Anonimo

chiede:

Vorrei sapere se una collaboratrice coordinata e continuativa
(co.co.co.) di un ente pubblico, in caso di gravidanza, può chiedere
l’interdizione dal lavoro al sevizio ispettivo del Ministero del lavoro
nel
caso in cui il lavoro da lei svolto non sia compatibile con la gravidanza
per rischio biologico o chimico e non possa essere trasferita ad altre
mansioni. Nel caso ciò fosse possibile, vorrei sapere per quanto tempo vale
la sospensione, se viene garantito il posto di lavoro al ritorno
(contratto
che scade prima del rientro) e se i mesi della sospensione vengono
comunque
retribuiti e da quale ente. So che l’EPAP: l’ente previdenziale a cui
sono
iscritta retribuisce solo i cinque mesi (due prima e tre dopo il parto) che
spettano per legge ma non la sospensione.
Grazie

Redazione

Redazione

risponde:

Salve, la invito a formulare nuovamente il quesito indicando la data
presunta del parto, la data di scadenza del contratto e l’eventuale data di
inizio della astensione anticipata. Cordialità

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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