Come lo yoga tantrico può aiutare fertilità e concepimento

Consigli e alcuni esercizi per avvicinarsi allo yoga tantrico: così questa disciplina può essere molto utile durante la gestazione.

Quando si parla di tantra il pensiero va sempre lì, a quello che la cultura mainstream diffonde, ovvero il legame con il piacere sessuale prolungato. Ma nel tantra, che è una filosofia, parte di una religione, piuttosto composita, c’è molto di più, e in particolare lo yoga tantrico può risultare molto utile nella pratica quotidiana, anche e soprattutto in gravidanza. Non è provato che influisca sulla fertilità, ma sicuramente aiuta alla connessione con il proprio corpo, il che può risultare utile in fase di concepimento.

Cos’è lo yoga tantrico

Come riporta Mind Body Green, lo yoga tantrico è una disciplina antica – praticata originariamente in India, in Tibet e in altri luoghi dell’Asia – legata alla sintonia con il proprio corpo e in questo senso mezzo per il raggiungimento del piacere. La parola “tantra” in sanscrito significa infatti “tessere”, ovvero realizzare una connessione, e lo yoga tantrico è uno dei modi in cui si realizza questa connessione.

I principi dello yoga tantrico

La pratica dello yoga tantrico prevede alcuni principi imprescindibili:

  • silenziare il chiacchiericcio mentale. In altre parole dovrebbero essere spenti i “film mentali” negativi che ci facciamo, quando pensiamo di non farcela, quando ci facciamo sopraffare dalla paura o da consapevolezze errate. Attraverso questo principio rinverdiamo la nostra autostima;
  • abituarsi al silenzio. Nello yoga tantrico non c’è musica, non ci sono distrazioni, tutto è concentrato sul relax. Per questo più che abituarsi, bisogna trovare un equilibrio per sentirsi a proprio agio con il silenzio interiore ed esteriore. Unico rumore ammesso è il proprio respiro;
  • l’obiettivo è la consapevolezza. Alcune persone si avvicinano allo yoga tantrico per migliorare il metabolismo, raggiungere una certa forma fisica, sviluppare la flessibilità, e anche quest’ultima caratteristica aiuta in fase di concepimento. Ma questi sono a volte punti di arrivo, ma non obiettivi, perché il solo obiettivo è la consapevolezza, il solo obiettivo siamo noi stesse;
  • lasciarsi andare al piacere nel senso più ampio del termine. Come detto, il tantra non ha necessariamente a che fare con il sesso, così come il piacere. Si può infatti provare piacere per molte cose e queste non sono necessariamente sensoriali. A questo si aggiunga che talvolta lasciarsi andare fa paura, ed è questo che deve essere “combattuto” dolcemente, portando ad abbandonarsi a emozioni positive. Non si può avere controllo di tutto, ma del proprio corpo sì;
  • rompere i legami con le influenze esterne. Conformismo, educazione rigorosa, morale pudica. Tutte queste cose non contano nel tantra, perché ci permette di esprimere il nostro io interiore, accedendo al subconscio, in modo da liberarci e riuscire a provare piacere senza condizionamenti.

Yoga tantrico, gravidanza e concepimento

Lo yoga tantrico si basa moltissimo sulla respirazione, quindi è facile immaginare come questo si possa legare alla gravidanza: per tutta la gestazione impariamo a respirare in modo diverso, a stare in posizioni in cui non siamo sempre abituate, e inoltre c’è una ragione fisica. Come chiarisce la Somananda Tantra School, il respiro è un modo per “eliminare tossine e scorie metaboliche dall”organismo materno e fornire ossigeno in abbondanza”, calmare il sistema nervoso e restituire benessere al corpo. È anche possibile, attraverso l’allenamento alla respirazione, sviluppare una memoria neuro-respiratoria nel feto. E in questo modo ci si prepara in modo ottimale al travaglio e al parto.

Uno dei modi in cui questo aiuto si concretizza è appunto la respirazione, addominale per il primo trimestre, diaframmatica per gli altri due. Anche la meditazione, che ci permetta di concentrarci su pensieri positivi, aiuta moltissimo. E in generale lo yoga tantrico in gravidanza presenta alcuni benefici:

  • aiutarsi ad affrontare le istanze mentali, emotive e fisiche della gestazione e della futura nascita;
  • prevenire l’esaurimento delle energie;
  • prepararsi a uno sviluppo sano e armonioso per il proprio neonato o neonata.

Anonimo

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Esercizi di yoga tantrico in gravidanza

Gli esercizi dello yoga vengono chiamati asana. Ce ne sono tre in particolare che sono indicate in gravidanza per i loro benefici.

Posizione dell’albero

In sanscrito si chiama tasadana. Si pratica con i piedi a terra e le braccia verso il cielo senza toccarsi. Si chiudono gli occhi e ci si concentra sulle energie delle estremità che convergono verso il feto, di tanto in tanto contraendo i muscoli anali. Si inizia con un tempo di tenuta fino ai 3 minuti, che possono diventare 10 nel proseguimento della pratica. Va ricordato che i tempi in realtà non sono strettamente obbligatori, ma dipendono dalle sensazioni di piacere che se ne traggono. Se qualcosa non dà piacere, bisogna fermarsi, e questo vale anche per le altre posizioni.

Svastikasana

Il nome di questa asana può non sembrare tanto bello – perché ci ricorda un periodo buio della nostra storia europea – ma bisogna ricordare che la svastica nella spiritualità asiatica simboleggia il sole. La svastikasana è utile per prevenire gonfiori muscolari e problemi di circolazione alle gambe. Ci si siede sul pavimento e, aiutandosi con un cuscino se occorre, si piega un ginocchio e si appoggia la pianta del piede contro l’altra gamba, alternando un arto all’altro. Le mani possono stare in grembo con i palmi rivolti verso l’alto. È consigliato di partire con massimo 5 minuti per gamba e poi arrivare a 15 minuti per gamba.

Posizione del diamante

Si chiama vajrasana in sanscrito e allevia la tensione della zona lombare. Ci si deve inginocchiare con le ginocchia un po’ divaricate, in modo che gli alluci non si tocchino e siano a un massimo di 5 centimetri l’uno dall’altro. Ci si siede sui piedi e si appoggiano le mani sulla parte superiore delle cosce, per poi espandere petto e spalle durante la respirazione. Si comincia con un massimo di 3 minuti, per poi arrivare, dopo un po’ di allenamento, anche a 15 minuti.

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