Anonimo

chiede:

Buongiorno, sono la mamma di due bimbi di 1 e 4 anni; mentre il più
piccolo sembra non avere grossi problemi, il maggiore, pur non
manifestando apertamente gelosie nei confronti del fratello (con lui è
dolcissimo, lo abbraccia sempre e condivide spontaneamente i giochi), da
un po’ di tempo ha comportamenti che mi preoccupano. Iniziando dal
mangiare, che a volte rifiuta completamente facendosi addirittura venire
conati di vomito, a crisi quasi isteriche che vanno dal voler stare
solamente con me a dire sempre NO qualsiasi cosa gli si chieda. Per andare
all’asilo, ormai è il secondo anno, piange sempre; tengo duro perché poi
in mattinata smette ma è veramente dura…
Ultimamente ho notato un fatto strano, in diversi posti in cui si vada, si
appropria di cose che nasconde in tasca, anche non giochi o cose belle: in
un ufficio ha preso una gomma vecchia e sporca, dalla nonna un orologio,
da un’amica un piccolo pupazzetto… e non sembra lo faccia per attirare
l’attenzione come mi è stato detto dalla pediatra, perché me ne accorgo a
fatica, lo fa di nascosto. Non è che potrebbe essere un inizio di
cleptomania?
P.S. non è assolutamente trascurato per il fratellino, anzi, lo riempiamo
di attenzioni e premi se si comporta bene. Mi può dare per favore
un’indicazione su come comportarmi? Devo sgridarlo di più? Di meno? Non so
più come fare.
Grazie,

Una spiegazione verosimile del comportamento di suo figlio potrebbe
certamente essere quella di rispondere ad un bisogno compulsivo di rubare
del tutto incontrollabile (cleptomania), ma io sarei più propensa a pensare
ad un bisogno di gratificazione esterna, segreta e materiale, per colmare i
sentimenti di carenza di affetto e di attenzione che ogni bambino sente
quando gli/le nasce un fratellino o una sorellina. Non è detto che questa
mancanza di affetto e di attenzioni ci sia realmente (potrebbe essere il
bambino a sentirla, anche quando non c’è, per l’ipersensibilità che la
situazione gli provoca). D’altro canto, potrebbero essere i genitori a
sottovalutare i sentimenti di angoscia del figlio per una serie di ragioni
(lavoro, stress, liti, problemi economici ecc.).
Per il momento cercate di sopportare la situazione, non mandatelo in giro da
solo per le case degli altri, in modo che non abbia la tentazione di rubare;
non sgridatelo platealmente, ma cercate di fargli capire che ha sbagliato se
la cosa dovesse ripetersi; continuate a dargli affetto ed attenzioni e, come
dicevamo, se il comportamento dovesse continuare o aggravarsi, fate una
psicoterapia familiare, in modo che sia uno psicologo a valutare ed a
comprendere il comportamento del suo bambino ed i tipi di relazione che
avete stabilito fra di voi.
Cari saluti e auguri.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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