Salute mentale dei bambini: 5 consigli per crescere figli sereni in un mondo ansioso

Se ne parla più spesso ma non sempre in maniera utile per i genitori; ecco cosa sapere.

C’è una nuova emergenza in pediatria ed è quella legata ai disturbi mentali. A esprimersi in questi termini è la Società Italiana di Pediatria (SIP) che basa questa valutazione su diversi elementi. innanzitutto la constatazione che i disturbi mentali sono una delle patologie più frequenti dell’età evolutiva, interessando il 10% dei bambini e il 20% degli adolescenti. Ma non solo. A preoccupare è anche il fatto che l’esordio di questi fenomeni è sempre più precoce. A ulteriore conferma della gravità della situazione ci sono alcuni dati. Negli ultimi anni si è assistito a un aumento dell’84% degli accessi in Pronto Soccorso per le patologie neuropsichiatriche e un incremento del 147% dei casi di idee suicide rispetto al periodo pre-Covid. Parliamo, quindi, di salute mentale dei bambini.

Salute mentale dei bambini: realtà o esagerazione?

Quando si parla di salute mentale è diffusa una reazione diffidente e a volte di sufficienza. Questa visione non va demonizzata né contrastata, ma compresa. Buona parte della comunità medica e scientifica, come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sostiene che la crescente attenzione mediatica nei confronti della salute mentale è giustificata da una crisi reale. I problemi più comuni includono ansia, depressione e disturbi del comportamento, che sono tra le principali cause di malattia e disabilità. I disturbi mentali fra i giovani stanno raggiungendo livelli mai visti negli ultimi decenni che se ignorati produrranno costi sociali enormi nei prossimi anni.

Parallelamente non mancano valutazioni critiche nei confronti di questo approccio. Psychology Today riferisce di diverse voci critiche che invitano a valutare con equilibrio questa emergenza per evitare derive di eccessivo allarmismo o semplificazione mediatica. Alcuni esperti, infatti, sottolineano che la maggiore attenzione odierna verso il benessere psicologico potrebbe aver condizionato le statistiche senza un reale aumento delle patologie gravi.

Potremmo dire che siamo più propensi a riconoscere e segnalare sintomi psicologici perché siamo portati a vederli più o meno ovunque. Un approccio per certi aspetti diametralmente opposto a quello del passato dove i medesimi sintomi sarebbero stati ignorati perché considerati “normali alti e bassi” dell’adolescenza. Il rischio, reale, è di patologizzare emozioni normali e per certi aspetti fisiologiche legate ai mutamenti profondi che i ragazzi vivono durante l’età pediatrica. Se ogni tristezza o ansia viene subito vista come segnale di depressione o altra condizione psicologica, i ragazzi potrebbero percepirsi “malati” più facilmente, anziché sviluppare resilienza.

Dal punto di vista clinico, alcuni psicologi temono che l’eccessivo allarmismo possa portare a risposte poco equilibrate come il ricorso frettoloso a farmaci o terapie anche per disagi transitori. Il dato del Rapporto OsMed 2024 dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), per cui circa 5 milioni di bambini e adolescenti (50,9% della popolazione pediatrica) hanno ricevuto nel 2024 almeno una prescrizione farmaceutica, mostra sia l’attenzione nei confronti della salute mentale, ma dall’altra un possibile abuso. È quindi indispensabile mantenere alta l’attenzione sull’importanza della salute mentale, ma partendo dalla consapevolezza che non tutti hanno bisogno di una diagnosi o di una terapia farmacologica per le emozioni che vivono nella loro vita.

Le cause del fenomeno

Ma perché la salute mentale dei bambini è diventata un’emergenza? La pandemia è stata un amplificatore e in certi casi una causa, ma non può bastare a spiegare un fenomeno molto complesso. Alla base di questa situazione possono essere individuati diversi fattori:

  • ambiente scolastico
  • sociali
  • digitali
  • personali
  • familiari

È importante fin da subito sgomberare il campo dall’idea che ci sia una sola spiegazione di un fenomeno che ha un’origine multifattoriale. Da più parti viene evidenziato come lo stress scolastico sia una delle realtà più importanti da considerare. Molti studenti lamentano di essere sottoposti a carichi di studio elevati, ma soprattutto di essere costantemente “sotto esame” in una continua ansia da prestazione in vista di interrogazioni, verifiche ed esami. Nonostante oggi più che in passato si ha una certa attenzione e sensibilità nei confronti della salute mentale di bambini e ragazzi, la scuola resta un luogo nel quale la dimensione psicologica e del benessere individuale viene trascurata.

