Depressione e anoressia in gravidanza - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Salve, sono Silvia, 25 anni, mamma di Leonardo, 2 anni e in attesa di Lorenzo, al 7°mese. Già la prima gravidanza non è stata semplice, ma questa è un inferno. Premetto che entrambe sono state cercate e fortemente volute. Tuttavia è dall’inizio della gestazione che soffro di una forte depressione, che è andata via via aggravandosi, fino ad arrivare a stati di apatia prolungati alternati a forti momenti di frustrazione, al pensiero ricorrente della morte (non ho intenzione di suicidarmi, ma ci penso spesso). Inoltre soffro di problemi alimentari: non sono nuovi nella mia storia clinica, tuttavia prima della gravidanza riuscivo a tenerli a bada, a differenza di adesso, che si sono riaccentuati con impeto. Nonostante soffra di iperemesi il mio problema non è la bulimia (ne ho sofferto in passato e adesso non credo di esserlo) ma l’anoressia. Mangio pochissimo, con forti, talvolta insopportabili, sensi di colpa quando mangio anche solo poche calorie più del previsto (tipo finire la mela anziché mangiarne solo mezza). Al momento del concepimento pesavo 51 Kg per 1,60 cm di altezza, ora sono al 7 mese e ne peso 50 scarsi. Il bimbo, almeno all’ultima ecografia, pare crescere bene e questo mi rincuora, ma io sono comunque molto preoccupata. Non per me, ma per lui e il resto della famiglia. Non so più come gestire la situazione. Come se non bastasse ci siamo trasferiti quando ero al secondo mese di attesa e non ho mai accettato né il nuovo posto né la nuova casa. Li odio con tutto il cuore e la rabbia di essere qui mi sta corrodendo, anche se non vorrei fosse solo un capro espiatorio di una rabbia più profonda. Per questo motivo e non solo (limitazioni fisiche negli spostamenti) mi è molto difficile chiedere aiuto; ma adesso non posso più farne a meno. Rischio di compromettere la salute di mio figlio e rovinare il resto della famiglia, senza contare che mi sto perdendo uno dei periodi potenzialmente più belli della mia vita. La prego, se può mi aiuti. Cordiali saluti, la ringrazio

Carissima Silvia, quello che posso dirle è solamente di trovare il modo di risolvere le difficoltà di spostamento per trovare uno psicoterapeuta che la accompagni in questa fase della sua vita a cercare le risposte alle domande che lei stessa si è già fatta: da dove arriva tutta questa rabbia e autodistruzione? È come se tutta la rabbia (che se c’è ha un suo motivo di essere) che lei sente dentro non riuscisse a tirarla fuori ma a rivolgerla contro se stessa: di qui la depressione e l’autopunizione attraverso un regime alimentare assurdo in gravidanza. Mi rendo conto che consigliarle un percorso terapeutico può essere una risposta frustrante per lei, ma le assicuro che parole magiche per alleviare il peso che si porta dentro non esistono, ci sono però esperienze, come una psicoterapia, che permettono non solo di risolvere situazioni urgenti di sofferenza, ma di migliorare la qualità della vita a lungo termine. Se nella sua storia di vita sono stati spesso presenti disturbi alimentari e già con la prima gravidanza il suo tono dell’umore è stato altalenante, penso che sia davvero da tanto tempo che lei vive in uno stato di profonda sofferenza interiore e che sia arrivato il momento per capirne le cause e trovarne le soluzioni per lei in primis, per i suoi figli, per la sua famiglia. Trovi il modo di organizzarsi, non si arrenda alle difficoltà di spostamento perchè ne va della sua serenità e di quella delle persone a lei più care. Mi faccia sapere come procede se le va.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

Fai la tua domanda Tutte le domande
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...

Specializzazione

  • Psicologo