
Secondo l’ultimo report di Istat, il 63% degli asili nido pubblici e il 40,7% di quelli privati non sono riusciti ad accogliere tutte le domande....
È arrivato il momento di conoscere l'Assegno unico 2026, che si ottiene attraverso la presentazione domanda (ma non per tutti): le novità e l'aggiornamento importi.

Tempo di Assegno unico 2026, presentazione domanda e aggiornamento importi. La comunicazione Inps avvisa che per il 2026 non sarà necessario presentare una nuova domanda per chi ha già una pratica accolta, ma la prestazione sarà erogata in continuità d’ufficio. Attualmente gli importi sono stati rivalutati in base all’inflazione, per cui si registrano piccoli aumenti dell’1,4%. I valori aggiornati verranno emessi con la mensilità di febbraio 2026, mentre gli adeguamenti di gennaio saranno erogati con la mensilità di marzo. Va presentato il nuovo Isee, naturalmente aggiornato al 31 dicembre 2025, altrimenti l’assegno sarà emesso con importi minimi.
L’Assegno unico universale è una misura molto attesa, su cui aleggiano spesso gli interrogativi che accompagnano di solito ogni prima domanda. È naturale: a fronte di un’inflazione crescente e di salari che difficilmente vengono adeguati ai tempi, per chi ha una famiglia, soprattutto se numerosa, non sempre è facile arrivare a fine mese o addirittura talvolta anche garantire a figli e figlie l’essenziale di cui hanno bisogno.
L’Assegno unico universale è il prodotto del welfare state italiano dedicato alle famiglie con figli a carico entro i 21 anni di età (ma senza limiti d’età in caso di figli con disabilità). La disabilità è peraltro uno degli indicatori di variazione per la somma dell’assegno, mentre le altre sono il numero della prole e la condizione economica di partenza del nucleo famigliare in base al proprio Isee, che non deve superare i 45.939,56 euro.

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Possono quindi fare domanda tutte le famiglie che abbiano almeno un figlio sotto i 21 anni a carico, ma i maggiorenni sono tenuti a un corso di formazione professionale o un percorso di studi (come l’università per esempio), o ancora al servizio civile universale, oppure a un tirocinio di formazione lavorativa con reddito inferiore agli 8mila euro all’anno, o risultino iscritti nelle liste di disoccupazione o inoccupazione nel locale centro per l’impiego. Inoltre, come accennato, possono fare domanda tutte le famiglie con un figlio disabile a carico, qualunque sia la sua età.
Naturalmente, per ottenere l’Assegno unico, dovrete presentare il vostro Isee, che si ottiene o dal portale dell’Inps, o utilizzando un Isee precompilato, oppure ancora chiedendo una mano in un Caf. La domanda poi va inoltrata sempre al portale Inps, accedendo con Spid o Cie. E si attende che la domanda venga accettata, rifiutata o messa in sospeso (magari su richiesta di documentazione aggiuntiva, tenendo presente che per l’Isee occorrono ad esempio documenti relativi a eventuale casa di proprietà e giacenza media di conti correnti, libretti di risparmio o carte prepagate).

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È possibile che alcuni e alcune si chiedano quanto spetta, ma non c’è un ammontare uguale per tutte e tutti. C’è infatti una quota variabile che va da un massimo di 201 euro a un minimo di 57,5 euro per ogni figlio minore a carico. Tuttavia questa quota può ricevere maggiorazioni per nuclei famigliari numerosi, madri sotto i 21 anni, figli con disabilità o in generale sotto i 3 anni. Poi è prevista anche una quota a titolo di maggiorazione “per compensare l’eventuale perdita economica subita dal nucleo familiare, se l’importo dell’Assegno risultasse inferiore alla somma dei valori teorici dell’Assegno per il Nucleo Familiare e delle detrazioni fiscali medie, percepite nel regime precedente la riforma”.
L’Assegno unico viene erogato dall’Inps di solito dal mese successivo all’approvazione o direttamente sul conto corrente, sul libretto di risparmio, sulla prepagata oppure con bonifico in sportello postale, in base a quello che il genitore richiedente indica. Per coloro che richiedono e ottengono il Bonus asilo nido o altre agevolazioni regionali o legate a enti locali, niente paura, perché le misure non sono incompatibili.

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