in modo strutturato. I corsi di accompagnamento alla nascita (i cicli di incontri con ostetriche e altri professionisti sanitari che preparano alla gravidanza, al parto e al puerperio) raggiungono ancora una minoranza delle future mamme. Eppure i dati dicono che chi li frequenta affronta il parto in modo significativamente diverso.

Le cifre arrivano dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in due grandi indagini condotte su decine di migliaia di donne italiane. Come raccontano questi dati, partecipava ai corsi preparto solo il 30% delle gestanti. Nel 2008 la quota era salita al 35%, e tra 2010 e 2011 si avvicinava al 40%. Una crescita reale, ma lenta e soprattutto diseguale. Come riportato da SaPeRiDoc, al Nord frequentava i corsi oltre il 60% delle donne, al Sud poco più del 30%. Il titolo di studio pesava in modo ancora più significativo perché nelle laureate la partecipazione superava il 65%, tra chi aveva solo la licenza media scendeva al 34%, tra chi non aveva titoli si fermava al 20%.

Più che puntare il dito su una presunta ignoranza o altre possibili spiegazioni sul fatto che un numero così alto di donne non accede ai corsi preparto, è utile e importante capire perché questo è un problema. Come evidenziato dall’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), consultori familiari e corsi di accompagnamento alla nascita migliorano in modo significativo gli indicatori assistenziali lungo tutto il percorso nascita, rendendo evidente quanto questi servizi meritino di essere potenziati e resi ancora più accessibili.

Che cos’è un corso preparto

Il corso preparto, come suggerisce il nome stesso, è un percorso informativo e di sostegno offerto alle donne in gravidanza e, quasi sempre, al partner o a un familiare di riferimento. In Italia viene erogato principalmente dai consultori familiari pubblici e dagli ambulatori ospedalieri, con l’ostetrica come figura di riferimento, ma esiste anche un’ampia offerta privata. Le linee guida SNLG-ISS sulla gravidanza fisiologica stabiliscono che la partecipazione agli incontri di accompagnamento alla nascita deve essere offerta a tutte le donne in gravidanza e che l’informazione fornita in questo contesto non è un servizio accessorio, ma una vera e propria prestazione assistenziale, da erogare in modo personalizzato e culturalmente adeguato.

Non esistendo una normativa nazionale che obblighi ogni struttura del Servizio Sanitario Nazionale a garantire i corsi con standard uniformi, il risultato è che la disponibilità e la qualità variano molto da regione a regione, e spesso da ospedale a ospedale. Tanto che, basandosi anche sul passaparola, molte coppie seguono il corso preparto in posti differenti da dove partoriranno o, al contrario, scelgono dove partorire proprio per la buona impressione ricevuta dal corso.

Quando iniziare il corso preparto

Non esiste un periodo specifico nel quale iniziare e spesso molto dipende dalla quantità di iscritti che il consultorio o il punto nascita riesce a ottenere per poter avviare il corso preparto. Anche se potenzialmente ogni momento della gravidanza va bene, il consiglio è di intraprendere il corso di accompagnamento alla nascita tra la ventottesima e la trentaduesima settimana di gestazione. Questo perché in questo modo si ha la possibilità di completare il corso prima dell’inizio del travaglio e del parto.

Le linee guida suggeriscono anche di anticipare il primo contatto informativo intorno alla ventesima settimana, quando la gravidanza è già stabilizzata e c’è ancora tempo per metabolizzare le informazioni senza la pressione dell’imminenza del parto.

Un corso completo prevede in genere dagli 8 ai 12 incontri della durata di circa due ore ciascuno, distribuiti nell’arco di alcune settimane. Il numero minimo raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è di almeno otto incontri assistenziali perché l’idea di fondo è che la continuità del supporto sia più efficace di un singolo incontro intensivo. Per le multipare, cioè le donne alla seconda o successiva gravidanza, possono esistere percorsi specifici e più brevi, focalizzati sulla rielaborazione dell’esperienza precedente o sull’accoglienza del secondo figlio in famiglia. Ma la partecipazione al corso preparto è raccomandata vivamente anche alle donne a una gravidanza successiva alla prima, in quanto l’esperienza del parto è sempre univoca e con il passare degli anni molte cose possono essere cambiate, anche nei servizi offerti dallo stesso punto nascita.

