
Lo yoga post parto è un ottimo modo per riniziare a muoversi e riprendere contatto con il proprio corpo. Ma quali sono gli esercizi adatti?
Consigli e alcuni esercizi per avvicinarsi allo yoga tantrico: così questa disciplina può essere molto utile durante la gestazione.

Quando si parla di tantra il pensiero va sempre lì, a quello che la cultura mainstream diffonde, ovvero il legame con il piacere sessuale prolungato. Ma nel tantra, che è una filosofia, parte di una religione, piuttosto composita, c’è molto di più, e in particolare lo yoga tantrico può risultare molto utile nella pratica quotidiana, anche e soprattutto in gravidanza. Non è provato che influisca sulla fertilità, ma sicuramente aiuta alla connessione con il proprio corpo, il che può risultare utile in fase di concepimento.
Come riporta Mind Body Green, lo yoga tantrico è una disciplina antica – praticata originariamente in India, in Tibet e in altri luoghi dell’Asia – legata alla sintonia con il proprio corpo e in questo senso mezzo per il raggiungimento del piacere. La parola “tantra” in sanscrito significa infatti “tessere”, ovvero realizzare una connessione, e lo yoga tantrico è uno dei modi in cui si realizza questa connessione.
La pratica dello yoga tantrico prevede alcuni principi imprescindibili:

Lo yoga post parto è un ottimo modo per riniziare a muoversi e riprendere contatto con il proprio corpo. Ma quali sono gli esercizi adatti?
Lo yoga tantrico si basa moltissimo sulla respirazione, quindi è facile immaginare come questo si possa legare alla gravidanza: per tutta la gestazione impariamo a respirare in modo diverso, a stare in posizioni in cui non siamo sempre abituate, e inoltre c’è una ragione fisica. Come chiarisce la Somananda Tantra School, il respiro è un modo per “eliminare tossine e scorie metaboliche dall”organismo materno e fornire ossigeno in abbondanza”, calmare il sistema nervoso e restituire benessere al corpo. È anche possibile, attraverso l’allenamento alla respirazione, sviluppare una memoria neuro-respiratoria nel feto. E in questo modo ci si prepara in modo ottimale al travaglio e al parto.
Uno dei modi in cui questo aiuto si concretizza è appunto la respirazione, addominale per il primo trimestre, diaframmatica per gli altri due. Anche la meditazione, che ci permetta di concentrarci su pensieri positivi, aiuta moltissimo. E in generale lo yoga tantrico in gravidanza presenta alcuni benefici:
Gli esercizi dello yoga vengono chiamati asana. Ce ne sono tre in particolare che sono indicate in gravidanza per i loro benefici.
In sanscrito si chiama tasadana. Si pratica con i piedi a terra e le braccia verso il cielo senza toccarsi. Si chiudono gli occhi e ci si concentra sulle energie delle estremità che convergono verso il feto, di tanto in tanto contraendo i muscoli anali. Si inizia con un tempo di tenuta fino ai 3 minuti, che possono diventare 10 nel proseguimento della pratica. Va ricordato che i tempi in realtà non sono strettamente obbligatori, ma dipendono dalle sensazioni di piacere che se ne traggono. Se qualcosa non dà piacere, bisogna fermarsi, e questo vale anche per le altre posizioni.
Il nome di questa asana può non sembrare tanto bello – perché ci ricorda un periodo buio della nostra storia europea – ma bisogna ricordare che la svastica nella spiritualità asiatica simboleggia il sole. La svastikasana è utile per prevenire gonfiori muscolari e problemi di circolazione alle gambe. Ci si siede sul pavimento e, aiutandosi con un cuscino se occorre, si piega un ginocchio e si appoggia la pianta del piede contro l’altra gamba, alternando un arto all’altro. Le mani possono stare in grembo con i palmi rivolti verso l’alto. È consigliato di partire con massimo 5 minuti per gamba e poi arrivare a 15 minuti per gamba.
Si chiama vajrasana in sanscrito e allevia la tensione della zona lombare. Ci si deve inginocchiare con le ginocchia un po’ divaricate, in modo che gli alluci non si tocchino e siano a un massimo di 5 centimetri l’uno dall’altro. Ci si siede sui piedi e si appoggiano le mani sulla parte superiore delle cosce, per poi espandere petto e spalle durante la respirazione. Si comincia con un massimo di 3 minuti, per poi arrivare, dopo un po’ di allenamento, anche a 15 minuti.

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