Diventare mamme al tempo del Covid-19: 13 donne unite tra paura e gioia

Diventare mamme al tempo del Covid-19: 13 donne unite tra paura e gioia
Fonte: ph. Elena Razumovskaya
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La quarantena e il lockdown imposti dalla pandemia di Covid-19 ci hanno costretti a riconsiderare moltissimi aspetti della nostra vita di tutti i giorni, stravolgendo le abitudini e rivoluzionando il nostro modo di concepire la quotidianità. Ma lo scombussolamento generale portato dal Coronavirus ha interessato, ovviamente, anche il parto e le nascite, che per la prima volta sono state vissute in una maniera del tutto nuova, diversa.

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I bambini hanno continuato a nascere, naturalmente, e le donne a portare avanti le loro gravidanze; in una maniera differente, forse, dovendo badare a regole che prima non esistevano, ma nulla di tutto questo ha tolto un solo centesimo di bellezza e di emozione da momenti del genere. A testimonianza di come sia stato vivere la gravidanza ai tempi del Covid-19, però, la fotografa Elena Razumovskaya ha realizzato un progetto proprio per raccontaare le storie di tredici mamme che hanno affrontato il proprio percorso fino al parto durante il lockdown.

Volevo dare vita a un progetto positivo dopo mesi di paure e preoccupazioni per tutti – ha spiegato Elena parlando della nascita del progetto – Ho fatto un appello su Instagram e hanno riposto molte mamme… Le tredici ragazze, che sono riuscite a partecipare la sera del 15 giugno a Fogliano [frazione del comune di Vigevano, ndr], hanno preso parte al servizio e hanno risposto al questionario dal quale tutto ha avuto origine .

L’intervista cui Elena fa riferimento è stata proposta attraverso un questionario compilato individualmente, che ripercorre gli eventi che si sono susseguiti a partire dal 20 febbraio 2020. Sono stati raccolti i pensieri e le emozioni che ogni mamma ha vissuto in quel periodo. Di seguito le domande che facevano parte del questionario, con i commenti che riassumono le risposte ricevute.

Qual è stata la tua reazione alla chiusura della zona rossa di Codogno?
Nel primo periodo alcune mamme consideravano il Covid-19 un problema molto lontano dall’Italia, che non poteva toccarle in prima persona. L’atmosfera si è incupita al momento dell’istituzione della zona rossa di Codogno, fatto surreale che ha mutato l’animo sereno di molte di loro. I sentimenti prevalenti sono risultati essere la preoccupazione e l’incredulità. In quei momenti eravamo ancora tutti inconsapevoli di ciò che sarebbe accaduto in seguito.

Cos’hai provato il giorno in cui hanno comunicato la chiusura delle scuole?
La chiusura delle scuole è stato il primo passo verso la presa di coscienza della gravità della situazione. Mettere al sicuro i bambini era la conferma della reale minaccia che, invisibile e subdola, si aggirava per le nostre strade.

Di cosa avevi più paura?
I timori che hanno assalito le intervistate riguardavano soprattutto la salute dei bambini che portavano in grembo e la paura del contagio di un familiare o, ancora peggio, la morte di un componente della famiglia. In nessun caso è stata provata paura per la propria salute, bensì per quella dei propri cari.

Sei riuscita subito a riorganizzare le tue giornate? Sei stata aiutata in questo?
L’adattamento alla nuova condizione di vita in famiglia ha portato necessariamente alla riorganizzazione dei ritmi della giornata e della vita in casa. La scuola dell’infanzia è stata considerata un supporto importante per tutte le mamme. Una delle preoccupazioni principali è stata la cura dei nonni. Oltre che della propria famiglia, alcune mamme si sono occupate delle necessità dei genitori più anziani.

Ti sentivi al sicuro nella tua casa?
La casa è stata considerata da tutte un luogo sicuro, in cui poter trascorrere più tempo insieme alla propria famiglia con calma, assaporando ogni momento.
Tutte le ragazze pensano di aver ricevuto tutto l’aiuto di cui avevano bisogno e hanno avuto il supporto dei loro partner.

Hai avuto difficoltà ad accedere alle normali visite che si svolgono in gravidanza e all’assistenza sanitaria?
Nel 30% dei casi sono stati riscontrati problemi nell’accesso alle normali visite che si svolgono in gravidanza e all’assistenza pediatrica a causa della sospensione dei servizi. L’impossibilità di far partecipare i futuri papà alle visite è stato un fatto molto sentito e che ha provocato grande tristezza, per la mancata condivisione di questi momenti speciali.

