Con l'ecografia pelvica mi hanno riscontrato la presenza di miomi…

Anonimo

chiede:

Ho 43 anni. Da alcuni anni con l’ecografia pelvica mi hanno
riscontrato la presenza di miomi che negli ultimi anni sono aumentati di
volume. L’ultima ecografia eseguita circa un anno fa riscontrava n.3 miomi
delle seguenti dimensioni e caratteristiche: 1 il maggiore di 56 x 36 mm. –
2 posteriore sottosieroso: 30 x 15 mm. – 3 posteriore sottosieroso: 15 x 12
mm. di aspetto omogeneo. Dal controllo ginecologico eseguito qualche
settimana fa, il mio ginecologo mi consiglia: 1) di intervenire ora
chirurgicamente asportandoli o 2) se voglio attendere ad operarmi, posso
fino a quando non superano la dimensione di 7 cm., in questo caso bisogna
intervenire per evitare necrosi o dolori improvvisi. Il ginecologo mi
consiglia considerando l’età e vista la possibilità che nel tempo si possono
riformare, di asportare l’utero. Io sono molto dubbiosa perché
psicologicamente non vorrei asportare l’utero, inoltre non ho disturbi di
nessun tipo, ho paura ad eseguire l’intervento, anche perché mi è stato
riscontrato un difetto genetico: mutazione del fattore V di Leiden
(eterozigote). Desidererei evitare un intervento chirurgico se non
strettamente necessario. Ora ripeterò l’ecografia, fatta un anno fa, e
pensavo che se non sono aumentati di volume, potrei rivalutare il tutto alla
prossima ecografia fra un anno, considerando che avvicinandomi all’età della
menopausa potrebbe fermarsi o rallentare la crescita. Se però il mioma più
grande in questa ecografia che andrò a fare risultasse aumentato a 6 cm. non
so cosa decidere. La prego di darmi un suo consiglio.

Redazione

Redazione

risponde:

Due premesse:
1) sono estremamente contrario a basare giudizi esclusivamente sulle misure. La misura di un dato reperto, seppur di indubbia utilità, va sempre considerata nell’insieme tridimensionale dell’organo al quale è riferita. Non è proponibile basare una decisione a riguardo di un probabile intervento su eventuali mm in più o in meno.
2) Un giudizio veramente circostanziato non può essere effettuato a distanza in quanto occorre eseguire direttamente l’ecografia.
In ogni caso in assenza di sintomi, ed in assenza di significative distorsioni anatomiche o compressioni a dire il vero rare, non è ipotesi da sottovalutare quella di non operare a patto di controllare periodicamente la situazione ecograficamente. Come Lei sa, in menopausa, in assenza di terapia sostitutiva, i fibromi regrediscono.
Non esiste nessuna legge secondo la quale obbligatoriamente sia necessaria una isterectomia totale in caso di fibromi a 42 aa (tranne casi ovviamente particolari e valutabili singolarmente).
Nel suo caso e da quanto mi scrive, anche se senza valutare direttamente la situazione è veramente impossibile esprimere un giudizio, dovrebbe essere possibile una rimozione laparoscopica dei singoli fibromi.
Anche per lei consiglio di affidarsi ad un medico sensibile oltre che preparato in grado di bilanciare sia le reali necessità mediche che psicologiche.
Un ultimo consiglio per niente marginale…esegua l’ecografia sia sovrapubica che transvaginale da un medico esperto in ecografia, in pratica di secondo livello, esprimendogli i suoi dubbi e chiedendogli direttamente un suo parere a riguardo. È proprio l’ecografia se ben fatta, a fornire le informazioni principali necessarie per stabilire la necessità di un eventuale intervento.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

Fai la tua domanda Tutte le domande
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...

Specializzazione

  • Ginecologo