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Dall'altezza di neonati e bambini è possibile ottenere molte informazioni sulla loro crescita. Ecco cosa c'è da sapere.

Tra gli elementi che vengono valutati nell’età pediatrica c’è l’altezza. Un dato che, al di là del singolo valore numerico e della curiosità dei genitori, è utile a livello sanitario per verificare la corretta crescita di un bambino. Come riportato nello studio pubblicato sulla rivista Nutrition Reviews, la crescita lineare (l’aumento dell’altezza dei bambini nel tempo) è considerata il miglior indicatore dello stato nutrizionale. È importante misurare l’altezza dei bambini perché da questo dato, in relazione all’età, si ottengono un’ampia serie di informazioni, in modo particolare su possibili condizioni avverse sullo stato di salute.
Una cattiva nutrizione nei primi anni di vita, viene spiegato in questo studio, può causare un ritardo di crescita con conseguenze potenzialmente anche gravi sulla salute di quel bambino.
Data l’importanza di questo parametro è fondamentale misurarlo correttamente. È importante fin da subito distinguere due tipologie di misurazione della statura dei bambini: la lunghezza e l’altezza. Si parla di lunghezza, misurata in posizione supina, nei bambini fino ai 36 mesi. Al contrario si parla di altezza, misurata in posizione eretta, nei bambini più grandi.
Come spiegato dal Manuale MSD la lunghezza si misura mettendo i bambini sdraiati su uno stadiometro orizzontale. Il bambino viene posizionato con la testa ben aderente al supporto, le gambe distese e i talloni che toccano la pedana. Si effettuano tre misurazioni e si calcola la media per ottenere una maggiore precisione. L’altezza, invece, si misura in piedi con uno stadiometro verticale. Il bambino deve stare dritto, con i piedi uniti e i talloni contro il muro, guardando avanti con gli occhi paralleli al pavimento. Anche in questo caso, si fanno tre misurazioni e si calcola la media.
Lo sviluppo della statura di un bambino è condizionato da diversi fattori che interagiscono tra loro. Uno dei primi fattori da considerare è la dimensione genetica. Parallelamente ci sono fattori nutrizionali (carenze di micronutrienti, malassorbimento) e socioeconomici (mancanza di accesso al cibo o accesso ad alimenti non genuini e adeguatamente variegati) che incidono profondamente sulla crescita. Anche la presenza di malattie croniche (come la sindrome di Down, la paralisi cerebrale, il diabete mellito, il deficit dell’ormone della crescita, l’ipotiroidismo o la celiachia) sono, come riportato dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), considerate cause patologiche di bassa statura.
A queste vanno aggiunte le cause perinatali, come il parto pretermine e il basso peso alla nascita. Se il 90% circa dei neonati con basso peso alla nascita recupera entro il secondo anno di vita, c’è circa il 10% di bambini che va incontro a una riduzione definitiva della statura.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha aggiornato nel 2006 e nel 2007 le curve di crescita per il monitoraggio della crescita dei bambini da 0 a 5 anni e quelli da 5 a 19. L’aggiornamento si è reso necessario per definire le valutazioni di crescita su bambini sani nutriti secondo le più recenti raccomandazioni internazionali, come quelle sull’importanza dell’allattamento al seno. Per le linee guida del 2007 per i bambini da 5 a 19 anni, invece, l’aggiornamento era finalizzato ad affrontare il problema dell’obesità infantile.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) riferisce come le nuove curve dell’OMS abbiano sollevato diverse critiche. Alcuni esperti ne hanno messo in discussione l’universalità, osservando come in alcuni contesti possano portare a sovrastime di malnutrizione o sovrappeso. Altri sottolineano che una lettura isolata dei valori, senza considerare l’andamento nel tempo, rischia di generare valutazioni errate. Per questo motivo, diversi studi suggeriscono di affiancare alle curve dell’OMS un’interpretazione attenta e, se necessario, adattata alle caratteristiche della popolazione locale.
Per quel che riguarda i valori di riferimento è utile considerare che la crescita in altezza durante l’infanzia segue ritmi abbastanza regolari, anche se può variare leggermente da bambino a bambino. Nei neonati sani nati a termine, l’aumento della lunghezza è particolarmente rapido nei primi mesi di vita. In media, entro i 5 mesi, la lunghezza aumenta di circa il 30% rispetto a quella alla nascita, mentre entro l’anno il bambino è cresciuto di oltre il 50%. In totale, nel primo anno di vita, l’incremento medio di lunghezza è di circa 25 centimetri. Inoltre la maggior parte dei maschi arriva a metà della statura che avrà da adulto intorno ai 2 anni, mentre le femmine tendono a raggiungerla prima, circa a 19 mesi.
Oltre all’altezza in sé, è importante valutare anche la velocità con cui cambia nel tempo, perché questo dato è spesso più indicativo dello stato di salute del bambino rispetto al valore assoluto. I valori di riferimento di questo parametro sono:
Durante l’infanzia, quindi, la velocità di crescita rallenta gradualmente, fino a raggiungere un minimo (nadir) poco prima dell’inizio del cosiddetto scatto puberale, che segna un nuovo rapido aumento in altezza durante l’adolescenza.
Le misurazioni della lunghezza e dell’altezza vengono effettuate dal pediatra durante i bilanci di salute ed è il medico a valutare eventuali campanelli d’allarme. In generale destano preoccupazione improvvise accelerazioni o diminuzioni della crescita o un mancato progresso nel tempo.
Un cambiamento improvviso nel modo in cui un bambino cresce può essere un segnale da non sottovalutare. Se, per esempio, la curva di crescita mostra un movimento verso il basso, con un rallentamento rispetto al ritmo precedente, si può sospettare un ritardo di crescita.
Va però ricordato che non tutta la bassa statura è legata a problemi di salute. Esistono casi del tutto normali, come nei bambini con bassa statura familiare (se i genitori sono di bassa statura) o con un ritardo costituzionale di crescita, in cui lo sviluppo è più lento ma comunque regolare.
Al contrario, un movimento verso l’alto nella curva, con un aumento più rapido del previsto, può segnalare l’inizio di fenomeni di sovrappeso o obesità, condizioni sempre più diffuse e altrettanto importanti da monitorare.

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