Anonimo

chiede:

Buongiorno dottoressa, il mio bambino è nato prematuro e ha passato il primo mese di vita in terapia intensiva, ed è stato un periodo molto duro sia per me che per mio marito.

Ora il bimbo sta bene, ma io vivo ancora come se fossimo in ‘allarme costante’. Controllo ogni suo respiro e ho difficoltà a lasciarlo, anche solo con i nonni. È normale che mi senta così? Ho paura che la cosa mi sfugga di mano fino a farmi diventare una mamma iperprotettiva.

Cara mamma, quello che sta vivendo è molto comprensibile e frequente nei genitori di bambini nati prematuri. Il periodo in terapia intensiva è stato un’esperienza intensa e spaventosa, che ha “abituato” la sua mente a restare in allerta per proteggere suo figlio.

Anche se oggi il bimbo sta bene, è normale che questo stato di allarme faccia fatica a spegnersi perché un parto anticipato e la degenza in terapia intensiva possono rappresentare una vera e propria esperienza traumatica.

Il fatto che lei controlli spesso il suo bambino e faccia fatica a separarsi da lui è il risultato di ciò che ha attraversato, ma il timore di diventare iperprotettiva e le domande che si sta ponendo sono invece un segnale di una grande consapevolezza e di attenzione al benessere di suo figlio… e anche al suo.

Con il tempo, e magari con il supporto di uno psicologo che si occupa di prematurità e genitorialità, vedrà che è possibile aiutare la sua mente ad “abbassare l’allarme”, recuperare fiducia e costruire una relazione più serena, senza perdere la sua naturale capacità di protezione.

Non deve forzarsi a “stare tranquilla” né colpevolizzarsi: ha attraversato qualcosa di molto difficile, e prendersi cura anche di sé ora è parte del prendersi cura di suo figlio. I migliori auguri.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

Fai la tua domanda Tutte le domande
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...

Specializzazione

  • Psicologo

Categorie