Anonimo

chiede:

Salve, lavoro per un’azienda privata con CCNL metalmeccanici,
terminato l’allattamento vorrei continuare a lavorare part time. Il
CCNL a tal proposito dice:
L’Azienda fino al limite del 3% del personale in forza a tempo pieno,
ovvero
del 2% nelle aziende fino a 100 dipendenti, valuterà positivamente, in
funzione della fungibilità del lavoratore, la richiesta di
trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale
nei seguenti casi:
assistenza familiari conviventi ammalati o con handicap,
necessità di accudire figli fino a sette anni,
necessità di studio.
Se la valutazione dell’azienda dovesse essere negativa è possibile un
confronto
con la Rsu. Al di fuori dei suddetti casi l’azienda valuterà le
richieste fino al limite massimo del 4% del personale assunto a tempo
pieno. Su richiesta della Rsu l’azienda informa la stessa delle
ragioni dell’eventuale diniego.
Cosa vuol dire per l’esattezza? Ho diritto al part time o è a totale
discrezione del datore di lavoro concedermelo oppure no?
Grazie,

Redazione

Redazione

risponde:

Salve, come già anticipato in altri quesiti pervenuti in redazione, non
vi è un “obbligo assoluto” alla trasformazione del contratto, seppure la
contrattazione collettiva indichi alcuni criteri di equità (sia per il
lavoratore che per il datore di lavoro) sui quali valutare le istanze.
Cordialità

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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