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Poche le nascite in Italia nel 2025, peggio ancora che nel 2024. L'Italia si conferma un Paese anziano

L’Italia è sempre più vecchia. Il trend della denatalità non si arresta dal 2008, e anche il 2025 conferma il calo delle nascite che interessa il nostro Paese da ormai più di un decennio.
Nell’anno appena finito i nuovi nati sono stati 355 mila, ovvero meno di mille al giorno in media e circa 15 mila in meno rispetto all’anno precedente (-3,9%), che già aveva segnato un nuovo minimo storico.
Nessuna inversione di rotta, quindi, almeno non per il momento: il tasso di fecondità anzi è in ulteriore diminuzione, con 1,14 figli per donna, livello più basso mai registrato in Italia, contro l’1,18 del 2024. Solo Corea del Sud e Taiwan, ferme a 0,8, sono più basse del nostro Paese, ma è assolutamente lontana la soglia di 2,1 per donna considerata necessaria per garantire il ricambio generazionale senza apporti esterni.
A pesare, tra gli altri fattori, anche quello strutturale: le donne in età fertile sono infatti sempre meno.

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Contestualmente a questo, rimane invariato o quasi il numero dei decessi, di circa 652 mila all’anno, mentre la speranza di vita aumenta nel 2025 a 81,7 per gli uomini e 85,7 per le donne.
Importante, secondo il rapporto Istat, anche il peso crescente dei movimenti migratori, che si attestano a 440 mila unità, mentre le emigrazioni verso l’estero sono 144 mila. Con questi dati, unitamente a quelli leggermente in flessione della mobilità internazionale, la popolazione residente all’inizio del 2026 è ferma a 58 milioni e 943 mila persone, praticamente stabile. Dopo 12 anni consecutivi di calo, l’Italia torna quindi alla crescita zero.
Crescono le famiglie composte da una sola persona, così come il peso degli anziani, che rappresentano, considerando i cittadini con oltre 65 anni, quasi un quarto della popolazione (15 milioni), mentre gli over 85 superano i 2,5 milioni, con un incremento di 100 mila persone rispetto all’anno precedente. Al 1° gennaio 2026, l’età media della popolazione residente è stimata in 47,1 anni, sei mesi in più rispetto all’anno precedente.
È il Centro l’area più anziana del Paese, con un’età media di 47,7 anni, seguito dal Nord (47,3) mentre al Sud la media si attesta a 46,6 anni.
6 milioni e 852 mila persone, ovvero l’11,6% del totale, la fascia di popolazione under 14 (in calo di 168 mila unità rispetto al 2025), mentre anche la popolazione in età attiva, ovvero dai 15 ai 64 anni, scende a 37 milioni e 270 mila persone, con un calo di 73 mila individui in un solo anno.
Le famiglie con figli rappresentano il 28,4% del totale, quelle senza figli si attestano al 20,2%.

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