Ureaplasma ed Escherichia in gravidanza | GravidanzaOnLine

Anonimo

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Gentili dottori, sono Luisa, 33 anni, alla mia prima gravidanza, dopo un aborto a Dicembre 2011 e varie vicissitudini. Sono a 17 settimane, da sempre ho sofferto di problemi intestinali (colite/dissenteria/stitichezza) e recidive (clamidia/gardnerella). Da subito ho avuto forti dolori al basso ventre, distacco amnio coriale, curato con progesterone fino a 12 settimane! Ho osservato un riposo a letto per tre mesi, e tuttora, salvo qualche breve passeggiata, continuo ad osservarlo. Il medico mi ha già indicato che con cautela posso riprendere la normale vita, ma con questi fastidi (stiramenti e bruciori nell’utero) non sono serena. Dalla scorsa settimana i fastidi si sono trasformati, dolori durante la minzione, stimolo continuo, urine scure e cattivo odore. Poi ho iniziato a bere molto e tutto sembrava tranquillo. L’esame urine ha evidenziato un numero di leucociti leggermente alterato, l’urinocoltura e tampone cervico-vaginale Escherichia coli con carica di un milione, ed Ureaplasma con carica 10.000 (mai avuta nei tamponi precedenti). Il ginecologo sta dando priorità all’ureaplasma con claritromicina e dopo un lasso di una settimana con Amplital per escherichia. Sono sinceramente preoccupata per gli antibiotici che sto ingerendo, per i rischi gravi di queste infezioni, e per i fastidi che a gg sono più fastidiosi. Vorrei un vostro riscontro in merito, perché ho paura che questo lasso di tempo fra le due cure possa creare conseguenze irreparabili! Mi è stato anche ribadito che sarà difficile eradicarle! Mi potreste aiutare a trovare un po’ di tranquillità per questa situazione? Grazie per l’interessamento. Distinti Saluti.

Gentile Luisa, è importante curare bene l’infezione urinaria e del tratto cervico-vaginale, che possono dar luogo ad altre complicazioni della stessa gravidanza. Quindi, facendo il bilancio rischi/benefici delle terapie antibiotiche, di sicuro i benefici sono di gran lunga da privilegiare rispetto agli ipotetici rischi. Quindi non se ne faccia un problema. Quanto all’eradicazione, va verificata con esami di controllo dopo la terapia e nel caso di recidiva si può affinare la terapia “aggiustando il tiro”. Segua il suo curante. È il miglior modo per essere tranquilla. Non fare la terapia o chiedere in giro è di gran lunga peggio. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Infettivologo