Roberta

chiede:

Buonasera Avvocato, lavoro in un centro estetico con contratto a tempo indeterminato part time. Mi è stata segnalata, dal mio ginecologo, una possibile gravidanza a rischio. Prima di procedere con la pratica vorrei sapere a cosa vado incontro; per correttezza, infatti, ho informato il mio datore di lavoro, il quale mi ha anticipato che non sa se e quando potrà riconoscermi l’indennità.

Mi sono informata attraverso vari consulenti del lavoro i quali mi hanno rassicurata sul fatto che il datore di lavoro è obbligato ad anticipare in busta paga l’indennità. Vorrei sapere, però, cosa fare e come agire qualora il datore di lavoro si rifiutasse di pagarmi o se dovesse impiegarci più del dovuto, facendo passare troppo tempo.

Su alcuni forum e siti ho letto che potrei procedere con le dimissioni per giusta causa già dalla seconda mensilità/indennità non riconosciutami dal datore di lavoro.

Se così fosse, avrei diritto ugualmente alla maternità a rischio e successivamente a quella obbligatoria con indennità riconosciuta dall’INPS? Avrei diritto ugualmente alla Naspi ? In attesa di riscontro, ringrazio anticipatamente per la collaborazione.

Avv. Lorenzo Cirri

Avv. Lorenzo Cirri

risponde:

Buongiorno Roberta innanzitutto Le confermo che il datore di lavoro è tenuto ad anticipare l’indennità in busta paga e, in caso di mancato pagamento, sarà possibile presentare richiesta d’intervento all’Ispettorato del Lavoro, che comminerà anche delle sanzioni al datore di lavoro, nonché recuperare il credito a mezzo decreto ingiuntivo (con l’assistenza di un legale specializzato in diritto del lavoro).

Il mancato pagamento dell’indennità, così come di altri emolumenti retributivi, legittima le dimissioni per giusta causa, che danno diritto alla lavoratrice dimissionaria di accedere comunque alla NASpI.

Anche in caso di godimento della NASpI, l’INPS è tenuta ad erogare l’indennità di maternità, in sostituzione, ovviamente, della NASpI, che verrebbe temporaneamente sospesa.

Le consiglio in ogni caso di farsi assistere da un ente di patronato o da un sindacato nelle pratiche sia di dimissioni – che comunque devono essere convalidate – che di NASpI e maternità. Cordialmente.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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