Le storie delle 'mamme arcobaleno' - GravidanzaOnLine

Alexa Kellison Reece

"Noi, mamme dopo l'aborto. Noi mamme arcobaleno"
Foto 2 di 10

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La storia di Alexa è quella di una coppia che è passata attraverso diversi aborti spontanei, ben 4 in poco tempo, e alla fine è riuscita a realizzare il proprio desiderio di avere un figlio: “Il nostro Liam è arrivato dopo 3 anni di aborti spontanei e molto dolore. Abbiamo scoperto di aspettare un figlio per la prima volta nel gennaio 2016. Eravamo stupiti di quanto fosse stato “facile”. Siamo andati alla visita delle 7 settimane e c’era il battito.

Tutto sembrava andare per il meglio e il medico ci ha dato solo il 3% di probabilità che la gravidanza si interrompesse. Ma a 9 settimane ho iniziato ad avere delle perdite e abbiamo scoperto che non c’era più battito. Eravamo devastati, e ho dovuto avere un raschiamento. Sei mesi dopo il test era di nuovo positivo. […] A 13 settimane abbiamo perso anche il secondo bambino.

Sono rimasta incinta per la terza volta nella primavera 2018. Le analisi del sangue erano normali e tutto sembrava a posto. Ma a 6 settimane ho abortito. A quel punto abbiamo iniziato a preoccuparci seriamente che qualcosa non andasse. Il medico mi ha prescritto degli esami, e abbiamo scoperto che soffro di problemi di coagulazione del sangue.

Circa 6 settimane dopo ero di nuovo incinta, per la quarta volta. […] Pochi giorni dopo la visita di controllo ho iniziato ad avere delle perdite, e ho abortito di nuovo.

Siamo stati indirizzati a un medico specializzato in fertilità e dopo molti esami, test genetici e altre analisi del sangue tutto sembrava “normale”. Il dottore ci ha consigliato di riprovarci. Mi ha prescritto una dose maggiore di acido folico e ci ha detto di richiamarlo quando il test fosse diventato positivo.

Abbiamo scoperto di essere in attesa di Liam nell’agosto 2018. Siamo andati ogni settimana dal medico per le visite di controllo. A 10 settimane, tutto sembrava andare per il meglio e il bambino cresceva.

A 38 settimane ho partorito Liam. A volte ancora non mi sembra reale. Ma lui è qui, nelle nostre braccia. Ecco perché questo progetto fotografico è così importante per me. L’infertilità e la perdita possono farti sentire così sola, e poche persone ne parlano davvero.

Sapere che non sei sola e che puoi vedere i miracoli che arrivano da alcuni dei momenti più bui è stata un’esperienza pazzesca. Spero che questo mostri agli altri che quando si attraversano momenti difficili come questo c’è una luce in fondo, un arcobaleno dopo la tempesta”.

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