Cosa si impara (e cosa no)

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Fonte: iStock

Ogni corso preparto è diverso, sia perché sono differenti i professionisti che si occupano di presentare i vari argomenti, sia perché gli stessi partecipanti con le loro domande e perplessità posso orientare l’approfondimento di un tema rispetto a un altro. Di base, comunque, un corso preparto standard si occupa di parlare di:

Un buon corso affronta anche la transizione alla genitorialità, il coinvolgimento del partner e, sempre più spesso, il riconoscimento precoce di segnali di ansia e depressione perinatale.

Quello che un corso preparto non può fare è garantire un determinato tipo di parto né eliminare l’imprevedibilità dell’evento. Il suo obiettivo è fornire strumenti cognitivi ed emotivi che permettano di affrontare l’esperienza con maggiore consapevolezza, L’obiettivo è rendere quello che avviene in sala parto (e anche immediatamente prima e dopo) una realtà non del tutto sconosciuta e, proprio per questo, maggiormente gestibile e affrontabile con meno preoccupazione e con un maggiore controllo.

Come scegliere il corso preparto

In alcune città l’offerta di corsi preparto è elevata, tanto che può essere difficile capire quale corso è il migliore e il più completo. Non tutti i corsi sono uguali, ma uno di qualità è sicuramente quello condotto da un’ostetrica con formazione specifica nell’educazione prenatale, che utilizza metodi interattivi piuttosto che lezioni frontali (come raccomandano le linee guida ISS), include sessioni dedicate al post-partum e all’allattamento, e prevede il coinvolgimento attivo del partner. Svolgere il corso preparto presso il punto nascita nel quale si partorirà offre una serie di garanzie in più, perché permettere di visitare e vedere i posti e sapere per tempo quali servizi offre (come l’eventuale parto in acqua, gli orari di ingresso per il partner, le cose da portare nella borsa per il parto, eccetera).

Tra le opzioni disponibili c’è anche la possibilità di scegliere tra corsi in presenza (presso consultori, ospedali e studi) o online da remoto. Indubbiamente la possibilità di collegarsi da casa è enorme, sia in termini di fatica che di tempo e costi. Ma è altrettanto vero che è da preferire (laddove possibile) la partecipazione in presenza. Questo perché, come detto, il corso preparto non è solamente l’erogazione di informazioni teoriche.

La relazione diretta con l’ostetrica, il pediatra, lo psicologo, il ginecologo e le altre figure che prendono parte al corso, ha un valore terapeutico che non può essere sottovalutato. Senza ignorare la dimensione relazionale, il confronto con le altre coppie, la condivisione delle paure e la possibilità di sperimentare e apprendere meglio gli esercizi di respirazione e le altre tecniche utili durante il travaglio e il parto. L’accesso al corso online resta un’opportunità importante, ma non preferenziale, per tutte coloro che, per qualunque ragione, non hanno possibilità di partecipare a un corso in presenza.

Discorso simile anche per la scelta tra corso pubblico e privato, gratuito o a pagamento. Ciascuna donna è libera di seguire il corso preparto che meglio risponde alle sue esigenze. È importante però ricordare che i corsi erogati nei consultori familiari o negli ospedali pubblici, anche se gratuiti, non sono per questo meno validi, professionali, completi e utili. Anzi.

La scelta di ricorrere a un corso privato a pagamento può dipendere da diverse motivazioni (gruppi più piccoli, flessibilità di orario, presenza del proprio ginecologo, vicinanza con la propria abitazione, eccetera), ma non dovrebbe essere questo l’elemento dirimente per scegliere il corso preparto.

La valutazione deve tenere innanzitutto conto della qualità dell’informazione e della professionalità degli operatori che tengono il corso. Sono queste, infatti, le garanzie di un parto migliore e un’esperienza genitoriale più consapevole e inizialmente meno traumatica.

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