Come la ricerca di un figlio con PMA può indebolire il legame di coppia

Ogni coppia che si ritrovi alle prese con la Pma si può confrontare con stress e aspettative: i consigli da abbracciare per poter tutelare la coppia mentre si è alla ricerca di un figlio o una figlia.

Essere alle prese con le istanze che la fertilità o l’infertilità comportano può rappresentare una dura prova per le coppie. Provare ad avere un figlio o una figlia e non riuscirci per molto tempo, tanto da dover ricorrere ad aiuti esterni potenzialmente costosi o invasivi può minare profondamente la serenità di una famiglia, anche quando si tratta di un procedimento mediamente diffuso come la Pma (Procreazione Medicalmente Assistita). In più, spesso, non si trova sponda in amici, amiche e parenti: talvolta la mancanza di empatia porta a credere che non riuscire a ottenere una gravidanza sia un problema di importanza secondaria, ma quando ci sei dentro la verità è tutt’altra.

Cos’è la Pma

Come accennato, Pma è l’acronimo di Procreazione Medicalmente Assistita. Si tratta di una procedura medica per aggirare alcune problematiche in tema di fertilità, per cui ci sono tecniche di primo livello con inseminazione diretta, ma anche tecniche di secondo e terzo livello, che prevedono la fecondazione in vitro sia con gameti della coppia – anche con ovuli congelati – sia con gameti ricevuti in donazione.

I dati della Pma in Italia

In Italia la Pma si effettua con interventi di primo, secondo e terzo livello. L’ultimo report del Ministero della Salute sull’argomento risale al 2023: si tratta di una relazione sullo stato di attuazione della legge in materia di Procreazione Medicalmente Assistita. I dati ci dicono che sempre più coppie ricorrono alla Pma. Dal 2020 al 2021 si è infatti registrato un aumento, da 65.705 a 86.090 coppie che sono ricorse alla procedura, e un aumento da 80.099 a 108.067 dei cicli effettuati, oltre che da 11.305 a 16.625 dei bambini nati vivi. La maggior parte dei centri che effettuano la Pma sono pubblici o mutabili, ma sul territorio italiano ce ne sono anche diversi privati. L’età media delle donne che si sottopone alla procedura è 35 anni.

Pma e crisi di coppia

Dall’esterno può sembrare piacevole e molto probabilmente per alcune coppie per un tot di mesi lo è pure, ma provare e riprovare un concepimento, alla lunga può risultare logorante per tante ragioni. Quell’intimità che un tempo era per l’uno la ricerca dell’altra e viceversa, si trasforma in una specie di lavoro, in un gesto meccanico che è avulso da ciò che può significare una relazione consolidata. E quell’affetto, quell’amore che esiste in una coppia può iniziare a sgretolarsi, minato da nervosismo, litigi, ansie, stress. Tanto che si parla perfino di rapporto meccanico.

Che cos’è il rapporto meccanico

La definizione di rapporto meccanico viene dato a Gravidanzaonline da Monica Trabalza, counselor professionista specializzata in procreazione medicalmente assistita (PMA) e supporto perinatale in Next Fertility ProCrea, centro svizzero specializzato nella fecondazione assistita:

Il “rapporto meccanico” è una definizione che molte coppie utilizzano durante i percorsi di ricerca di gravidanza o di procreazione medicalmente assistita. Indica un’intimità che, nel tempo, perde spontaneità e viene vissuta quasi come un compito da svolgere nei momenti “giusti”, seguendo calendari, monitoraggi e indicazioni mediche. La sessualità smette gradualmente di essere un momento di connessione, piacere e vicinanza emotiva, trasformandosi in qualcosa di programmato e finalizzato esclusivamente al concepimento. È una condizione molto frequente, ma ancora poco raccontata. Dal punto di vista psicologico, questo cambiamento può avere un forte impatto sulla coppia. Quando ogni rapporto viene caricato di aspettative, speranze e paura del fallimento, possono emergere ansia da prestazione, senso di colpa, frustrazione e perdita del desiderio spontaneo. Alcune persone iniziano a vivere il proprio corpo come “difettoso” o “non funzionante”, mentre il partner può sentirsi impotente, escluso o sotto pressione.

Ma da cosa può essere causato il fenomeno? Così prosegue la dottoressa Trabalza:

Spesso il problema non è la mancanza di amore o di desiderio reciproco, ma l’eccesso di stress emotivo che accompagna i percorsi di infertilità. La coppia si trova immersa in controlli, tempi biologici, attese e delusioni ripetute, e questo inevitabilmente entra anche nella sfera intima. In questi casi è importante aiutare le persone a comprendere che il “rapporto meccanico” non rappresenta un fallimento della relazione, ma una risposta umana a una situazione altamente stressante. Dare spazio alle emozioni, favorire la comunicazione e proteggere la dimensione affettiva della coppia diventa fondamentale per evitare che l’intero rapporto venga assorbito esclusivamente dal progetto genitoriale.Come counselor, vedo spesso quanto le persone abbiano bisogno non solo di supporto medico, ma anche di uno spazio in cui sentirsi ascoltate, comprese e legittimate nei propri vissuti emotivi, senza giudizio.

Come affrontare insieme infertilità e Pma

Ci sono delle strategie, secondo la dottoressa Trabalza, che le coppie possono mettere in atto per affrontare al meglio infertilità e Pma, a partire ad esempio da esercizi di respirazione o mindfulness di coppia ovvero:

  • trascorrere del tempo di qualità senza parlare del proprio desiderio e delle aspettative sul concepimento. “Scegliere una sera a settimana in cui è ‘vietato’ parlare di esami, ovulazione, terapie o fertilità. L’obiettivo è ritornare a sentirsi partner e non solo persone dentro un percorso medico”;
  • impegnarsi nella comunicazione emotiva. “Dedicarsi 10 minuti a turno in cui uno parla di come si sente e l’altro ascolta senza interrompere, correggere o cercare soluzioni. Questo aiuta molto a ridurre incomprensioni e senso di solitudine. Eventualmente si può utilizzare anche un barattolo dove scrivere e affidare le proprie emozioni settimanali e leggerle insieme quando si è pronti”;
  • ritornare a un contatto fisico senza aspettative, a partire dagli abbracci. “Riprendere gradualmente il contatto corporeo senza l’obiettivo del rapporto sessuale completo. Ad esempio massaggi, abbracci prolungati, dormire vicini, tenersi per mano. Serve a ‘disinnescare’ l’associazione automatica tra intimità e prestazione”;
  • organizzare anche e soprattutto last minute delle digressioni che possano portarci lontane e lontani da ciò che viviamo quotidianamente. “Proporre uscite, weekend o attività che non abbiano alcun legame con il progetto genitoriale, per recuperare leggerezza e piacere condiviso”.
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