Dieta Vegetariana e gravidanza dopo i 40 anni! - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buongiorno Dr. Buonsanti, sono una donna di 41 anni, vegetariana da 20 (ho sempre incluso nella mia dieta anche latticini e uova) e da qualche anno peso forse un peso un po’ troppo (72 Kg) per la mia altezza (1,69). Con l’alimentazione cerco di stare attenta, ma non nego di essere un po’ golosa e so bene che ciò non si coniuga affatto con la mia vita attuale, piuttosto sedentaria. Conto di riprendere a breve un po’ di attività fisica facendo nuoto, ma vorrei chiederle consigli riguardo le mie possibilità di gravidanza in base ad alcuni dati riscontrati nelle mie analisi (sto già prendendo acido folico e B12 da circa un mese).
Premetto che da due anni stiamo provando ad avere un bimbo e un mese fa ho avuto un inizio di gravidanza spontanea – la prima – conclusasi a pochi giorni dal risultato del beta-HCG (50,2 – inizio 2a sett.).
Le sarei grata se potesse darmi qualche indicazione o consiglio dato che, osservando le mie analisi, ho riscontrato i seguenti dati e temo indichino tendenza ad aborti spontanei.

Gentile lettrice, se osserva una tendenza al sovrappeso a parità di composizione (quantitativa e qualitativa) della sua alimentazione ed in condizioni di riduzione dei livelli di attività fisica ponga rimedio senza esitazioni, assolutamente non attraverso una riduzione dell’introito alimentare bensì attraverso un incremento dei livelli di attività fisica, ad esempio iscrivendosi in palestra, piscina o facendo altro tipo di attività motoria preferibilmente aerobica e preferibilmente su base giornaliera. Per quanto riguarda la poliabortività, prima di cominciare a valutare questa possibilità dovrebbero verificarsi almeno tre eventi abortivi, non è quindi il suo caso. Le mutazioni in omozigosi del gene MTHFR non sono particolarmente suggestive di problemi presenti o futuri in presenza di una omocisteinemia normale, come nel suo caso (tra parentesi, il suo stile alimentare vegetariano la sta aiutando, in questo senso). Mi focalizzerei invece sulla positività agli anticorpi anti-nucleo con pattern granulare (o, come legge sul suo referto, “punteggiato”). È possibile che tale positività sia un riscontro occasionale destinato a non riconfermarsi ad una successiva analisi, come in alcuni casi succede. È però anche possibile che segnali la presenza di una condizione autoimmune che andrebbe indagata meglio. Le consiglio quindi di consultare un reumatologo o un immunologo, che le farà ripetere questo test accompagnandolo con la ricerca dei cosiddetti antigeni nucleari estraibili. Ci faccia sapere, se lo ritiene opportuno, l’esito di questi approfondimenti per ulteriori eventuali disamine.
Cordialmente,

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Nutrizionista