Cassa integrazione e congedo di materntà - GravidanzaOnLine

Elisabetta

chiede:

Buongiorno, sono al sesto mese di gravidanza e dal 14/4 la mia azienda ha attivato la cassa integrazione in deroga Covid-19. Prima però mi obbligano ad azzerare le ferie residue 2019 e le ferie maturate fino alla data del congedo obbligatorio. Visto che poi mi resterebbero pochissimi giorni di ferie da usare dopo il congedo obbligatorio, volevo sapere se posso usufruire dell’indennità di CIGD fino all’ottavo mese e poi avviare le pratiche per il congedo di maternità obbligatoria così da usufruire dell’astensione da lavoro 1 mese prima e 4 mesi dopo o se, invece essendo l’azienda in CIGD, devo richiedere il congedo obbligatorio 2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto. Grazie.

Avv. Lorenzo Cirri

Avv. Lorenzo Cirri

risponde:

Buongiorno signora, non sussiste una previsione specifica in merito, ma bisogna far ricorso alla ratio della normativa in materia di integrazioni salariali e di maternità. Innanzitutto la maternità prevale sulla cassa integrazione. Difatti, ai sensi dell’art. 24, commi 2 e 6, le lavoratrici gestanti che si trovino, all’inizio del periodo di congedo di maternità, sospese dal lavoro, sono ammesse al godimento dell’indennità giornaliera di maternità purché tra l’inizio della sospensione e quello di detto periodo non siano decorsi più di sessanta giorni; se, invece, sono decorsi più di sessanta giorni, e la lavoratrice si trovi, all’inizio del congedo, sospesa e in godimento del trattamento di integrazione salariale, ha diritto, in luogo di tale trattamento, all’indennità giornaliera di maternità.

Tenga presente, inoltre, che ai sensi dell’art. 20 la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto richiede specifica attestazione del medico specialista del SSN e del medico competente dell’azienda volta ad escludere possibili pregiudizi alla salute della gestante e del nascituro. È evidente, quindi, che non vi è motivo di non astenersi dal lavoro fino all’ottavo mese, poiché l’attività dell’azienda è sospesa; in altre parole in questo modo si cerca di beneficiare di un’integrazione salariale in luogo del congedo di maternità. Se anche i medici attestassero l’assenza di pregiudizio, l’INPS potrebbe comunque contestare l’elusione della normativa in materia di integrazioni salariali e di maternità. Ad ogni modo se vuole comunque provare a percorrere questa strada, Le consiglio di avere un riscontro scritto dall’INPS tramite i canali comunicativi riportati sul sito istituzionale. Cordialmente

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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