
Leggere fa sempre bene, a tutte le età. Anche i bambini, addirittura i neonati, possono beneficiare della lettura dei libri da parte dei loro geni...
Una raccolta di libri per tutte le fasce di età per parlare inclusione w diversità e per superare gli stereotipi di genere

Leggere fa bene sempre. Anche e soprattutto ai bambini. È un modo per migliorare il legame tra genitori e figli, è un passatempo piacevole e, soprattutto, un modo prezioso per comunicare e trasmettere valori educativi. Più di tanti discorsi. Esistono libri per ogni fase della vita dei bambini, per accompagnarne i passaggi più significativi (il primo giorno di scuola, lo spannolinamento, l’arrivo di un fratellino o una sorellina, eccetera) così come per tradurre in un linguaggio a loro comprensibile fenomeni complessi da elaborare (la morte di un nonno, la guerra, la separazione dei genitori, le emozioni, eccetera). Tra questi libri ci sono anche quelli per favorire l’inclusione, la diversità e il superamento degli stereotipi di genere. Argomenti che interessano non solo gli adulti, ma anche e soprattutto i bambini. Vediamo quali sono i migliori libri illustrati contro gli stereotipi.
I libri illustrati sono molto più di una storia. Sono uno dei primi strumenti attraverso i quali i bambini imparano a leggere il mondo, a riconoscersi in esso e a capire cosa ci si aspetta da loro. Quando queste storie riproducono schemi rigidi e ripetitivi su come devono essere le femmine e i maschi, contribuiscono a formare pregiudizi che possono durare nel tempo. Ecco perché scegliere libri illustrati contro gli stereotipi, fin dai primissimi anni di vita, è molto più di una scelta narrativa. È una scelta educativa.
I libri illustrati contro gli stereotipi sono opere in cui immagini e testo lavorano insieme per raccontare la realtà in modo più ampio e onesto di quanto faccia la narrativa tradizionale. Non si limitano a intrattenere: mostrano bambini e adulti in ruoli diversi da quelli convenzionali, rappresentano famiglie di composizioni diverse, danno spazio a emozioni che di solito vengono assegnate solo a un genere, e portano sulle pagine esperienze che troppo spesso restano invisibili.

La ragione principale è che il momento in cui si formano le prime idee su cosa significhi essere maschio o femmina è molto più precoce di quanto si pensi. Secondo una ricerca sullo sviluppo infantile, gli stereotipi di genere cominciano a radicarsi già intorno ai 2-3 anni e raggiungono il picco di rigidità tra i 5 e i 7 anni, per diventare progressivamente più flessibili con la crescita. Già a 18-24 mesi i bambini iniziano a usare le etichette di genere nel linguaggio. La conseguenza immediata è, come riportato in questo studio, un aumento del gioco con i giocattoli fortemente stereotipati (i maschi giocano con le macchine, le femmine con le bambole o le cose da cucina). Leggere storie con protagonisti diversi aiuta i bambini a sviluppare empatia, a non sentirsi “sbagliati” se i loro interessi non corrispondono a quelli del loro genere, e a costruire un’idea più libera di ciò che possono diventare.
Già dai primi anni di vita è possibile leggere libri ai bambini, facendo riferimento a quelli cartonati, realizzati con illustrazioni dai colori vivaci. Non servono grandi trame, ma bastano immagini inclusive, famiglie rappresentate nella loro varietà, bambini di ogni provenienza. Ecco alcuni titoli:
Tra i 3 e i 6 anni i bambini iniziano a costruire attivamente le proprie idee sui ruoli sociali. È l’età in cui si sente spesso dire “questo è da maschi” o “questo è da femmine”, e in cui i messaggi dei libri possono fare una differenza reale.
In questa fascia d’età i bambini sono pronti per narrazioni più strutturate e temi più articolati. La ricerca pubblicata su The Australian Educational Researcher ricorda che le rappresentazioni di genere nella letteratura per l’infanzia possono influenzare le aspirazioni di carriera, modellare gli atteggiamenti sui ruoli futuri nella società e incidere sulle caratteristiche della personalità. È quindi un’età in cui vale la pena proporre storie che allarghino l’orizzonte.
Non tutti i libri che si presentano come inclusivi lo sono davvero. Alcune domande pratiche possono aiutare a valutarli prima di acquistarli o prenderli in biblioteca. Un primo consiglio riguarda il guardare chi sono i protagonisti. Le storie con esseri umani realistici facilitano l’immedesimazione più di quelle con animali antropomorfizzati. Poi è bene osservare come vengono rappresentati i ruoli. Le bambine sono sempre in ambienti chiusi come la cucina e la casa, mentre i maschi esplorano il mondo esterno? I personaggi maschili possono mostrare fragilità, cura, pianto? Quindi prestare attenzione al linguaggio. Frasi come “non fare la femminuccia” o l’uso del solo maschile universale per le professioni sono segnali da non sottovalutare. Analizzare anche le immagini nei dettagli. L’uso sistematico del rosa per le femmine e del blu per i maschi, o il grembiule sempre e solo associato alle donne, sono messaggi visivi che i bambini recepiscono.

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