La scuola riflette in parte quelli che sono i tratti della società contemporanea. Una società caratterizzata da iperconnessioni (anche come conseguenza della diffusione di smartphone e dispositivi tecnologici, e ora dell’intelligenza artificiale) che invece di avvicinare le persone le ha isolate. Il confronto costante con gli altri è alla base delle relazioni, il timore del giudizio è la cifra dei rapporti tra i ragazzi che, anche per effetto dell’uso senza controllo della tecnologia, non hanno un riposo adeguato.

Le nuove generazioni mostrano inoltre una crescente incertezza (la modernità ha eroso piano piano ogni elemento definitorio e ogni certezza) che viene affrontata con l’ossessione verso la perfezione (e il timore dell’imprevisto) o evitando le situazioni potenzialmente avverse. Ovviamente non si può non tenere conto del contesto familiare, spesso caratterizzato da tensioni, conflitti tra genitori e realtà complesse e frammentate. Inoltre il più delle volte i figli soffrono delle ansia dei genitori, interiorizzandole e facendole proprie, innescando un circolo vizioso sempre più difficile da interrompere.

5 consigli per i genitori

Limitarsi a raccontare l’emergenza della salute mentale in età pediatrica solo attraverso i numeri rischia di restituire una fotografia parziale e, in alcuni casi, persino fuorviante. I dati mostrano l’aumento dei disturbi, ma non spiegano fino in fondo perché alcuni bambini e adolescenti riescano comunque a reggere l’impatto di stress, difficoltà familiari e pressioni sociali mentre altri sviluppano forme di sofferenza più gravi. La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) sottolinea come a ricerca scientifica inviti a guardare oltre la semplice contrapposizione tra fattori di rischio e fattori protettivi e a osservare i meccanismi di adattamento che entrano in gioco nel tempo. La risposta psicologica non è mai automatica né uguale per tutti, ma dipende dall’intreccio tra caratteristiche personali, relazioni affettive e contesto di vita.

Inserire questi meccanismi nella narrazione consente anche di evitare un racconto solo allarmistico, che rischia di alimentare un senso di impotenza. La crescita dei disturbi esiste ed è documentata, ma allo stesso tempo esistono percorsi di recupero, risorse individuali e reti sociali che possono fare la differenza. Spostare lo sguardo dai soli problemi alle possibilità di risposta non significa sminuire la gravità della situazione, ma renderla più comprensibile e, soprattutto, affrontabile. È in questo equilibrio tra allarme e consapevolezza che l’informazione può diventare davvero utile.

1-Calme e ascolto

Come ribadito anche dallo United Nations Office on Drugs and Crime, è necessario che i genitori ascoltino realmente i bambini senza interromperli o giudicarli. La miglior prevenzione e cura per i bambini è avere davanti un adulto calmo e disponibile, un atteggiamento che riduce la paura e l’ansia.

2-Validare le emozioni

Da quanto appena detto emerge anche la necessità di dare un nome alle emozioni e spiegare a bambini e adolescenti che queste sono normali. Inoltre è necessario che i bambini e gli adolescenti acquisiscano la capacità di comprendere le emozioni e i sentimenti che provano, senza timore o fastidio.

3-L’impegno prima del risultato

È indispensabile, proprio in un contesto sociale ed educativo impostato sulle performance, che i ragazzi vengano elogiati più per l’impegno profuso che per il risultato ottenuto. È una strategia efficace anche contro l’ansia da prestazione e per far crescere adulti più sereni e consapevoli delle proprie capacità.

4-L’importanza dell’incertezza

Il ruolo dei genitori è importante e indispensabile, ma mamme e papà non devono sostituirsi al bambino. Egli deve sviluppare la capacità di affrontare e gestire le situazioni, anche quelle avverse, non contando esclusivamente sulle rassicurazioni dei genitori, ma anche imparando a convivere con l’incertezza.

5-Lo stile di vita sano

Questa è una delle espressioni più ripetute e meno seguite, ma è tra le più utili. Spesso alla base dei fattori responsabili dei problemi di salute mentale ci sono stili di vita disordinati. È quindi utile che i bambini abbiano ritmi sostenibili, riposino a sufficienza, seguano una dieta equilibrata e pratichino regolare attività fisica.

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Categorie

  • Bambino (1-6 anni)