Aborto spontaneo ripetuto: quali esami fare? | GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buongiorno dottore, sono una ragazza di 29 anni e le vorrei esporre la mia situazione per chiederle un consiglio. A 25 anni sono rimasta incinta la prima volta e ho avuto un’aborto spontaneo alle settima settimana.

Dopo un anno sono rimasta incinta e ho dovuto interrompere la gravidanza per una grave malformazione (acefalia); appena diagnosticata la malformazione mi sono sottoposta ad una villocentesi per verificare se ci fossero anche problemi genetici, ma gli esiti della villocentesi non hanno riscontrato nulla, feto maschio sano.

L’anno seguente sono rimasta incinta, gravidanza senza problemi e ho avuto una meravigliosa bambina. A 18 mesi dal parto sono rimasta nuovamente incinta ma ho avuto un aborto spontaneo a 10 settimane. Il mio ginecologo consiglia semplicemente di aspettare e riprovare dopo qualche mese, senza fare nessun esame. Lei cosa mi consiglia? Quando bisogna fare esami più approfonditi in caso di aborto spontaneo ripetuto?

Dott. Sandro Zucca

Dott. Sandro Zucca

risponde:

Buongiorno signora, esami extra (che però di solito non portano a nulla) sono previsti dopo due o tre aborti consecutivi, e riguardano la presenza di problemi autoimmuni o patologie della coagulazione. Come considerazione personale, sulla quale non chiedo alcuna condivisione, credo che avendo una bella bambina si debba anche fare una bella riflessione sull’opportunità di sfidare continuamente il destino in presenza di segnali sfavorevoli.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Ginecologo

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