'L'amniocentesi può avere provocato la perdita del bambino?' - GravidanzaOnLine

"L'amniocentesi può avere provocato la perdita del bambino?"

Ketty

chiede:

Buonasera,
5 anni fa la mia gravidanza si è interrotta alla 22esima sett. di gravidanza per una rottura prematura delle membrane (PROM).
Un mese e mezzo circa prima di questo evento feci l’amniocentesi in quanto superata l’età. Il mio ginecologo di allora, ovviamente, ha escluso che la causa fosse dipesa dall’amniocentesi. 40 giorni di ricovero e puntualmente durante la notte si verificavano perdite di liquido amniotico copiose. Hanno tentato di tutto, anche con amnioinfusioni, ma il risultato era sconvolgente… iniettavano il liquido e come un palloncino scoppiato lo perdevo tutto.
In conclusione il bimbo, rimasto senza liquido, muore nel mio grembo… induzione al parto e fine di un lungo calvario.
Il mio ginecologo sostiene che dagli esami svolti in ospedale, nessun tipo di virus ha causato tutto ciò… esami tutti negativi! A suo dire “può capitare”.
Adesso sono di nuovo in attesa, potrebbe ripetersi nuovamente la stessa situazione? Anche se ho 45 anni e sicuramente tutto rischioso, non farò l’amniocentesi.
La ringrazio e spero tanto che possa darmi notizie più rassicuranti.

Gentile Ketty,
l’amniocentesi è un esame invasivo e come tale ha un rischio di concludersi con la perdita della gravidanza. Sono certo che lei abbia firmato un consenso specifico, in cui è stata informata di tutto questo.
Purtroppo, a fronte di una diagnosi certa dell’amniocentesi, occorre accettare questo rischio. Inutile quindi ripercorrere a ritroso tutto il percorso.
Tuttavia oggi esistono tanti modi per fare in modo da arrivare all’amniocentesi solo se strettamente necessario. Quindi si può suggerire di fare un accurato screening del primo trimestre (translucenza, markers aggiuntivi e duotest), che dà comunque informazioni utili su tutte le gravidanze, anche nelle ultra 35enni, e poi eseguire un test genetico non invasivo su sangue materno. Quest’ultimo, pure se non totalmente diagnostico come l’amniocentesi, sulla sindrome di Down ha una sensibilità piuttosto elevata e può essere vantaggioso rispetto al fare direttamente un’amniocentesi.
Tutto questo che le ho riferito fa parte del counselling prenatale che lei dovrebbe avere da parte di un operatore esperto di queste procedure, in modo da essere accuratamente informata per adottare la scelta più vantaggiosa in base alle sue aspettative.
Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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