Anonimo

chiede:

Gentile Dottore, sono una ragazza
di 24 anni e a fine ottobre ho scoperto
con
grande gioia di essere
incinta di 6 settimane e dopo gli esami prescritti
dalla
mia
ginecologa (effettuati il 6/11) riscontriamo valori “anomali” come ha
detto
lei relativi alla toxoplasmosi IgG 398 e IgM positivo ed allora
non contenta
della chiarezza dei risultati mi manda d’urgenza
all’Ospedale Sant’Orsola di
Bologna dove mi effettuano un prelievo per
esami più specifici per la
datazione
degli anticorpi G della memoria
(come mi hanno spiegato) e mi prescrivono la
cura antibiotica con
spiramicina in 3g al giorno. Dopo una settimana vengo
chiamata per
l’esito e mi dicono che posso tranquillamente sospendere
l’antibiotico
perchè la datazione era precedente alla gravidanza di oltre 20
settimane quindi sarei fuori pericolo e senza ristrettezze
alimentari.
Comunque,
il giorno 2/12 la mia Dottoressa mi fa ripetere l’esame e si
riscontrano
ancora
IgG 377 e IgM positivo con una nota scritta dal
laboratorio di analisi dove
riporta: Toxoplasma IgM: la debole
positività già riscontrata rimane
invariata;
trattasi di reattività
aspecifica. Cosa vuol dire? Sono abbastanza
preoccupata,
ora sto
entrando nel secondo trimestre e vorrei sapere se meglio continuare

con
la cura antibiotica. Leggendo le sue altre risposte ad articoli con
valori
molto più bassi dei miei sono veramente in ansia, la ringrazio
già
anticipatamente per la sua risposta.

Gentile Giorgia, le IgM decadono anche in due anni. Quindi sono inutili
altre terapie ed altri esami. Servirebbero soltanto ad accrescere uno
stato ansioso, che, in gravidanza, può essere dannoso. Auguri

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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