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Hai seguito un corso pre-parto? Dove e in che modo?
I corsi di accompagnamento alla nascita sono stati tutti sospesi durante il lockdown, ma fortunatamente appena possibile sono ripresi on-line. Per le ragazze che per la prima volta hanno affrontato l’esperienza del parto questo corso è risultato essere di fondamentale importanza per vivere in modo più consapevole un momento così delicato, soprattutto in un momento di grandi incertezze come questo.

Quali sono i tuoi timori e le tue speranze per il momento del parto?
Oltre alle preoccupazioni che normalmente vive ogni futura mamma, durante questi mesi di lockdown, nuove inquietudini hanno preso vita nel cuore delle gestanti. I timori più grandi per il momento del parto sono, secondo le citazioni, “Ansia totale!“, la paura di dover affrontare da sole tutto il dolore del travaglio e non poter condividere insieme al papà la gioia del parto. Alcune hanno mostrato paura di vivere come uno choc questa solitudine in un momento fondamentale per la vita della famiglia. Anche dover lasciare soli i primogeniti per la prima volta è risultato essere molto difficile.

Tra tutto ciò che hai fatto in quarantena, quali sono le cose di cui vai più fiera?
L’aver trascorso serenamente tempo di qualità con la propria famiglia e aver dedicato più tempo alla vita di coppia. Molte si considerano migliorate in cucina perché hanno avuto più tempo per la preparazione dei cibi. La quarantena ha dato la possibilità a molte di fermarsi e prendere coscienza delle proprie potenzialità. Saper mantenere l’autocontrollo e riuscire ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti sono i fattori di cui sono più orgogliose.

Di chi e cosa hai sentito più la mancanza?
La mancanza più grande è stata quella della libertà personale. Grande importanza hanno avuto la mancanza del contatto umano della famiglia d’origine e delle interazioni sociali. Stare all’aria aperta, ascoltare musica dal vivo e godere della piacevole compagnia degli amici.

Quale sentimento ha prevalso in te nel periodo di quarantena?
I sentimenti provati sono stati molteplici: impotenza di fronte a un evento così tragico, ansia e angoscia, rassegnazione, insofferenza, noia, paura, tristezza e preoccupazione, ma anche accortezza, speranza e tranquillità.

Scrivi gli aspetti che consideri positivi della vita in quarantena
Le ragazze sono state felici di poter poter accogliere il proprio compagno al ritorno da una giornata di lavoro e anche di poter stare con lui 24 ore su 24.
Tutte hanno avuto la possibilità di condividere bei momenti in famiglia e di rafforzare la loro unione, cercando di migliorare la  comunicazione con il proprio partner. Ognuna di loro ha avuto il tempo di dedicarsi a se stessa, avendo la possibilità di rilassarsi e di imparare a cucinare nuovi piatti con tutta calma.

Quali sono stati gli aspetti più negativi della quarantena?
Gli aspetti più negativi della quarantena sono stati la perdita della libertà e la mancanza di socializzazione per i bimbi. La lontananza dai famigliari e la mancanza dei propri spazi in una casa troppo piccola hanno creato disagio.
La gravidanza non è stata vissuta come avevano sempre sperato, hanno fatto una vita troppo sedentaria, considerata non ideale per la salute dei nascituri.
Un esempio su tutti, le parole di questa mamma rispetto alle cose negative della quarantena:

Leggere la paura negli occhi di mio marito ogni volta che tornava da lavoro, terrorizzato per la paura di poter contagiare me e il bimbo che porto in grembo.

In che modo ti senti cambiata in seguito a questo periodo storico così difficile?
Tutte le ragazze si sentono più consapevoli, sono sicure di non dare più per scontate molte cose e apprezzano di più le piccole cose quotidiane. Considerano la libertà un bene prezioso e si sentono più forti e pazienti.
Hanno riscoperto i veri valori della vita e hanno imparato a dare il giusto peso alle cose veramente importanti. Hanno maturato una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e vogliono coltivare maggiormente i propri affetti.
Hanno riconosciuto la loro difficoltà nel gestire le paure emerse nel periodo di lockdown e sperano di superare presto queste problematiche.
Apprezzano maggiormente i piccoli gesti e le attenzioni che ricevo da tutti. Desiderano non correre più per fare ogni cosa, per poter assaporare e apprezzare le emozioni che vivono.

Sfogliate la gallery per vedere alcune delle immagini di Elena.

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