I sintomi, il test positivo, la felicità, i primi pensieri da mamma, gli esami, altri sintomi, la sensazione che qualcosa non vada come dovrebbe, la triste conferma dell’interruzione della gravidanza. Passare da uno stato di gioia a uno di profonda angoscia è un attimo, e succede più spesso di quanto si pensi.

Molte gravidanze si interrompono precocemente, spesso senza una causa vera e propria, o meglio, senza che la causa venga individuata con certezza. Succede soprattutto nelle fasi iniziali della gravidanza, quando nonostante il test di gravidanza positivo le cose non vanno come dovrebbero. Oppure succede più avanti, per motivi diversi.

Difficile per una donna riuscire a spiegare quello che si prova di fronte a una promessa che non si realizza, difficile, soprattutto, trovare un autentico sostegno, nonostante l’importanza di affrontare quello che è un vero e proprio lutto, il lutto perinatale, sia ormai riconosciuta universalmente.

Riconoscere quella sofferenza, poterla esprimere, è uno dei passi più importanti per affrontarla e superarla, è il parere concorde degli esperti. E ci sono molti modi per farlo. Uno di questi è confrontarsi con altre donne, trovare conforto da una comune situazione difficile, presente o passata che sia.

Andare avanti, superando il senso di colpa, accogliendo una nuova vita che arriva con gioia, anche se velata di malinconia. E come dopo la tempesta si intravede l’arcobaleno, così i bambini che arrivano dopo un aborto sono chiamati “bambini arcobaleno”, in segno di speranza.

Così un gruppo di “mamme arcobaleno”, in ricordo dei figli mai nati e per celebrare la vita arrivate dopo l’esperienza di una perdita, ha posato per il progetto fotografico di Ashley Sargent, fotografa dell’Alabama specializzata nei ritratti di maternità e bambini.

Ashley ha coinvolto un gruppo di mamme non limitandosi a fotografarle con i loro bambini – chi appena nato chi più grande, ma anche adulto – ma chiedendo loro di raccontarsi. Ne è uscito un album commovente, fatto di immagini e parole che vi proponiamo nella gallery qui sotto: le loro storie sono le storie di molte donne, e sono un messaggio di speranza per chi sta affrontando questo dolore.

"Noi, mamme dopo l'aborto. Noi mamme arcobaleno"
Credits: AshleySargentPhotography@Facebook
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Un progetto che è partito dall’esperienza della stessa Ashley, che ha combattuto a lungo contro l’infertilità:

Sette anni fa ho iniziato ad avere il desiderio di diventare madre. Era un desiderio fortissimo, e mi aspettavo che sarebbe stato facile riuscirci. Per quasi quattro anni abbiamo combattuto con l’infertilità. Ho iniziato a perdere le speranze. Mi vergognavo moltissimo di me stessa. Mi sembrava che ci fosse qualcosa di sbagliato in me, come se fosse colpa mia per il fatto che non riuscissimo ad avere quel figlio che volevamo così disperatamente.

Ashley si è aperta confidando il proprio dolore, e così hanno fatto le altre mamme, che hanno iniziato a commentare le sue foto in studio dedicate ai bambini arcobaleno raccontando la propria storia.

Da qui l’idea di un progetto dedicato proprio alle mamme, che è riassunto anche in questo video emozionante pubblicato sulla pagina Facebook di Ashley: un set che è diventato una festa, e una celebrazione della vita e della speranza.

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