Anonimo

chiede:

Salve dottoressa, le scrivo perché sto leggendo pareri contrastanti sulle uova: c’è chi dice che sono una manna dal cielo per la colina e chi dice di non mangiarne più di due a settimana per il colesterolo. Qual è la verità per una donna incinta? E soprattutto, il tuorlo deve essere sempre completamente sodo o la ‘cottura barzotta’ è sicura contro i vari patogeni pericolosi? Grazie mille.

Gentile lettrice, in realtà le uova sono ad oggi considerate un vero e proprio superfood, grazie al loro profilo nutrizionale completo, offrendo proteine di alta qualità (con tutti i 9 amminoacidi essenziali), vitamine (A, D, E, K, B12) e minerali come ferro e zinco.

Il tuorlo è inoltre ricco di colina, essenziale per la salute cerebrale, e antiossidanti come luteina e zeaxantina, benefici per la vista .Le vecchie convinzioni riguardo al ruolo deleterio dell’alto contenuto di colesterolo sono state completamente grazie a diversi studi, svolti du campioni di popolazione molto grandi.

Uno lavoro molto recente (Impact of Dietary Cholesterol from Eggs and Saturated Fat on LDL Cholesterol Levels: A Randomized Cross-Over Study Carter S, Hill AM, Yandell C, Wood L, Coates AM, Buckley JD. Am J Clin Nutr. 2025 May 6:S0002-9165(25)00253-9.) ha confermato che il colesterolo alimentare non ha alcuna influenza sul colesterolo cattivo LDL. Lo studio prevedeva infatti di esporre un gruppo campione a 3 diete diverse per 5 settimane consecutive, che avevano le stesse chilocalorie, ma differivano fra loro in contenuto di grassi saturi.

La prima dieta prevedeva un consumo elevato di colesterolo preformato (600 mg/die) e grassi saturi (12% dell’energia giornaliera) e con un solo uovo a settimana; la seconda dieta era sempre ricca in colesterolo (600 mg/die) ma povera in saturi (6%) e con due uova al giorno; la terza dieta non prevedeva il consumo di uova, quindi era una dieta povera in colesterolo (300 mg/die) ma ricca in saturi (12%).

Al termine di ciascun periodo sono stati analizzati vari parametri lipidici, tra cui la colesterolemia totale ed LDL, i livelli plasmatici dell’apolipoproteina B (ApoB) e la distribuzione delle sotto frazioni delle principali lipoproteine plasmatiche.

I risultati principali dello studio hanno dimostrato che le diete ricche in colesterolo, ma povera in saturi, portavano a una riduzione significativa dei livelli di colesterolo LDL (−5,7 mg/dL) e dell’ApoB (−4,7 mg/dL). La dieta senza uova, pur contenendo meno colesterolo alimentare, non dava lo stesso effetto positivo.

Il consumo di grassi saturi risultava fortemente correlato a un aumento del colesterolo legato alle LDL, mentre il colesterolo alimentare non mostrava alcuna relazione diretta con lo stesso parametro.

In conclusione, lo studio evidenzia che i grassi saturi, più del colesterolo alimentare, influenzano negativamente i livelli del colesterolo legato alle LDL. Consumare due uova al giorno in una dieta povera di grassi saturi potrebbe non avere effetti significativi di carattere quantitativo sul profilo lipidico.

In soggetti sani, non affetti da patologie, alcuni studi americani suggeriscono come sicuro un consumo pari a 12 uova a settimana. Tuttavia, le linee guida italiane per la sana alimentazione (CREA) consigliano più appropriato un consumo di 7-8 uova a settimana la maggior parte delle persone sane.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Nutrizionista

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