Amniocentesi: si o no? | GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Gentile prof. Annona, le chiedo un parere riguardante l’amniocentesi. Premetto che ho 35 anni compiuti un mese prima del concepimento, ora sono a 13 settimane e 4 giorni (U.M. 31/07/03) ed ho prenotato l’amniocentesi per il giorno 17 novembre 2003, quando sarò di esattamente a 15 settimane + 4 giorni. Ora le chiedo di essere sincero con me, perché questo bimbo non lo vorrei perdere per una interpretazione errata
dei segnali del mio corpo: a febbraio di quest’anno ho avuto un aborto spontaneo, con il ciclo mestruale è tornato tutto a posto e non ho dovuto subire un raschiamento un mese dopo, resto incinta di nuovo dopo tante eco e 3 mesi quasi di attesa, si rivela un uovo chiaro, niente embrione e questa volta raschiamento a maggio 2003. Ora U.M. 31/07/2003 sono finalmente incinta, ma sono a riposo, ho avuto una perdita ematica e contrazioni alla sesta settimana, ora va meglio e cerco di non stancarmi, ma ho sempre mal di schiena. Inoltre da 2 gg ho anche un inizio di bruciore a urinare (sono soggetta a infiammazioni varie e a cistiti e sono tentata a prendere il monuril per ovviare ad un problema + forte tra pochi gg). Ora le chiedo: questo male alla schiena proprio in zona lombo-sacrale come se fosse un indolenzimento e qualche dolorino alla pancia potrebbe essere una infiammazione alla vescica o una cistite? Mi era capitato lo stesso dolore nell’altra gravidanza (ovulo chiaro per capirci) e prendendo il monuril il dolore era passato, cosa faccio? Prendo il monuril? E vedo cosa succede? E poi con tutte queste mie peripezie cosa faccio con l’amniocentesi?
Rischio di più che non una donna senza precedenti abortivi o no? Insomma, lei a sua moglie la farebbe fare o no? Se si, prima devo prendere antibiotici e buscopan? La ringrazio tantissimo e spero di avere da lei una risposta. Con affetto da tutto il forum che frequento assiduamente

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile Giuliana,
apprezzo il forum e spesso leggo le vostre conversazioni, facendone tesoro;
ed è molto bella e utile la solidarietà che vi scambiate. Però non dovete
avere la presunzione di sostituirvi al vostro specialista di fiducia. Per
esempio, riguardo al sospetto di infezione delle vie urinarie non si scherza
e non è neanche corretto prendere il monuril, così, perché “è tentata di
farlo”. Ma cos’è? Una sigaretta? Sono tentata di accendermene una! Occorre
invece procedere con ordine e nella maniera corretta, cosa che farebbe il
suo ginecologo se solo venisse consultato. Bisogna visitarla, eseguire delle
manovre diagnostiche alla schiena, eseguire un’urinocoltura e, insomma
giungere ad una diagnosi. La medicina basata sulle opinioni è del tutto
superata da quella basata sulle evidenze e, se abbiamo fatto fatica noi
medici a convincercene, è bene per voi pazienti seguirci a ruota. Per
l’amniocentesi vale lo stesso principio. La sua anamnesi di due aborti non
costituisce per sé un fattore di rischio per un ulteriore aborto spontaneo,
nemmeno dopo amniocentesi. Però qualunque amniocentesi comporta un rischio
aggiuntivo di aborto su quello di base, pari allo 0,5-1%. Io non faccio fare
nessuna terapia prima e dopo l’amniocentesi, ma chiedo solo un paio di
giorni di riposo. Per decidere se farla o meno occorre operare una scelta e
non chiedere ad altri cosa farebbero. Però, anche se si tratta della mia
sfera personale, le rispondo lo stesso con sincerità: io ho due figli, un
maschio di 14 e una femmina di 12 anni. All’epoca mia moglie aveva 28 e 30
anni, e decidemmo di non farla affidandoci alla bassa incidenza di sindrome
di Down a queste età e… alla buona sorte. La cosa divertente però è che,
in caso di altra gravidanza, per esempio adesso che abbiamo 44 anni io e 42
lei, io farei l’amniocentesi e mia moglie no. E già, perché mentre io
opterei sicuramente per un aborto in caso di spiacevole diagnosi, mia moglie
no. Pensi un po’, marito e moglie che non si accordano. Come può una terza
persona estranea decidere per lei? Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Ginecologo